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L’Apostolato: Questo documento è scritto senza pregiudizio per i Diritti Naturali civili, e Canonici di Padre Gruner
Questo documento è scritto senza pregiudizio per i Diritti Naturali civili, e Canonici di Padre Gruner

16 Maggio 2001

Vostra Eminenza,

        Questa è una risposta formale alla Vostra lettera inviata a Padre Gruner il 16 Febbraio 2001. Rispondiamo alle accuse portate nella Vostra lettera, alcune delle quali decisamente nuove per dei procedimenti di diritto Canonico. Presentiamo inoltre un breve riassunto generale delle posizioni di Padre Gruner, come specificato più a fondo nei suoi numerosi documenti inviati alla Vostra Congregazione, alla Segnatura Apostolica e al Santo Padre durante il corso di tali procedimenti canonici.

I. OSSERVAZIONI PRELIMINARI
A. La Vostra Lettera Contiene Numerosi Errori Fondamentali

        Ci è stato chiesto di preparare questa risposta perché non risulta che i precedenti documenti difensivi nei procedimenti canonici di Padre Gruner, siano stati considerati attentamente ed in maniera imparziale da parte dei membri del Vostro staff che furono chiaramente coinvolti nella stesura della Vostra lettera del 16 Febbraio. Come risultato, la lettera contiene errori fondamentali, di fatto e di diritto, nella descrizione che essa da della "situazione canonica" di Padre Gruner.

        Tra tanti esempi, la lettera afferma che Padre Gruner non può essere incardinato ad Hyderabad il 4 Novembre 1995 perché era già sospeso dal Vescovo di Avellino per quella data ("... ogni tentativo di incardinazione, con la vostra sospensione ancora perdurante... non può essere validamente intrapresa.") In verità, il Vescovo di Avellino non ha mai neanche minacciato di sospendere Padre Gruner fino al 16 Maggio 1996, più di 6 mesi dopo che l'Arcivescovo di Hyderabad aveva già inoltrato il suo decreto di incardinazione. Inoltre, nel Febbraio del 1996, Padre Gruner inviò il decreto di incardinazione al Vescovo di Avellino e (per far si che ogni richiesta tecnica fosse esaudita) nel Marzo del 1996 fece consegnare a mano all'Arcivescovo di Hyderabad una copia del decreto di Escardinazione da parte del Vescovo di Avellino (risalente all'Agosto del 1989) . Così, l'incardinazione fu effettuata pienamente prima di qualsiasi presunta "sospensione" o minaccia di "sospensione" venisse da Avellino.

        Possiamo capire che Vostra Eminenza possa non aver avuto l'opportunità di controllare personalmente i voluminosi atti procedurali di Padre Gruner, e capiamo che l'affidarsi nella ricerca e nella stesura a membri dello staff faccia parte del normale corso degli affari nel lavoro delle congregazioni Vaticane. Tuttavia siamo costretti ad affermare che errori madornali di questa specie portano ad un ragionevole timore che Voi possiate aver intrapreso azioni contro Padre Gruner che sono basate su di un'incorretta conoscenza della situazione. E' nostra speranza che se la posizione di Padre Gruner è presentata a Vostra Eminenza da altri, incluse persone stimate all'interno della Gerarchia ecclesiastica, tali errori ed incomprensioni possano venire rettificate affinché quest'intera controversia possa alfine essere risolta nello "spirito del Giubileo" invocato dalla Vostra lettera.

        Noi incoraggeremo Vescovi, altri sacerdoti e persone laiche affinché si appellino a Vostra Eminenza ed al Santo Padre per una risoluzione di questo caso che sia giusto per tutti gli interessati, incluso Padre Gruner. Perciò, questa lettera di risposta sarà inviata a Vescovi, sacerdoti e ad alcuni laici, specialmente coloro i quali hanno sostenuto l'apostolato di Padre Gruner.

        Sua Eminenza ed i suoi predecessori sono stati la causa di una serie di denunce , infondate e completamente senza precedenti, nei confronti di Padre Gruner, circolate in tutto il mondo. Ci dispiace dover dire che queste accuse includono quella di Vostra eminenza secondo la quale Padre Gruner usò "documenti falsificati della Segreteria di Stato ... per sottintendere un’approvazione" del suo apostolato. Mentre questa accusa non appare nella lettera del 16 Febbraio (che invece accusa Padre Gruner di "fraintendere" documenti autentici), essa deve essere ancora ritrattata, più di dieci mesi dopo la richiesta di Padre Gruner che chiedeva a Vostra Eminenza di ritrattarla. Facciamo rispettosamente notare, che qualsiasi tentativo di risolvere la questione secondo lo "Spirito del Giubileo" implicherebbe certamente il fare ammenda a Padre Gruner per il grave danno arrecatogli dalla pubblicazione , da parte di Vostra Eminenza, di tali terribili falsità .

        In breve, mentre la lettera del 16 Febbraio invoca il nome di Nostro Signore e la Sua Beata Madre, e professa una forte sollecitudine pastorale per Padre Gruner, in pratica l'impressione data è quella di un tentativo di distruggere la reputazione e la posizione di Padre Gruner all'interno della Chiesa con qualsiasi mezzo necessario, come dimostrato dalla falsa pubblica accusa di comportamento criminale.

B. La Minaccia d’Una Sanzione Definitiva E' Contraria al Diritto Canonico.

        La lettera del 16 Febbraio minaccia Padre Gruner con "provvedimenti definitivi a riguardo che sarebbero dolorosi per tutti quelli coinvolti. " Nel Luglio del 2000 la Vostra minaccia di "scomunicare" Padre Gruner fu pubblicamente annunciata in comunicati inviati alle conferenze Episcopali in regioni in cui l'apostolato di Padre Gruner gode di un forte sostegno episcopale.

        Dal momento che Vostra Eminenza ha gia affermato (abbastanza falsamente) che Padre Gruner è "sospeso a divinis" e lo ha minacciato di scomunica (cfr. la Vostra lettera del 5 Giugno 2000) possiamo solo ritenere che la frase "sanzioni definitive" voglia dire scomunica o riduzione allo stato laicale, ovvero sospensione dalle sue funzioni.

        Dobbiamo far notare , come accenno preliminare sulla materia, che il diritto Canonico proibisce l'imposizione della scomunica o qualsiasi altra censura "soltanto con la massima moderazione e per i delitti più gravi."(Can. 1318) Dato che Padre Gruner non ha predicato alcuna eresia o commesso alcuna offesa alla morale che potrebbe giustificare la sua espulsione dal Corpo di Cristo o la sua riduzione allo stato laicale, tale punizione sarebbe data senza precedenti nella memoria vivente della Chiesa. Come dimostreremo, Padre Gruner non ha commesso alcun crimine, e di sicuro nessuna grave offesa che gli possa valere la punizione definitiva. Pertanto, la scomunica o la riduzione allo stato laicale per Padre Gruner sarebbe semplicemente assurda - e tale sarebbe vista da milioni di fedeli.

C. Il Vero Controllo sul Clero Sta Venendo Meno

        La lettera del 16 Febbraio afferma che l'attenzione costante verso Padre Gruner ed il suo apostolato Mariano, culminata nella minaccia di Vostra Eminenza di "sanzioni definitive", non è niente più dell'esercizio della "vigilanza sul fruttuoso ministero pastorale dei sacerdoti" da parte della Congregazione. La lettera afferma inoltre che la Congregazione ha "agito pastoralmente" e solo per la "salus Animarum". Con tutto il dovuto rispetto , Vostra Eminenza, data la situazione odierna del sacerdozio Cattolico queste affermazioni sono davvero difficili da accettare.

        Se Vostra Eminenza crede sinceramente che la Congregazione ha "agito pastoralmente," allora le richiediamo rispettosamente di prendere visione ,in maniera realmente pastorale, del modo in cui Padre Gruner è stato trattato. Consideri il suo trattamento dal punto di vista dei tanti fedeli che devono sopportare la diffusa corruzione dottrinale e morale della Chiesa odierna.

        Come il resto dei fedeli in Nord America, noi abbiamo sofferto attraverso la crisi della fede e della morale che ora affligge la Chiesa in ogni nazione. Abbiamo testimoniato i rapporti ormai quasi quotidiani di scandali di sacerdoti che hanno minato la convinzione dell'integrità del sacerdozio, anche se tanti buoni sacerdoti continuano ad onorare i propri voti. Solo in Nord America gli abusi sessuali su donne e minori da parte di membri del clero non si contano. I registri civili e penali dei tribunali Nord Americani contengono numerose cause contro sacerdoti per il fatto che essi hanno commesso, evitato di prevenire o cercato di insabbiare svariati abusi sessuali su uomini e donne.

        Solo poche settimane fa, dopo anni di dispute legali, una Diocesi Americana è alfine venuta a patteggiamento per molestia sessuale nei confronti di alcuni chierichetti da parte di un certo numero dei propri sacerdoti - più di 20 tra gli incidenti sono stati riconosciuti come avvenuti all'interno di questa sola Diocesi. Anche la Chiesa in Africa è afflitta da scandali che coinvolgono i sacerdoti. Siamo tutti sconvolti nel leggere le recenti notizie (confermate dal Vaticano) di abusi sessuali violenze e stupri nei confronti delle suore, da parte di certi sacerdoti dell'Africa sub-sahariana. Ma malgrado ciò i fedeli non vedono alcuna minaccia di scomunica dalla vostra Congregazione a nessuno di questi preti criminali, che portano disgrazia, non solo a se stessi ma anche ai loro santi ed innocenti fratelli sacerdoti, mentre distruggono la credibilità della Chiesa agli occhi dell'opinione pubblica.

        Come il Santo Padre stesso ha riconosciuto nell'ordinare la promulgazione del Ex Corde Ecclesia, l'integrità stessa della dottrina Cattolica è minacciata da sacerdoti così come da teologi laici che non aderiscono al Magistero nei loro insegnamenti. Più di 10 anni dopo la promulgazione da parte del Santo Padre, Ex Corde Ecclesia, non è ancora stata obbedita; il voto di fedeltà richiesto agli insegnamenti della Chiesa deve essere ancora implementato su scala significativa.

        L'aperto dissenso nei confronti del Magistero rimane così un problema diffuso nei seminari e nei Collegi e università Cattoliche in Nord America. Ma il fedele non vede alcuna minaccia di scomunica o riduzione allo stato laicale diretta da parte di Vostra Eminenza ad alcuno di questi sacerdoti che minano la dottrina Cattolica in tutto il mondo.

        Anche se la difesa della dottrina venisse considerata al di fuori della competenza della Vostra congregazione, il fedele non vede nemmeno la Congregazione per la Dottrina della Fede o una qualsiasi altra congregazione Vaticana minacciare un qualsiasi sacerdote eterodosso con le minacce che vengono ora poste contro Padre Gruner, la cui ortodossia Cattolica è indiscutibile.

        Come Vostra Eminenza sicuramente saprà, l'attuale crisi della fede e della disciplina persiste in tutto l'occidente. Questo è chiaramente evidenziato dalla lettera privata del Santo Padre , da poco resa pubblica, ai Cardinali Tedeschi, la quale evidenzia una grave condizione degli affari per la Chiesa in tale nazione. Come il Santo Padre disse ai Cardinali Tedeschi: "non possiamo chiudere gli occhi dinanzi al fatto che sempre più persone stanno abbandonando la pratica attiva della fede, o accettando solo una porzione del Vangelo e degli insegnamenti della Chiesa." Come risultato, scrisse il Santo Padre, La Chiesa in Germania "non ha più vitalità interna, ed ha perso credibilità nel processo." Quindi, il Santo Padre stesso conferma che la fede Cattolica sta morendo in Germania e che la Chiesa non è più ritenuta credibile.

        La situazione non è poi così differente nel resto dell'occidente. Vostra Eminenza, questo può essere solo il risultato del fallimento dei pastori nel guidare il proprio gregge. Ma ancora non vediamo la Vostra Congregazione minacciare pubblicamente di scomunica o di riduzione allo stato laicale questi cattivi sacerdoti , né vediamo neanche il riferire di questi casi ad una qualsiasi altra congregazione che volesse affermare la propria giurisdizione per l'imposizione di tali punizioni.

D. La Vera "Cura Pastorale" Non Viene attuata

        Non avviene che questi criminali vestiti da sacerdoti sfuggano a mala pena alla loro giusta posizione, che sarebbe già abbastanza sbagliato. No, i fedeli sono costretti ad assistere al fatto che molti tra loro sono addirittura ricompensati per i loro crimini con promozioni o trasferimenti di favore. La storia recente di un sacerdote gia condannato per molestia sessuale su un bambino in Inghilterra a cui è stato permesso di riprendere le proprie responsabilità pastorali per molti anni, durante i quali egli molestò ancora, è solo un esempio tipico. Il rapace fu alfine ridotto allo stato laicale dopo la sua seconda condanna - all'età di 81 anni! un alto tipico esempio è il sacerdote Inglese a cui vennero dati i compiti pastorali dopo essere stato condannato per sequestro di giovani ragazzi.

        Questo premiare la condotta malvagia dei sacerdoti è stato persino visto ai più alti livelli della Chiesa. Vostra Eminenza ricorderà il clamore che suscitò in tutta la stampa del mondo quando il Segretario di Stato del Vaticano, Cardinal Sodano, apprezzò pubblicamente gli scritti di Padre Hans Kung nel suo famoso discorso al Laterano del 1998. il London Times fece notare che il Cardinal Sodano elogiò "uno dei peggiori nemici del Papa." In aggiunta ai suoi scritti eterodossi, che gettano il dubbio su praticamente ogni aspetto della dottrina e Dogma Cattolici, Kung ha pubblicamente condannato Papa Giovanni Paolo II per quello che lui chiama "regno dispotico nello Spirito dell'Inquisizione."

        Ma ancora non vediamo Vostra Eminenza (o una qualsiasi altra Congregazione Vaticana) dirigere pubbliche minacce di scomunica o di riduzione allo stato laicale contro Kung o uno qualsiasi dei suoi sacerdoti seguaci che affermano le stesse opinioni. Al contrario, anche se Kung è stato nominalmente privato delle sue credenziali come teologo Cattolico da un ordine del Papa nel 1980, egli rimane un sacerdote di buona reputazione ed insegna ancora teologia alla stessa università dopo questo simbolico "scappellotto". Facendosi beffe anche di questa sanzione limitata , il Cardinale Sodano ha chiamato Kung nel suo discorso citato prima, come "Il teologo Tedesco."

        Poi viene lo scandalo dei cardinali e vescovi Americani che danno facoltà pastorali a sacerdoti della "Associazione Patriottica Cattolica" (PCA). La PCA è un organizzazione scismatica creata dai comunisti Cinesi per rimpiazzare la vera Chiesa Cattolica in Cina, che è stata resa clandestina dalla persecuzione comunista.

        Vostra Eminenza, sicuramente siete a conoscenza che nel Settembre del 1995 , la "conferenza Episcopale" della PCA pubblicò una "lettera pastorale" chiedendo a tutti i Cattolici Cinesi di sostenere il demoniaco piano Cinese di controllo demografico, incluso l'aborto forzato. La costituzione della PCA rigetta esplicitamente qualsiasi obbedienza al Papa, e la PCA ha consacrato 100 Vescovi senza un mandato Papale. Ma ancora non vediamo alcuna azione intrapresa da Vostra Eminenza contro questi sacerdoti scismatici e controllati dai comunisti, che offrono Messa nelle parrocchie Americane in posti come New York o San Francisco. Al contrario, l'Arcivescovo Levada di San Francisco ha dichiarato che "il ministero apostolico" dei preti del PCA viene "portato avanti secondo le direttive ricevute dalla Santa Sede."

        Quindi, i preti scismatici di una "chiesa" falsa e pro-aborto creata dai comunisti Cinesi sono ricompensati con facoltà sacerdotali e con un "ministero apostolico" in America con l'approvazione del Vaticano, mentre Vostra Eminenza minaccia Padre Gruner con la scomunica o la riduzione allo stato laicale! Vostra Eminenza, speriamo che possiate comprendere il motivo per cui il fedele manifestano incredulità per come queste assurde situazioni possano essere ricondotte alla sua preoccupazione manifestata per "il fruttuoso ministero pastorale dei sacerdoti" e la "salus animarum."

        Come risultato del fallimento da parte del Vaticano di intraprendere azioni forte e decisive contro questa crisi, in tutto l'occidente la grande Maggioranza di coloro che possono ancora chiamarsi Cattolici non seguono più alcun insegnamento sulla fede e la morale con la quale si sentono semplicemente in "disaccordo". Purtroppo, i Cattolici oggigiorno sono proprio come i Protestanti e gli Ebrei nel favorire la contraccezione e l'aborto.

        Negli Stati Uniti è stato il voto Cattolico che ha eletto Bill Clinton, un campione dell'aborto parziale, come Presidente nel 1992 e nel 1996; e nel Novembre 2000 la Maggioranza dei Cattolici ha votato per Al Gore, un altro campione dell'aborto parziale, nelle ultime elezioni presidenziali. Parimenti in Europa, i Cattolici danno il proprio voto spesso per politici i quali sono decisamente nemici della Fede. Ci stiamo confrontiamo, per tanto, con niente meno che una grande apostasia all'interno del Mondo Cattolico.

E. Il Contesto della Vostra Minaccia "Pastorale"

        Questo quindi è il contesto nel quale i milioni di Cattolici che sostengono i buoni lavori di Padre Gruner vedono le recenti minacce di Vostra Eminenza contro di Lui : schiere di chierici erranti stanno depredando il gregge con la falsa dottrina e con una condotta spaventosamente amorale in ogni nazione, mentre al contempo rimangono sacerdoti di buona reputazione, ed alcuni di loro sono addirittura ricompensati per il loro comportamento. La Segreteria di Stato del Vaticano, che perseguita Padre Gruner, elogia pubblicamente il più famigerato sacerdote dissidente dagli insegnamenti Cattolici dopo Martin Lutero, mentre il Vaticano condona il fatto di garantire facoltà sacerdotali ai membri di una "chiesa" scismatica e pro-aborto creata dai comunisti Cinesi. Ovunque la fede Cattolica viene abbandonata. Ma nel mezzo di questo caos e collasso ecclesiale, i fedeli vedono che l'unico sacerdote su 405.000 in tutto il mondo -un sacerdote che ha mantenuto la Fede ed i propri voti- riceve dalla Vostra Congregazione una minaccia pubblica di scomunica annunciata a tutte le conferenze Episcopali.

        Guardando alla situazione da un punto di vista pastorale, come Vostra Eminenza afferma di fare, non riuscite a trovare nel Vostro cuore il motivo per cui è difficile credere che questa oppressione senza sosta sia motivata dalla "vigilanza sulla fruttuosità del ministero pastorale dei sacerdoti"? Non riuscite a vedere che la grande crisi nella Chiesa odierna è risultata precismente dalla mancanza di sacerdoti zelanti e casti come Padre Gruner, che ha speso la sua vita sacerdotale non soltanto predicando il Messaggio di Fatima, ma anche promovendo la devozione Mariana in generale, pubblicando letteratura devozionale Cattolica in tutto il mondo e distribuendo milioni di scapolari marroni e verdi per la conversione e la salvezza delle anime?

        Vostra Eminenza, potete biasimare i fedeli per il fatto che si chiedono come mai il Vaticano non minacci alcuna "sanzione definitiva" per arrestare la virtuale auto-distruzione della Chiesa come osservato da Papa Paolo VI stesso, mentre un sacerdote fedele ed eminentemente proficuo come Padre Gruner viene selezionato per subire le sanzioni canoniche definitive? Immagini, Vostra Eminenza, come i fedeli debbano sentirsi quando essi vedono la Vostra Congregazione dedicare così tante delle proprie risorse per persuadere il mondo che Padre Nicholas Gruner è di una qualche minaccia per il buon ordine della Chiesa, e deve essere scomunicato o ridotto allo stato laicale quando egli non ha fatto assolutamente niente di contrario alla fede ed alla morale, ma piuttosto ha diffuso la Fede ed indubbiamente compiuto molte conversioni.

        Siamo in errore quando pensiamo quanto migliore sarebbe la condizione se quelle stesse risorse fossero dedicate alla protezione dei fedeli anche da uno solo tra le legioni dei pericolosi criminali ecclesiastici a cui viene permesso di rimanere in seno al sacro sacerdozio?

        Non presentiamo queste considerazioni per insultare o provocare Vostra Eminenza, ma piuttosto con la speranza che Vostra Eminenza si tiri fuori da questa controversia per un momento e che la osservi con la stessa prospettiva di quella dei fedeli che vedono una parodia di giustizia nella Chiesa. Noi non possiamo semplicemente accettare che Padre Gruner, che ha fatto così tanto per il bene delle anime, sia l'oggetto della punizione più severa che esista, mentre il crollo generalizzato della fede e della disciplina nella Chiesa è a malapena riconosciuto.

F. Sommario Dei Fatti

        Prima di riprendere le specifiche accuse di Vostra Eminenza in dettaglio, vorremmo riassumere la controversia riguardante Padre Gruner, affinché i lettori poco familiare con essa possano vedere in breve perché essa sia sorta e perché riteniamo che Padre Gruner sia stato trattato ingiustamente.

        Dopo 23 anni di residenza in Canada, durante i quali Padre Gruner è stato coinvolto in un apostolato devoto al Messaggio di Fatima, la Vostra Congregazione, senza basi di fatto o di diritto , gli ha ordinato di ritornare alla Diocesi di Avellino, dove era stato ordinato nel 1976, anche se nel 1995 Padre Gruner era stato incardinato nella ArciDiocesi di Hyderabad, il cui Arcivescovo approvava specificatamente l'apostolato di Padre Gruner.

        Quest'ordine è il culmine di anni di coercizioni e manovre dietro le quinte assolutamente senza precedenti compiute da elementi della Segreteria di Stato del Vaticano. La Segreteria di Stato del Vaticano, agente tramite la Vostra Congregazione, usando la parvenza di legge cerca di rendere al silenzio la presentazione dei punti di vista di Padre Gruner , invero molto efficaci, riguardanti il Messaggio di Fatima e la sua relazione con la crisi attuale della Chiesa e del mondo.

        Questi punti di vista implicano necessariamente che si pongano delle domande legittime e delle obiezioni riguardanti le recenti politiche del Vaticano, le quali non appartengono per niente all'alveo della Dottrina Cattolica. Stiamo parlando qui di giudizi prudenziali mirati ad un accomodamento con le forze del mondo e con altre religioni attraverso l'Ostpolitik, "dialogo" e altre iniziative novelle mai viste prima nella Chiesa. Come discuteremo più avanti con Maggior dettaglio, Padre Gruner e milioni di altri Cattolici credono in coscienza che queste novità abbiano contribuito all'attuale crisi della Chiesa.

        Credendo questo, essi hanno il diritto dato da Dio stesso ed addirittura il dovere di affermare chiaramente ciò che essi credono sia il bene della Chiesa ( vedi Canoni 212; 215 e L.G. 37). Come il Codice di Diritto Canonico promulgato da Papa Giovanni Paolo II stesso dichiara: "i fedeli di Cristo hanno la facoltà di manifestare ai pastori della chiesa le loro necessità, sopratutto spirituali.Essi hanno il diritto, e anzi talvolta il dovere... di manifestare ai sacri Pastori la loro opinione su ciò che riguarda il bene della Chiesa" Can 212,§ 2-3 Niente che Padre Gruner o l'apostolato abbiano detto è oltre quella libertà di discussione che la Chiesa permette su argomenti che non riguardano la dottrina Cattolica ormai stabilita - una libertà che la Vostra Congregazione ha concesso anche a coloro che (come Kung) ne hanno abusato palesemente.

        Malgrado la legittimità delle opinioni espresse da Padre Gruner - e comunque proprio perché tali opinioni sono legittime e non possono essere proibite - la Segreteria di Stato e membri della Vostra Congregazione hanno tentato di ridurlo al silenzio con mezzi di quello che possiamo solo chiamare un piano che percorre tutta la cosiddetta "situazione canonica" di Padre Gruner. Questo piano è il seguente:

        * Il Vescovo di Avellino, che nel 1978 dette a Padre Gruner un permesso scritto di vivere al di fuori della Diocesi, avrebbe ricevuto pressioni tese a revocare tale permesso e a richiamare Padre Gruner ad Avellino a meno che egli non avesse trovato un altro vescovo che lo incardinasse. L'applicazione di queste pressioni fu rivelata dal Vescovo nel Maggio del 1989 quando egli scrisse a Padre Gruner per avvisarlo di "segnali di preoccupazione" dalla Segreteria di Stato Vaticana concernenti l'apostolato di Padre Gruner. (per il 1989, l'apostolato era diventato una grande forza di promozione dell'autentico Messaggio di Fatima)

        * Il Vescovo sarebbe stato oggetto di pressioni affinché richiamasse Padre Gruner anche se non vi era alcuna missione canonica per lui in Avellino, dato che Egli non poteva parlare il dialetto locale. (Padre Gruner fu ordinato sacerdote in Avellino solo per entrare a far parte di una comunità francescana di lingua inglese che era stata proposta ma che poi non si materializzò lungo le linee prefissate)

        * Allo stesso tempo, il Vescovo ricevette altre pressioni per richiamare Padre Gruner, tutte le offerte di incardinazione da vescovi benevolenti fuori da Avellino sarebbero state bloccate dalla Segreteria di Stato, agente in congiunzione con i Vostri predecessori della Congregazione.

        * Dopo che tutte le vie di incardinazione furono chiuse, Padre Gruner sarebbe inoltre stato accusato di essere "disobbediente" in quanto egli aveva "fallito" nel trovare un altro vescovo, così come gli era stato ordinato.

        * Dopo che Padre Gruner ebbe dimostrato che la Segreteria di Stato ed i Vostri Predecessori erano stati ingiusti nell'impedirgli di obbedire all'ordine stesso per il quale ora essi lo accusavano di "disobbedienza", Vostra Eminenza avrebbe cambiato il capo d'accusa. Si sarebbe ora affermato che la Congregazione ha il diritto di impedire a Padre Gruner di ottenere un incardinazione al di fuori di Avellino perché la sua "condizione irregolare" doveva essere "corretta". L'accusa di "condizione irregolare" tuttavia, non riguarda nient'altro che il coinvolgimento a tempo pieno e pienamente legittimo di Padre Gruner in un apostolato mentre viveva in Canada con il permesso del suo Vescovo - una situazione pienamente permessa dal diritto canonico.

        Per portare a termine questo piano, la Vostra Congregazione ha inviato diversi comunicati negli anni, molti dei quali segreti, mentre la Congregazione e la Segreteria di Stato hanno inviato rappresentanti in una campagna concertata per coercizzare 3 successivi vescovi benevolenti e fargli ritirare le loro offerte di incardinare Padre Gruner. L'improvviso arrivo dei nunzi e di altri emissari per intimidire questi vescovi benevolenti è chiaramente evidenziata negli atti dei procedimenti di Padre Gruner.

        Vostra Eminenza continua ad insistere che Padre Gruner debba ritornare ad Avellino anche se questi vescovi benevoli hanno offerto di incardinarlo dandogli il permesso di continuare il suo apostolato in Canada, e anche se il Vescovo di Avellino non ha alcuna obiezione da par suo ad un tale accordo. La legge, l'uso immemore e la pratica costante della Chiesa hanno sempre permesso ad un sacerdote di impegnarsi in un lavoro al di fuori della Diocesi di appartenenza sia con la presunta o ( come nel caso di Padre Gruner) con l'esplicita autorizzazione del proprio vescovo. Oggi, migliaia di sacerdoti vivono e lavorano al di fuori delle loro Diocesi con sistemazioni che non differiscono in principio con ciò che questi vescovi benevoli offrirono a Padre Gruner. Invero, Padre Gruner ebbe tale sistemazione con il Vescovo di Avellino dal 1978 al 1994, quando il Vescovo fu alla fine costretto a revocare tale accordo secondo il piano che abbiamo appena descritto.

        Malgrado le operazioni di questo piano, uno di questi tre vescovi benevoli, l'Arcivescovo di Hyderabad, procedette formalmente ad incardinare Padre Gruner nella propria Arcidiocesi , dove l'apostolato di Padre Gruner sostiene, da solo, 68 orfani ed il loro orfanotrofio, oltre ad altre opere di bene. L'Arcivescovo rifiutò l'interferenza nei suoi diritti e dichiarò, nel suo decreto che incardinava Padre Gruner, che "forze del male hanno cospirato per distruggere il tuo lavoro di pace." L'Arcivescovo affermò la sua incardinazione in un decreto seguente, malgrado la disputa dei vostri predecessori che affermarono l'incardinazione come "tanquam non existens" - "come se non fosse mai esistita." (Essi non dissero che l'incardinazione è effettivamente non esistente, ma solo che essa è come se fosse mai esistita. Cosa significhi quest'affermazione in realtà, è lungi dall'essere chiaro.)

        Pertanto, la cosiddetta "situazione canonica" di Padre Gruner gli è stata imposta da certi membri della Segreteria di Stato e della Vostra Congregazione. Essi stessi hanno fatto in modo che Padre Gruner non potesse "obbedire" all'ordine del Vescovo di Avellino di trovare un altro vescovo. Essi stessi hanno impedito a Padre Gruner di "correggere" ciò che ora Vostra Eminenza chiama "condizione irregolare", la quale non richiede alcuna correzione, in primo luogo. Queste "offese" inesistenti sono state usate come pretesto per sopprimere delle opinioni legittime riguardanti il Messaggio di Fatima che non avrebbero potuto essere soppresse in altro modo, opinioni che sono tenute in comune da Padre Gruner e da milioni di Cattolici che la pensano come lui.

        L'ordine di ritornare ad Avellino richiederebbe a Padre Gruner di abbandonare l'apostolato ed i suoi 150 impiegati, di lasciarsi alle spalle la sua residenza personale e gli affari costruiti in una vita, e di vivere in un esilio virtuale fino alla morte in una Diocesi straniera che non ha mai avuto alcuna missione canonica per lui e non ha mai provveduto al suo sostegno, alle sue cure mediche o ad una pensione di anzianità. Per questa ingiusta sentenza di esilio, Padre Gruner sarebbe privato di ogni missione sacerdotale nella Chiesa - nel momento attuale della storia della Chiesa in cui vi è una crisi di vocazione ed una cronica mancanza di sacerdoti.

        Per di più, l'ordine di tornare ad Avellino dopo 23 anni richiederebbe a Padre Gruner di entrare in Italia come un clandestino, in violazione delle leggi italiane vigenti sull'immigrazione, che la Chiesa è tenuta ad osservare, e che in realtà essa osserva per qualsiasi altro sacerdote, tranne Padre Gruner. (Cfr. Can. 22) La legge Italiana sull'immigrazione proibisce a qualsiasi sacerdote di prendere residenza permanente in Italia a meno che la Chiesa non abbia dato assicurazioni scritte per il suo sostegno, le sue cure mediche e la pensione di anzianità, ed abbia ottenuto un adeguato visto d'ingresso per il sacerdote. Se Padre Gruner dovesse tentare di entrare in Italia come residente permanente senza che questi requisiti vengano prima soddisfatti, egli sarebbe arrestato ed espulso al confine - a meno che egli non voglia mentire e dire che stava entrando solo per motivi turistici o per una visita breve. Padre Gruner ha portato questo problema all'attenzione del Vescovo di Avellino, il quale non ha fatto assolutamente niente per risolverlo. Solo Per questa ragione l'ordine sarebbe nullo e non potrebbe essere emanato in quanto ben oltre la giurisdizione della Vostra Congregazione -o di qualsiasi altra Congregazione. Neanche la Segnatura Apostolica può ordinare ad un sacerdote di entrare in un'altra nazione in violazione delle leggi di immigrazione di tale paese. Né la Congregazione né la Segnatura hanno mai risposto a quest'ovvia obbiezione.

        Al di la di tutte queste considerazioni, per quanto irrefutabili, ve ne è una assai più importante: la salvezza delle anime, che è il fine supremo della Chiesa. Padre Gruner non può in coscienza "obbedire" ad un ordine illegale ed ingiusto il quale comporterebbe non solo la sua rovina personale ma minaccerebbe l'esistenza stessa di un apostolato legittimo che predica il Vangelo, promuove devozioni Cattoliche ed aiuti sacramentali di cui hanno beneficiato migliaia e migliaia di fedeli, e che difende il Messaggio integrale di Fatima il quale, come disse la Madonna stessa, fu dato agli uomini come un aiuto per la salvezza delle anime ai nostri giorni.

G. La Giustizia Naturale ed il Diritto della Chiesa Precludono Qualsiasi Punizione Contro Padre Gruner

        Per tutte queste ragioni, l'ordine di tornare ad Avellino è moralmente e legalmente impossibile da obbedire. Nessun tribunale in terra, fosse esso civile o ecclesiastico, potrebbe legittimamente condannare qualcuno per offese che non esistono, ordinare a qualcuno di violare la legge o comandargli di smettere di predicare verità che sono necessarie per la salvezza delle anime. Quindi, come argomento di giustizia naturale, qualsiasi "sospensione" o altra punizione basata su questi falsi fatti non avrebbe obiettivamente alcuna forza o efficacia dinanzi agli uomini o a Dio.

        Non solo la giustizia Naturale, ma anche il Diritto Canonico proibisce qualsiasi punizione a Padre Gruner per le "offese inesistenti che Vostra Santità riporta. Il Codice di Diritto Canonico afferma esplicitamente che "E’ passabile di pena soltanto colui al quale la violazione esterna di una legge o di un precetto sia gravemente imputabile per dolo o per colpa"(Can. 1321,§1) Dal momento che il precetto che Padre Gruner "ritorni" ad Avellino è basato su offese inventate che non esistono nel diritto della Chiesa, e dal momento che il precetto è in se stesso manifestamente nullo perché è legalmente e moralmente impossibile da obbedire, non ci può essere alcuna punizione per Padre Gruner perché né dolo né colpa possono essergli "gravemente imputabili" , secondo il Can. 1321. Questo sarebbe vero per qualsiasi punizione proposta, lasciando da parte le sanzioni definitive di scomunica o di riduzione allo stato laicale che sarebbero talmente ingiustificate, da diventare palesemente assurde.

        Inoltre, anche se il precetto avesse qualche base di fatto o di diritto -e non ne ha - la legge della Chiesa, nella sua misericordia, riconosce che nessuno può essere punito per aver violato un precetto se "timore grave o grave molestia" gli impediscono l'adempimento. (Can. 1323, 4°) Per necessità, Padre Gruner non potrebbe "obbedire" al precetto che gli richiedesse di violare le leggi Italiana sull'immigrazione. Inoltre, il precetto è "assai molesto" in quanto esso richiederebbe a Padre Gruner di distruggere il lavoro di tutta la sua vita, di abbandonare la sua casa e gli affari personali, e di prendere residenza come clandestino in una Diocesi straniera che non gli ha mai dato alcun sostegno finanziario,cure mediche o provveduto alla sua pensione di anzianità .

        Così, mentre Vostra Eminenza potrebbe non dimostrare alcuna misericordia verso Padre Gruner, Santa Madre Chiesa ne mostra nelle proprie leggi. Nessuno può essere punito per aver "fallito" nell'obbedire ad un ordine nullo; o per aver "fallito" nel fare un qualcosa di illegale, impossibile o addirittura gravemente inconveniente. Il precetto senza fondamenti di "tornare" ad Avellino è tutto questo.

        Nel frattempo, i dettagliati appelli scritti da Padre Gruner al Santo Padre devono ancora essere giudicati da Sua Santità. Sembra che questi appelli siano stati sviati da rappresentanti della Segreteria di Stato del Vaticano e che al Santo Padre non verrà mai permesso di leggerli. Ciò nondimeno, fino a che al Santo Padre verrà data la possibilità di ascoltare gli appelli ( secondo il diritto dato da Dio ai fedeli di fare ricorso al Supremo Pontefice) , Padre Gruner è moralmente giustificato nel continuare a resistere agli abusi di potere e di autorità che pervadono i procedimenti contro di lui.

H. La Vostra affermazione Di Godere di Espressa Autorità Papale Richiede Una Domanda

        La lettera del 16 Febbraio afferma che Vostra Eminenza agisce "in nome del Santo Padre" e secondo sue "precise istruzioni." Con tutto il dovuto rispetto, è impossibile credere che il Santo Padre avrebbe incaricato Vostra Eminenza di lanciare delle false accuse di falsificazione o di compiere tutti gli altri abusi specificati nella supplica canonica contro Vostra Eminenza che Padre Gruner inviò al Santo Padre il 21 Dicembre 2000. E' inconcepibile che il Santo Padre, se Egli è a conoscenza di tale supplica, avrebbe incaricato Vostra Eminenza come giudice in una materia quando avete manifestato una tale implacabile ostilità contro Padre Gruner. (d'altro canto, se al Santo Padre non è stato permesso di leggere la supplica canonica, allora una sua pretesa attribuzione di uno specifico mandato a Vostra Eminenza potrebbe a malapena essere stata una decisione informale.) Il conflitto di interessi nel quale Vostra Eminenza ha invischiato se stesso preclude il Vostro coinvolgimento in qualsiasi futuro procedimento. Vostra Eminenza potrà difficilmente intraprendere azioni in questo caso nel momento in cui al Santo Padre viene richiesto di giudicare le accuse di Padre Gruner contro di voi.

        Dato il manifesto deteriorarsi delle condizioni del Papa e tutte le altre circostanze di questa controversia, noi crediamo che comprenderete perché la pretesa che Vostra Eminenza goda di un esplicita autorizzazione papale non possa semplicemente essere accettata sulla parola. Ad ogni modo, ci sembra che la frase "nel nome del Santo Padre" sia diventata una formula per il concetto che i membri delle congregazioni Vaticane possano agire come se essi fossero il Papa senza alcuno specifico mandato papale per le loro azioni. Parimenti, la frase "istruzioni esplicite" non avrebbe più valore della somma di informazioni veritiere che il Papa avesse ricevuto prima che le presunte "esplicite istruzioni" fossero date. Dato il modo in cui l'intera controversia si è sviluppata, vi è buona ragione nel credere che queste "specifiche istruzioni" - se di fatto esse esistono- consistano in niente più che nell'assentire, da parte del Papa, ad una proposta di qualcun altro senza conoscere tutta la verità del caso.

        Date queste circostanze, è proprio per prudenza che chiediamo cosa, se qualcosa vi è, il Santo Padre ha specificamente autorizzato a Vostra Eminenza di fare in questo caso. Non è ragionevole il richiedere da parte di Padre Gruner di una prova concreta del Vostro specifico mandato da parte del Papa che Vi autorizza a minacciarlo di scomunica, riduzione allo stato laicale o altre punizioni?

I . Un udienza papale è necessaria per Riconoscere la Vostra presunta autorità.

        Riguardo alla "volontà del Santo Padre" in quest'argomento, suggeriamo rispettosamente che se "lo spirito del giubileo" e le preoccupazioni pastorali per Padre Gruner sono realmente ciò che motiva Vostra Eminenza, allora la Vostra Congregazione dovrebbe assisterlo affinché ottenga un udienza dal Santo Padre. Nel Gennaio del 1990 Padre Gruner giunse a Roma ,spendendo molto, per quello che egli pensava sarebbe stata un udienza privata del Papa con lui solo ed un altra persona, solo per trovare l'appuntamento cancellato all'ultimo minuto.

        La spiegazione che venne data disse che il Papa era "malato" quel giorno, ma il giorno seguente Sua Santità non dette alcun segno di questa "malattia" mentre compiva i suoi normali affari. Come abbiamo fatto notare, non sembra che al Santo Padre sia stato permesso di leggere alcuna petizione o altre comunicazioni che Padre Gruner Gli ha inviato negli ultimi sette anni di processi Canonici. Così, un'udienza papale sembra l'unico modo con il quale Padre Gruner possa illustrare al Santo Padre la sua posizione nella controversia.

        La lettera del 16 Febbraio pretende di esprimere "il caldo e paternale appello del vicario di Cristo." Se il Santo Padre è davvero personalmente coinvolto in questa faccenda, perché non assistere Padre Gruner per ottenere un ricorso a Lui stesso? Dopo tutto,se il ricorso diretto al Pontefice Supremo è un diritto dato da Dio stesso a tutti i fedeli, come espresso nel Codice di Diritto Canonico (cfr. can. 1417) aiuterete Padre Gruner ad ottenere un udienza papale? questo sarebbe certamente un segno concreto della vostra professata sollecitudine per Padre Gruner, e stempererebbe notevolmente l'impressione di malizia data dalle Vostre false accuse di aver falsificato dei documenti del Vaticano. Dall'altra parte, se le petizioni e le altre comunicazioni di Padre Gruner continueranno ad essere stravolte a Sua Santità ed impedite alla sua visione, sarà certo ragionevole concludere che il presunto coinvolgimento personale e le "istruzioni esplicite" del Santo Padre sono, a dir poco, assai dubbie.

J. La Congregazione Non ha Alcuna Giurisdizione in materia

        Senza prove di una autorizzazione speciale del Papa, Padre Gruner non vede alcuna base canonica per I procedimenti che Vostra Eminenza continua a intraprendere contro di lui e pertanto rifiuta di ammettere la Vostra giurisdizione in materia. La posizione giuridica di Padre Gruner vede ancora diversi procedimenti ancora pendenti nella Segnatura. Vostra Eminenza, d’altra parte, afferma che la Segnatura ha "definitivamente" deciso su tutti I ricorsi e le petizioni pendenti - un’affermazione che è palesemente falsa per cinque ragioni:

        Primo: Padre Gruner ha inviato tre diversi appelli canonici al Santo Padre, nessuno del quale è stato ascoltato.

        Secondo: nel Novembre del 1999 l’avvocato di Padre Gruner (sotto suggerimento dell’allora segretario dell’Arcivescovo della Segnatura) inviò alla Segnatura un decreto , datato 10 Marzo 1999, dell’Arcivescovo di Hyderabad , che riconferma il suo decreto di incardinazione del 4 Novembre 1995 di Padre Gruner nell’ArciDiocesi di Hyderabad. Nel Marzo del 1999 il decreto dell’Arcivescovo rigettò espressamente la posizione di Vostra Eminenza riguardo all’incardinazione che è "Tanquam non existens,", e fa notare che Egli ha controllato tutti I documenti pertinenti e non ha trovato alcun problema nell’incardinazione.

        Terzo: nell’Agosto 1999 anche al Vescovo di Avellino fu data in visione copia del decreto dell’Arcivescovo di Hyderabad del 10 Marzo 1999. Egli non ne ha mai contestato la validità.

        Quarto: La Segnatura non ha mai menzionato niente riguardo la conferma dell’incardinazione da parte dell’Arcivescovo di Hyderabad.

        Quinto, né la Segnatura né il Vescovo di Avellino hanno mai detto niente sull’ovvia illegalità di un ordine che richiede a Padre Gruner di prendere residenza permanente in Italia in violazione della legge italiana sull’immigrazione e quindi anche in violazione del Codice di Diritto Canonico (Can 22)

        Così, è semplicemente falso dire che la "situazione canonica" di Padre Gruner sia stata "definitivamente risolta" dalla Segnatura. In ogni caso, anche secondo l’inesatta versione dei fatti data da Vostra Eminenza, il caso in questione non è più di pertinenza della Congregazione. Pertanto, la Congregazione non ha alcuna giurisdizione per portare nuove accuse o per minacciare nuove punizioni.

        Per di più, la vostra Congregazione non può continuare ad intromettersi in tale faccenda quando lo stesso Vescovo di Avellino non ha avuto più niente da dire al riguardo dall’ultima richiesta scritta (nel Settembre 2000) quando Padre Gruner scrisse al Vescovo per un consiglio sull’ovvia illegalità del "suo" presunto ordine che Padre Gruner, cittadino canadese, prendesse residenza permanente in Italia senza un Visto di ingresso, od altrimenti che entrasse nel paese con la falsa pretesa di essere un turista. Malgrado questa richiesta di consiglio, il Vescovo non ha compiuto alcuno sforzo per ottenere un visto adeguato o per fornire a Padre Gruner alcuna garanzie economica per iscritto richieste dalla legge Italiana sull’immigrazione. E’ ovvio che il "ritorno" di Padre Gruner ad Avellino non è interessa affatto al Vescovo di Avellino. Di conseguenza, Vostra eminenza non ha alcun fondamento per le proprie reiterate interferenze in questo caso.

K. Voi non avete proposto alcun incontro - Padre Gruner si

        In quello che sembra un tentativo per far apparire Padre Gruner "irragionevole" nella lettera del 16 Febbraio si afferma che egli ha "rifiutato, in pratica" di incontrarsi con la Congregazione quando fu "proposto un incontro personale." In verità, l’incontro non fu proposto dalla Vostra Congregazione, ma da Padre Gruner stesso, nella sua lettera a Vostra Eminenza del 12 Luglio 2000. Sfortunatamente, Vostra Eminenza ha a tutt’oggi rifiutato qualsiasi incontro di persona con l’eccezione del presupposto che Padre Gruner acconsentisse alla totale distruzione del proprio lavoro , un lavoro di una vita, ed accettasse di andare in esilio permanente ad Avellino come un immigrato clandestino e per di più senza alcuna missione canonica per lui da parte della chiesa.

        Ad ogni modo, Padre Gruner ha avuto un "incontro personale" con un Arcivescovo Segretario della Vostra Congregazione il 20 Febbraio 2001. Anche se l’incontro è stato abbastanza cordiale, il Segretario (indubbiamente un uomo dalle buone intenzioni) sembrava poco familiare con i fatti della situazione di Padre Gruner ed era stato apparentemente autorizzato a niente più che a chiedere un ordine di assoluta "obbedienza" di un ordine "nullo ab initio" che sarebbe stato moralmente e legalmente impossibile da obbedire, per qualsiasi essere umano.

L. La vostra affermazione di "Pazienza e Moderazione" è contraddetta dai Fatti

        In breve, anche se la lettera del 16 Febbraio tentava in ogni modo di dare un impressione di pazienza e generosità infinite verso Padre Gruner,non vi è alcuno "spirito del Giubileo" nella maniera in cui Padre Gruner è stato trattato. Per comprendere tutto ciò più chiaramente, bisogna solo comparare il trattamento senza precedenti che ha ricevuto Padre Gruner con l’indulgenza dimostrata verso tanti veri nemici della Chiesa. Il trattamento di Padre Gruner non è certo migliorato durante il mandato di Vostra Eminenza come Prefetto della congregazione. Al contrario, è solo peggiorato in maniera incommensurabile, ed ora comprende false accuse di attività criminali e minacce di Scomunica completamente senza fondamento ed inoltre (come sembrerebbe) anche di riduzione allo stato laicale. Tali azioni difficilmente si confanno ai principi di "Pazienza e Moderazione" che professa Vostra Eminenza.

        Questa quindi è la situazione dei fatti quando Padre Gruner ricevette la lettera del 16 Febbraio, con le sue minacce di sanzioni canoniche definitive. Ora faremo riferimento ai presunti motivi di tali sanzioni.

        II. La "Situazione Canonica" di Padre Gruner è perfettamente ammessa dal Diritto Canonico.

A. L’accusa iniziale di "disobbedienza" è stata abbandonata.

        Nei procedimenti Canonici contro Padre Gruner vediamo una sorta di "evoluzione" delle accuse rivoltegli, un continuo cambiamento e ripiegamento dei capi d’imputazione. Quando un accusa viene riconosciuta come falsa, infondata o addirittura ridicola, un altra fonte prende il suo posto. Solo nella lettera del 16 Febbraio compaiono improvvisamente e per la prima volta ben tre diverse accuse (discuteremo di questo più sotto).

        L’accusa iniziale contro Padre Gruner, risalente al 1994, fu che gli era stato giustamente ordinato di ritornare ad Avellino per la sua "disobbedienza" per aver "fallito" nel trovare un altro Vescovo che lo incardinasse. Ma una volta che fu dimostrato che questo "fallimento" nel trovare un altro vescovo era stato causato da interventi illeciti della Segreteria di Stato del Vaticano e dai Vostri predecessori nella Congregazione, che avevano sistematicamente bloccato qualsiasi offerta di incardinazione usando minacce ed intimidazioni, quest’accusa divenne insostenibile agli occhi di molti fedeli che sostengono Padre Gruner. Dopo tutto, come poteva Padre Gruner essere accusato di "disobbedire" ad un ordine da parte di persone le quali esse stesse gli impedivano di obbedirlo?

        Successivamente, più di quattro anni dopo ( e circa due anni dopo che Vostra Eminenza è diventato Capo della Congregazione) fu inventata una nuova accusa. Nel 1998 si affermò ( per la prima volta) che la Congregazione aveva il diritto di bloccare qualsiasi incardinazione al di fuori di Avellino perché essa possedeva "il Potere Vicariato ordinario" del Papa in persona. [Questa pretesa è discussa nel punto II (e).] L’esercizio di questa presunto "Potere Vicariato Ordinario" fu giustificata sulla base della pretesa (anch’essa introdotta per la prima volta) che Padre Gruner fosse colpevole di essere in una "condizione irregolare" - una condizione che (in modo abbastanza conveniente) non poteva essere corretta da alcuna incardinazione che gli permettesse di continuare il suo Apostolato. Come ora dimostreremo, la nuova accusa di "condizione irregolare" è ugualmente infondata come la vecchia accusa di "disobbedienza" per aver "fallito" nel trovare un altro Vescovo.

B. La presunta "condizione irregolare" è un invenzione creata per il caso di Padre Gruner.

        Dopo la lettura della lettera del 16 Febbraio, si trova una discussione su quale sia ora la principale accusa contro Padre Gruner nei procedimenti canonici: che egli è colpevole di essere in una "condizione irregolare". Il termine "condizione irregolare" non appare da nessuna parte nel Codice di Diritto Canonico. Non siamo a conoscenza di un sacerdote ( a parte Padre Gruner) che sia mai stato punito per una "condizione Irregolare". La presunta offesa di essere in una "condizione irregolare" sembra essere stata inventata unicamente per il caso di Padre Gruner.

        Un esame dei fatti dimostra che questa "condizione irregolare" consiste in niente più del coinvolgimento a tempo pieno , da parte di Padre Gruner, nel suo apostolato Mariano durante la sua permanenza al di fuori della Diocesi di incardinazione con l’espresso permesso del suo Vescovo. Basandosi su alcuni passaggi di un decreto della Segnatura Apostolica datato 10 Luglio 1999 (che per qualche strana ragione non è stato pubblicato fino all’ 8 Settembre 1999), la lettera del 16 Febbraio asserisce che questa "condizione irregolare" da sola giustificava il richiamare Padre Gruner alla Diocesi di Avellino dopo un’assenza approvata di oltre 16 anni.

        In primo luogo, la legge della Chiesa chiarisce molto bene che nessun prete diocesano ha bisogno del permesso per fondare o entrare in una qualsiasi associazione privata di fedeli le cui attività siano pertinenti alla fede, alla morale ed allo status sacerdotale. Questa non è semplicemente un problema di Diritto Canonico, ma di legge naturale in se. I sacerdoti sono esseri umani che hanno gli stessi diritti di associazione di qualsiasi altro essere umano, a meno che essi non vi rinuncino espressamente prendendo un qualche particolare voto di silenzio o di clausura, come fanno alcuni membri di certi ordini religiosi. I Sacerdoti Diocesani o "secolari" come Padre Gruner sono ordinati per vivere nel mondo e non hanno un simile voto speciale. Così, come affermato nel Can. 278: "I Chierici secolari (ovvero i Sacerdoti ordinati per una Diocesi) hanno il diritto di associarsi con altri per conseguire finalità coerenti con lo stato clericale" Il Codice di Diritto Canonico (can. 299) dice inoltre che " i fedeli di Cristo hanno la libertà di costituire associazioni , mediante un loro accordo privato, onde conseguire i fini menzionati nel can . 298 . . ." Nessun decreto di qualsiasi tribunale, civile o ecclesiastico, può togliere ad un sacerdote il diritto naturale, dato da Dio stesso, di associarsi con altri esseri umani per fini legittimi, e nessuno ha mai dubitato della legittimità dell’apostolato in se.

        Invero, la lettera del 16 Febbraio non nega che Padre Gruner abbia il diritto, dato da Dio stesso, di essere coinvolto in un apostolato Mariano. Ciò nonostante, prova ad imporre un falso limite a tale diritto quando dice che il coinvolgimento di Padre Gruner nell’apostolato costituisce quella che viene chiamata "condizione irregolare". Secondo la lettera del 16 Febbraio, tale coinvolgimento impedisce [A Padre Gruner] che gli possa venir affidata una qualsiasi responsabilità da parte dell’ autorità competente". Questa pretesa è falsa per tre ragioni, ciascuna delle quali è stata ampiamente e ripetutamente provata nei procedimenti canonici:

        Primo: Il vescovo di Avellino fece capire fin dall’inizio a Padre Gruner che non avrebbe mai potuto avere una missione Canonica ad Avellino, dove era stato ordinato solo in attesa di entrare a far parte di una comunità Francescana di lingua inglese nella vicina Frigento, orientata attorno ad uno stile di vita religioso tradizionale e di ortodossia dogmatica. Quando divenne chiaro che questa comunità di lingua inglese non sarebbe divenuta realtà, il Vescovo fu più che felice di sciogliere Padre Gruner dal servirlo, dal momento che Padre Gruner non poteva parlare il dialetto locale e non avrebbe potuto neanche pronunciare un sermone a meno che non fosse stato previamente scritto e controllato per errori di linguaggio. Pertanto, Padre Gruner non aveva alcuna "responsabilità" in Avellino che sarebbe stata incompatibile con un apostolato Mariano a cui si dedicava a tempo pieno.

        Questo è il motivo per cui , nel 1978, il Vescovo dette a Padre Gruner un decreto scritto che gli garantiva il permesso di risiedere al di fuori della Diocesi di Avellino - Dove non era utile - fino a che non avesse trovato un altro vescovo che lo incardinasse. Nessun limite di tempo fu posto in questo permesso. Padre Gruner ripete questi (e molti altri ancora) fatti basilari incontrovertibili da anni e anni; e da anni e anni questi vengono ignorati.

        Con riguardo al permesso del 1978, dobbiamo far notare che la lettera del 16 Febbraio tenta di riscrivere i suoi termini oltre 23 anni dopo in maniera tale da pregiudicare la posizione di Padre Gruner. Citando un presunto decreto della Segnatura, Vostra Eminenza afferma che Padre Gruner non ha mai avuto il permesso risiedere al di fuori della Diocesi, ma solo quello di risiedere in una Diocesi che lo avesse prima accettato "ad experimentum con l’ottica rivolta ad un incardinazione." Non solo il permesso del 1978 non imponeva tale restrizione, ma documenti precedenti della vostra stessa Congregazione ammettono che Il permesso dato a Padre Gruner di risiedere fuori della Diocesi era "senza restrizioni". La Congregazione scrisse al Vescovo di Avellino, facendogli pressioni affinché egli revocasse "l’autorizzazione garantita a suo tempo al Reverendo Gruner di risiedere fuori della Diocesi . . . "Non c’è alcun riferimento a un qualsiasi requisito di previa accettazione da parte di un altro Vescovo ad experimentum. Al contrario, la stessa lettera della Congregazione istruisce il Vescovo di basare la revoca del permesso del 1978 sul "fatto che dopo 10 interi anni ed innumerevoli solleciti egli non ha ancora trovato un vescovo benevolo…" Non c’e’ neanche il più piccolo accenno che a Padre Gruner sia stato richiesto di trovare un vescovo prima di prendere residenza in Canada. Ovviamente, Padre Gruner da allora ha trovato 3 vescovi benevoli ad incardinarlo, le cui offerte di incardinazione sono state tutte bloccate dalla Segreteria di stato del Vaticano, usando la vostra congregazione secondo il piano che abbiamo descritto innanzi. Questa lettera e’ una delle tante comunicazioni segrete che la Vostra congregazione ha fatto circolare alle spalle di Padre Gruner contro di lui. Una copia di questa lettera è stata solo recentemente data a Padre Gruner da una terza parte simpatizzante . Che la congregazione sia costretta a riprendere in mano in tal maniera un documento cruciale, contraddicendosi per di più con le proprie precedenti affermazioni sullo stesso documento, dimostra solamente la mancanza di qualsiasi fondamento per le accuse contro Padre Gruner.

        Secondo: Anche se Padre Gruner avesse avuto una qualche missione canonica all’interno della Diocesi di Avellino, la sua "condizione" canonica non sarebbe più "irregolare" di quella di altre migliaia di sacerdoti Diocesani i cui vescovi gli permettono di vivere e lavorare a tempo pieno al di fuori della Diocesi di incardinazione in un vasto raggio di occupazioni, molti delle quali interamente secolari. In quest’era di viaggi aerei e comunicazioni ad alta velocità, inclusa internet, è un caso comune trovare sacerdoti formalmente incardinati in una Diocesi mentre vivono a migliaia di miglia lontani come studenti, insegnanti, professori d’università, scienziati, scrittori (persino di romanzi popolari!), membri di vari istituti secolari o religiosi, capi di apostolati privati e così via. Roma stessa è piena di sacerdoti che mantengono solo una connessione formale con le loro proprie Diocesi di origine. Durante l’incontro del 20 Febbraio l’Arcivescovo Segretario della Vostra stessa Congregazione ammise a Padre Gruner l’inconfutabile verità che questo tipo di accomodamento è assai comune non solo a Roma, ma in tutta la chiesa.

        Come vostra Eminenza ben sa, questi accomodamenti così comuni sono pienamente ammissibili con l’obbligo sacerdotale di servire il vescovo che lo ha incardinato. L’incardinazione non ha mai significato la presenza fisica nei confini della Diocesi. Invece, il canone pertinente alla residenza e all’incardinazione dei chierici dichiara semplicemente che : " I Chierici, pur non avendo un ufficio che implichi la residenza, senza il premesso almeno presunto del loro Ordinario, non si allontanino dalla Diocesi per un tempo notevole, che va stabilito dal diritto particolare." (Cfr., can. 283) Questo canone riconosce esplicitamente la realtà che un sacerdote possa vivere e lavorare fuori della propria Diocesi a tempo indeterminato fintanto che ha un permesso del suo ordinario, ma continuando a servire comunque nella Diocesi come previsto dalla legge. Migliaia di sacerdoti fanno esattamente questo. In più, il Can. 283 richiede solo un permesso presunto per la residenza al di fuori della Diocesi, quando Padre Gruner ebbe un autorizzazione scritta del Vescovo di Avellino per mezzo del decreto del 1978, così come conferme scritte e verbali di tale permesso durante i successivi 16 anni.

        Terzo: Nessuno ha mai messo in discussione che almeno tre Vescovi benevoli volevano incardinare Padre Gruner dandogli il permesso di continuare a gestire il suo Apostolato in Canada. Non ci può essere dubbio che è ben all’interno dei poteri e dell’autorità di ciascun Vescovo di permettere ad uno dei suoi sacerdoti di essere coinvolto in lavori apostolici da qualch’altra parte come forma di servizio per la Diocesi. Se il lavoro fuori della Diocesi sia o meno di beneficio per la Diocesi stessa spetta al vescovo locale stabilirlo, tramite un accordo con il suo sacerdote, così come dovrebbe essere nel caso di Padre Gruner.

        Infatti, in questo momento una parte delle donazioni che giungono all’apostolato di Padre Gruner è dedicata al sostegno dell’orfanotrofio nell’ArciDiocesi di Hyderabad , dove Padre Gruner fu correttamente incardinato nel Novembre del 1995, come discusso al punti I.(F). In aggiunta, Padre Gruner ha condotto molti pellegrinaggi Mariani in quella ArciDiocesi, che ha illuminato la fede di decine di migliaia di Cattolici della regione mentre attirava a se masse di potenziali convertiti, attirati dalla Statua Pellegrina della Vergine dell’apostolato che fu benedetta da Papa Paolo VI. L’apostolato di Padre Gruner ha anche distribuito centinaia di migliaia di scapolari e milioni di copie di libri di letteratura tradizionale devozionale Cattolica in tutto il mondo. Non c’è da meravigliarsi se l’arcivescovo di Hyderabad dichiarò nel suo decreto di incardinazione: "le forze burocratiche non possono soffocare il lavoro di Dio".

        E’ semplicemente poco onesto affermare che Padre Gruner non rende alcun servizio per la ArciDiocesi di Hyderabad con tutte queste opere di bene, mentre sarebbe più utile "servendo" la Diocesi di Avellino come un immigrato clandestino che non riesce neanche a parlare il dialetto locale. L’attuale Vescovo di Avellino ha ammesso spontaneamente che la sola funzione di Padre Gruner ad Avellino, se dovesse tornare, sarebbe di "dire le vostre preghiere". E infatti Avellino non sarebbe altro di più che una prigione ecclesiastica dove Padre Gruner sarebbe imprigionato ingiustamente per il resto della propria vita.

        Questo non per suggerire che un sacerdote non dovrebbe recitare le proprie preghiere ( incluso il Divino Ufficio) ogni giorno. Ma Padre Gruner fu ordinato per fare assai di più che recitare le proprie preghiere. Come un sacerdote Diocesano, egli ha la vocazione divina di essere al mondo per diffondere il Vangelo. Egli non prese alcun voto di clausura o di silenzio, ed è contrario alla stessa giustizia divina imporgli la clausura od il silenzio quando non ha fatto niente per meritarsi tali punizioni.

        Ignorando tutti questi fatti, la lettera del 16 Febbraio asserisce che non ha importanza quanti vescovi benevoli siano volenterosi di approvarlo, la Congregazione ha avuto il diritto di bloccare l’incardinazione di Padre Gruner fuori Avellino nell’esercizio della sua "vigilanza sui frutti del ministero pastorale" dei sacerdoti. Questa affermazione nega implicitamente il diritto divino dell’ordinario locale di raggiungere un accordi con i propri sacerdoti su come essi dovranno servire la Diocesi. Secondo quest’affermazione, la Congregazione avrebbe letteralmente il diritto di dettare quale parrocchia o altra assegnazione sarebbe più "fruttuosa" per ciascuno dei 250.000 sacerdoti Diocesani nel mondo in qualsiasi momento delle loro carriere, confutando le decisioni dei vescovi locali a piacimento. Questa pretesa che la Congregazione possa controllare fin nel dettaglio la "fruttuosità" del ministero di 250.000 sacerdoti individuali appare un incredibile assurdità . Sembra non essere altro che un ennesima invenzione per il caso di Padre Gruner.

        Per di più, il ministero Pastorale di Padre Gruner è palesemente uno dei più fruttuosi nella chiesa odierna. Ma invece è stato proposto di distruggere quel ministero e di ridurre Padre Gruner allo status di un povero manovale, che vive al di fuori della sua vita in una Diocesi dove non ha alcuna missione tranne quella di sedere in una stanza e "dire le proprie preghiere."

La Falsa Accusa di "Attività Acefala"

        La lettera del 16 Febbraio afferma che la conduzione di Padre Gruner di un Apostolato Mariano in Canada costituisce un’ " Attività acefala" o "senza riferimento alla legittima autorità della Chiesa". Questo e’ ovviamente una falsità, per tre ragioni:

        Primo: Il Codice di Diritto Canonico da ai sacerdoti la libertà di entrare a far parte o di costituire tali apostolati senza alcun ulteriore permesso dell’autorità ecclesiale. Così, il Codice stesso costituisce il permesso della "legittima autorità della Chiesa" - in pratica, il Santo Padre, che ha promulgato il Codice.

        Secondo: come abbiamo già dimostrato, tre vescovi erano intenzionati ad autorizzare l’apostolato come una valida forma di servizio per le loro Diocesi, e l’Arcivescovi di Hyderabad lo ha specificatamente autorizzato tramite decreto scritto. Questi vescovi rappresentano tutti "la legittima autorità della chiesa." [deve essere fatto notare qui che anche se un vescovo desse la mera autorizzazione a risiedere in Canada senza un particolare compito oltre quello di offrire messa per la Diocesi, assolutamente niente potrebbe prevenire il suo coinvolgimento in un apostolato come una attività privata permessa dalla legge della Chiesa (cfr. Can. 298, 299, etc) che avrebbe comunque ipso facto "riferimento alla legittima autorità della Chiesa."]

        Terzo: come Vostra Eminenza sa, il problema del "clero acefalo" manifestata dal requisito dell’incardinazione si riferisce solo ai sacerdoti che presumono di poter esercitare un ministero sacerdotale come una forma di "vagabondaggio", portandoli senza espressa autorizzazione a lavori che sono riservati ai pastori delle parrocchie. Questa situazione non ha niente a che vedere con il coinvolgimento di Padre Gruner in un apostolato privato in Canada, che non differisce affatto in principio con le attività di migliaia di altri sacerdoti che vivono e lavorano fuori delle proprie Diocesi di incardinazione.

        Sotto un altro punto di vista, se viene suggerito che un Vescovo non può autorizzare uno dei suoi sacerdoti dal coinvolgersi in un apostolato extra-Diocesano in nessuna circostanza dal momento che questo costituirebbe un "attività acefala", tale suggerimento ignora la legge della chiesa, gli usi immemori e la realtà della vita nella chiesa odierna, come abbiamo mostrato. In più, se un apostolato extra-Diocesano o un altro incarico a tempo pieno di per se costituisse un illegale "attività acefala", la Congregazione per il Clero sarebbe logicamente costretta a disciplinare migliaia di sacerdoti impegnati in "attività acefale" in tutto il mondo, includendo Roma stessa. Quanti degli innumerevoli preti coinvolgi in lavori full-time fuori della loro Diocesi di incardinazione sono stato minacciati di scomunica, riduzione allo stato laicale o altre punizioni sulla base di un "attività acefala" che costituisce "condizione irregolare" , da parte della Congregazione? Siamo sicuri che la risposta sia nessuno - con l’eccezione di Padre Gruner.

La Spuria Citazione del Concilio Vaticano II

        Incredibilmente, la lettera del 16 Febbraio cita gli insegnamenti del Vaticano II, Il concilio più libertario della storia della chiesa, per la proposizione che un sacerdote Diocesano - con il quale si intende solo Padre Gruner - deve servire il suo vescovo compiendo strettamente le funzioni Diocesane entro i confini fisici della sua Diocesi.

        Per tutte le ragioni che abbiamo già citato, né il Codice di Diritto Canonico (che in pratica interpreta gli insegnamenti del Vaticano II sull’incardinazione) né gli usi immemori e la pratica comune della Chiesa né le circostanze concrete del sacerdozio dei nostri giorni, portano alcun sostegno a questa nozione. Di nuovo, sembra di essere inventata unicamente per il caso di Padre Gruner.

        Una "Legge" che viene applicata Solamente a Padre Gruner

        Quando tutto è stato detto e fatto, la domanda sulla "situazione canonica" di Padre Gruner è piuttosto semplice: può un vescovo dare il permesso ad un proprio sacerdote di risiedere e condurre un apostolato a tempo pieno in qualche altro luogo? La risposta è, ovviamente, si. Ma la domanda è proprio quella a cui la Congregazione e la Segnatura hanno rifiutato di rispondere in sette anni di procedimenti Canonici. E come la lettera del 16 Febbraio afferma " Invero, lasciando da parte la questione secondo cui per quale diritto un vescovo in india od in Brasile potrebbe permettere ad un sacerdote incardinato nella propria Diocesi di rimanere in Canada a gestirvi un apostolato, appare evidente immediatamente che in tali condizioni , la condizione di Padre Gruner non sarebbe in alcun modo corretta"

        Vostra Eminenza, le chiediamo con tutto il rispetto: come può "Lasciare da parte" la domanda la cui risposta chiarirebbe l’intera pretesa secondo cui la "condizione" di Padre Gruner è irregolare? Come potete, in buona fede, semplicemente ignorare il punto centrale della faccenda?

        Ma è ovvio perché il cuore centrale della faccenda viene ignorata: una volta concesso che i tre vescovi che volevano incardinare Padre Gruner avevano il diritto di autorizzare il suo apostolato in Canada - e deve essere concesso perché la legge, gli usi immemori e la pratica comune della Chiesa lo permettono- allora cosa rimarrebbe della "condizione irregolare" di Padre Gruner? Assolutamente niente. Quello che rimane è l’unico possibile motivo dietro a tutto questo cercare un offesa canonica quando essa non esiste: Non è vero che è proibito ad un sacerdote di prodigarsi in un apostolato privato, ma piuttosto che a certi membri dell’apparato Vaticano non piace questo apostolato, ma non hanno alcun fondamento per poterlo sopprimere. Pertanto, la soppressione viene tentata sotto la falsa pretesa di stare applicando semplicemente i principi del Diritto Canonico. Se solo tale determinazione venisse usata per punire i tanti fautori di eresie e scandali nella Chiesa!

        Da tutto questo si può solo concludere che Padre Gruner sta venendo giudicato secondo una speciale regola del Diritto, che viene applicata solo per lui. A lui, e solamente a lui, viene proibito di gestire un apostolato al di fuori della propria Diocesi di incardinazione - anche con il permesso di tre vescovi successivi che gli hanno offerto l’incardinazione con l’intenzione che l’apostolato continuasse.

        Come insegna San Tommaso D’Aquino, una "legge" che viene applicata ad una sola persona non è affatto una legge , ma una misura ingiusta ed arbitraria. Tale misura è contraria al vero obiettivo della Legge, che è quello di definire uno standard di condotta ugualmente applicabile a tutti i membri di una certa comunità, affinché essi siano in grado di gestire i propri affari senza paura di punizioni arbitrarie. Ma la punizione arbitraria, è, lo suggeriamo rispettosamente, il vero scopo delle azioni che vengono ora intraprese contro Padre Gruner.

C. Una Cronologia fuorviante e Menzognera che omette tutti i fatti più importanti.

        Come dimostrato nella precedente discussione, Padre Gruner ricevette il permesso scritto di risiedere al di fuori della Diocesi di Avellino da 1978 fino al 31 Gennaio 1994, quando il Vescovo, cedendo alle misure coercitive che abbiamo descritto , richiamò per la prima volta Padre Gruner alla Diocesi.

        Contrariamente ai fatti che sono avvenuti tuttavia, la lettera del 16 Febbraio asserisce che "la prima istruzione di ritornare fu fatta nel 1977" e che la Congregazione ha "agito pastoralmente, con pazienza e moderazione, per più di 20 anni." Queste affermazioni sono sostenute da una "cronologia" decisamente selezionata della corrispondenza, che è facilmente smascherabile come un invenzione ingannevole:

        Primo: la cronologia cita una lettera del Vescovo di Avellino nell’Agosto 1977 che avvisava Padre Gruner di trovarsi un vescovo entro 30 giorni, ma la stessa cronologia omette, per convenienza, le due lettere di risposta di Padre Gruner, che chiedevano se egli avesse dovuto tornare ad Avellino, e l’ultima risposta del Vescovo nella forma del Decreto summenzionato del 5 Giugno 1978 che dava a Padre Gruner il permesso di rimanere al di fuori della Diocesi di Avellino finché non avesse trovato un altro vescovo. L’omissione di questi tre documenti fondamentali non serve certo la causa di una discussione onesta.

        Secondo: la cronologia cita una lettera del nunzio a Padre Gruner dell’Ottobre 1978 che lo accusava erroneamente di essere stato al di fuori della propria Diocesi senza permesso. Ma omette di menzionare che Padre Gruner telefonò immediatamente al nunzio, gli disse del suo permesso scritto di risiedere in Canada e organizzò un incontro nel Gennaio 1979 , nel quale Padre Gruner mostrò al Nunzio il decreto del 5 Giugno 1978 del Vescovo di Avellino. Dopo questo, il Nunzio capì che Padre Gruner aveva la libertà di stare in Canada e che non era un prete "vagus". Padre Gruner non ebbe più notizia dal Nunzio o da una qualsiasi altra autorità della Chiesa per quasi tre anni.

        Terzo, la cronologia riporta una lettera dello stesso Nunzio del Dicembre 1981, nella quale lo avvisava che la Congregazione gli aveva dato istruzioni affinché egli "regolarizzasse la sua permanenza in Canada". Ma omette di menzionare che Padre Gruner aveva già inviato un appello scritto al Santo Padre, al Cardinal Oddi ( allora Capo della Congregazione) ed al Vescovo di Avellino quando seppe delle notizie di una sua sospensione, evidentemente per via del suo strenue attivismo pro-vita che aveva offeso il Cardinale Carter di Toronto. Durante una visita a Roma nell’Agosto 1981 , Padre Gruner si incontrò con il segretario personale del Papa, Padre McGee, il quale gli disse che Egli aveva letto ad alta voce al Papa l’appello di Padre Gruner mentre Sua Santità era ricoverato al Gemelli dopo il tentativo di omiciDio. Durante la stessa visita a Roma, Mons. Usai , un funzionario della vostra stessa Congregazione, disse a Padre Gruner personalmente che era il Nunzio -quindi, la Segreteria di Stato- e non la Congregazione che stava causando problemi a Padre Gruner in Canada. Dopo altre brevi domande da parte del nunzio nel Dicembre del 1981 e nel Marzo del 1982, Padre Gruner non ebbe altre ulteriori difficoltà per i successivi 6 anni.

        Quarto: mentre la cronologia cerca di creare la falsa impressione di un conflitto costante con la vostra Congregazione per "più di venti anni", essa non dice che tra il 1982 e il 1988 Padre Gruner venne ripetutamente di persona per parlare con il suo sottosegretario, Mons. Zanone, su quel che avrebbe dovuto fare. In ogni occasione, Mons. Zanone disse a Padre Gruner che la Congregazione non aveva alcun problema con le sue attività e che doveva andare avanti come prima.

        Quinto: continuando con la soppressione di prove fondamentali, la cronologia omette di dire che Padre Gruner ottenne diverse facoltà da parte dei vescovi Canadesi (per pregare, ascoltare confessioni, etc.) dal 1978 al 1988, anche se tali facoltà non erano mai legalmente necessarie per il proprio lavoro. Perché i vescovi avrebbero esteso tali facoltà ad un sacerdote che era in teoria in uno stato di "disobbedienza" e di conflitto con la Vostra Congregazione sin dal 1977?

        Sesto: la cronologia riporta una lettera del Vescovo di Avellino a Padre Gruner del Maggio 1989 in cui si parla di "segnali preoccupati" da parte della Segreteria di Stato Vaticano -il che è vero indubbiamente!- e vaghe lamentele di taluni vescovi canadesi senza nome a cui "non piaceva" l’apostolato di Padre Gruner. Ma la cronologia omette dal dire che ciò che questi vescovi senza nome non amavano dell’Apostolato era il suo orientamento solidamente Cattolico tradizionale in un paese in cui la gerarchia aveva apertamente contestato la Humanae Vitae e che oggi è afflitta profondamente dall’eterodossia e dagli scandali sessuali. Questi accusatori anonimi non amavano inoltre la presenza di un prete Cattolico vestito con la tonaca, che non avrebbe distribuito la comunione nelle mani. Se e’ per questo, gran parte della gerarchia Canadese ( come quella Tedesca) "non ama" l’insegnamento del Papa stesso in vari argomenti riguardanti la fede e la morale, come è stato fatto notare più di una volta proprio dall’Apostolato di Padre Gruner.

        Settimo: la cronologia cita una lettera del Vescovo di Avellino a Padre Gruner , datata 15 Novembre 1989, nella quale si da l’impressione che il vescovo "revochi" a Padre Gruner il permesso di rimanere in Canada. Ma la cronologia lascia fuori tutta la corrispondenza e gli eventi dei successivi 5 anni! Perché?

        Evidentemente perché la successiva corrispondenza del vescovo conferma e rinnova il permesso a Padre Gruner di risiedere in Canada. Per esempio, il 23 Dicembre 1989 il Vescovo scrisse per ringraziare Padre Gruner per gli auguri e gli consigliò di continuare a cercare per un altro vescovo mentre viveva in Canada. Non c’e’ neanche il più piccolo riferimento al fatto che Padre Gruner sia obbligato a tornare ad Avellino. Questa lettera seguì un incontro con un rappresentante di Padre Gruner nello stesso mese durante il quale il Vescovo rinnovò verbalmente il permesso di risiedere in Canada. Ci fu un ulteriore incontro ad Avellino tra il Vescovo, Padre Gruner ed un suo rappresentante il 25 Gennaio 1990. In quell’occasione il Vescovo, sbattendo i tacchi per enfatizzare l’evento, pronunziò le seguenti parole: "Io le rinnovo il permesso che le dette mio predecessore." Egli disse anche " Sospenderla [Padre Gruner] sarebbe un peccato mortale" ma che non avrebbe potuto fare altrimenti se soggetto a pressioni in merito, da parte della Segreteria di Stato. Dopo questo Padre Gruner non ebbe più difficoltà con il Vescovo di Avellino concernenti la sua incardinazione per altri quattro anni. Infatti, durante questo periodo il Vescovo inviò altre lettere ( incluso un certificato di buona condotta nell’Aprile del 1990) le quali tutte ribadivano il permesso reiterato a Padre Gruner di vivere al di fuori della Diocesi. Nessuno di questi fatti è mai stato negato dall’autorità ecclesiastica. Ciò nondimeno sono tutti omessi dalla "cronologia".

        Ottavo: per qualche strana ragione la cronologia omette una lettera a Padre Gruner del 24 Luglio 1989 da parte del Cardinal Innocenti, allora Capo della Vostra Congregazione, che pretende di ordinare a Padre Gruner di ritornare ad Avellino entro 60 giorni ( entro il 30 Settembre 1989), anche se il Vescovo di Avellino non aveva dato un tale ordine di persona. Inoltre omette di menzionare che Padre Gruner fece appello immediatamente contro un intervento così improprio, alla Congregazione ed al Papa in un documento che egli personalmente consegnò al Santo Padre in un udienza generale nel Gennaio 1990. Dopo di questo, Padre Gruner non ricevette altre comunicazioni da parte della congregazione per i successivi cinque anni.

        Nono: saltando dal Novembre 1989 al 16 Maggio 1996, la cronologia cita il decreto del Vescovo di Avellino che ordina a Padre Gruner di tornare ad Avellino sotto minaccia di sospensione - un ordine effettuato sotto coercizione della Segreteria di Stato, che agiva tramite la Congregazione. Ma la cronologia omette di indicare che a questa data, Padre Gruner aveva già ricevuto un decreto di incardinazione a Hyderabad.

        Questa quindi è la cronologia delle presunte "disobbedienze" di Padre Gruner per "più di venti anni." Come possiamo vedere, è attentamente costruita per nascondere la verità:

  • Dal 1977 fino almeno al 1994 Padre Gruner ebbe il permesso reiterato del suo Vescovo a risiedere in Canada.
  • L’unica comunicazione contraria che Padre Gruner ricevette dalla congregazione per il Clero in questi 16 anni fu una lettera del Cardinale innocenti nel Luglio 1989, che fu abbandonata dopo che Padre Gruner ebbe fatto appello al Santo Padre nel Gennaio 1990.

        Per quanto riguarda gli ultimi sette anni ovviamente Padre Gruner è stato coinvolto in appelli canonici che hanno denunciato l’ordine ingiusto ed illegale di ritornare ad Avellino. Questi appelli difficilmente possono costituire una "disobbedienza". Dal 1994 Padre Gruner non ha fatto nient’altro che usufruire delle stesse procedure legali che la Congregazione rispetta così assiduamente quando deve venire a confronto con gli eretici ed i pedofili nel sacerdozio.

        In breve, siamo costretti a concludere che la cronologia sia designata per trarre in inganno coloro un eventuale lettore non informato dei fatti. In carità, dobbiamo assumere che questa cronologia (come il resto della lettera del 16 Febbraio) fu preparata per Vostra Eminenza da un altra persona, dal momento che non sembra che Voi abbiate letto gli atti del caso di Padre Gruner. Chiunque abbia preparato la cronologia ha ovviamente letto gli atti, tuttavia, e sapeva precisamente quali documenti omettere per creare la falsa impressione che la Congregazione aveva consigliato Padre Gruner "con pazienza e moderazione per più di venti anni".

        Se Vostra Eminenza avesse avuto o meno previa conoscenza che questa cronologia è così fuorviante, ora che abbiamo portato il problema all’attenzione di Vostra Eminenza Vi suggeriamo rispettosamente di riconsiderare l’attuale condotta. Se la minaccia di Vostra Eminenza fosse portata a compimento, Padre Gruner sarebbe l’unico sacerdote Diocesano a memoria vivente ad essere scomunicato per una sentenza diretta del Vaticano. Vostra Eminenza ha il dovere dinanzi a Dio di non imporre una tale punizione senza precedenti basata su "prove" che sono state palesemente smascherate per quel che sono: ingannevoli e prive di sostanza. La "vigilanza" che Vostra Eminenza professa di esercitare deve estendersi innanzitutto alle accuse contenute nella vostra stessa lettera, per la quale Voi solamente siete responsabile.

D. L’Incardinazione di Padre Gruner a Hyderabad Viene Contestata Illegittimamente

        Come e’ evidente dalla precedente discussione, il piano concepito per ostacolare l’incardinazione di Padre Gruner da parte di qualsiasi Vescovo volente approvare il suo apostolato Mariano, non ha lavorato alla perfezione. Avendo preso coscienza di questi interventi così illeciti, ingiusti e senza precedenti contro Padre Gruner, l’Arcivescovo di Hyderabad decise di onorare il suo decreto, emesso il 4 Novembre 1994, incardinando Padre Gruner

        Il decreto di incardinazione dice la verità quando afferma che "le Forze del male hanno cospirato per mettere fine al vostro lavoro di amore." Affermando il suo decreto con un ulteriore decreto del 10 Marzo 1999, L’arcivescovo di Hyderabad dichiarò con ancora più coraggio, quel che segue:

       "Dopo lungo discernimento, sono convinto di stare agendo correttamente anche se sono stato parzialmente tratto in inganno da persone influenti. Credo fortemente che il buon lavoro che Egli [Padre Gruner] sta facendo diffondendo la devozione del Cuore Immacolato di Maria non debba essere ostacolato in questi tempi, specialmente attraverso pressioni canoniche o giuridiche ingiuste. Sia lodato Gesù Cristo!"

        Lo stesso Arcivescovo è il primo firmatario di una Lettera Aperta al Santo Padre (pubblicata il 2 Aprile 198 dal quotidiano Romano "il Messaggero") che protesta contro la persecuzione di Padre Gruner da parte di burocrati della Segreteria di Stato Vaticana e della Congregazione . (La Lettera Aperta è firmata inoltre da altri 9 Arcivescovi, 17 Vescovi e 1900 tra Sacerdoti e religiosi.) L’arcivescovo è un testimone potente della verità in questa faccenda: Padre Gruner è stato sottoposto a decisioni arbitrarie e ad abusi di potere, non certo all’ imparziale esercizio della "vigilanza sulla fruttuosità del ministero pastorale dei sacerdoti."

        Alla fine, l’attacco sulla validità dell’incardinazione ad Hyderabad dipende da nient’altro che l’errata interferenza di Vostra Eminenza, dei Suoi predecessori e della Segreteria di Stato del Vaticano nelle normali relazioni tra un sacerdote ed il proprio vescovo. Qualunque obbiezione possa venir fatta alla "forma" dei documenti di incardinazione potrebbe essere facilmente risolta se gli usi, le leggi e le pratiche comuni potessero essere applicate normalmente nel caso di Padre Gruner. Le presunte obiezioni tecniche all’incardinazione sono un tentativo di esaltare la forma sulla sostanza -esattamente l’opposto di quello che la legge della Chiesa richiede. Il Diritto Canonico si basa sulla giustizia sostanziale, e la preoccupazione circa gli abusi è ciò che il legislatore voleva esprimere ( cfr. Il Can. 17)

        Nessuno può realmente affermare che il Vescovo di Avellino non avesse la reale intenzione di escardinare Padre Gruner in favore di un altro vescovo, dal momento che non ci sarebbe mai potuta essere una qualsiasi missione canonica per lui , in Avellino. Questa risolutezza, piuttosto costante nel tempo, di escardinare Padre Gruner nel momento in cui egli avesse trovato un altro vescovo, appare palese se si guarda a tutti i documenti promulgati dal vescovo, ad iniziare dal il decreto originale del 5 Giugno 1978 e continuando fino al 31 Gennaio 1994, quando il Vescovo (sotto pressione) richiamò Padre Gruner ad Avellino per la prima volta in 16 anni - e questo solo pochi giorni dopo aver detto a Padre Gruner in persona di non avere alcuna lamentela nei suoi confronti e che sarebbe potuto tornare in Canada! Infatti, nel caso del primo vescovo indiano che desiderava incardinare Padre Gruner, il Vescovo di Avellino ammise liberamente in forma scritta che non poteva permettere tale incardinazione solo perché la Congregazione aveva "legato le sue mani," e che non avrebbe potuto fare niente finché non avesse sentito i predecessori di Vostra Eminenza, che stavano portando avanti chiaramente le richieste di certi membri della Segreteria di Stato.

        Abbiamo fatto notare , all’inizio di questa replica, l’errore fondamentale della lettera del 16 Febbraio dove si asserisce che nella data dell’incardinazione ad Hyderabad (4 Novembre 1995) Padre Gruner era ancora sotto sospensione da parte del Vescovo di Avellino. Questo è palesemente falso. L’unico ordine che il Vescovo di Avellino aveva emesso a quella data era il summenzionato decreto del 31 Gennaio 1994, che richiamava Padre Gruner ad Avellino. Questo decreto non portava con se alcuna punizione di sospensione. Inoltre , non ci fu neanche una Benché minima minaccia di sospensione da Avellino fino a sei mesi dopo che il decreto di incardinazione da Hyderabad era stato promulgato e dopo che i documenti necessari erano stati consegnati sia al vescovo di Avellino sia all’arcivescovo di Hyderabad.

        Per di più, il problema che l’incardinazione di Hyderabad fosse preclusa dall’ordine del 31 Gennaio 1994 di tornare ad Avellino si trasforma in un non sequitur. Il fatto che a Padre Gruner sia stato ordinato (ingiustamente ed illegalmente) di tornare ad Avellino non preclude l’esercizio dei suoi diritti canonici di trasferirsi in un altra Diocesi se il Vescovo di tale Diocesi fosse disposto ad accettarlo. (Cfr. Can. 270) L’arcivescovo di Hyderabad era uno di questi vescovi.

        La Segreteria di Stato del Vaticano tuttavia non aveva alcuna intenzione di permettere a Padre Gruner di esercitare gli stessi diritti di qualsiasi altro prete. Per questo motivo i Vostri predecessori definirono l’incardinazione a Hyderabad come "tanquam non existens" e Vostra Eminenza ora prende la stessa posizione. Ma perché l’incardinazione è "tanquam non existens"? Vostra Eminenza ed i suoi predecessori hanno dato due risposte al riguardo, entrambe definibili come circoli viziosi.

        Dal 1994 al 1999 fu affermato che l’incardinazione era "non esistente" perché Padre Gruner non era "libero canonicamente" di essere escardinato da Avellino. E perché egli non era "canonicamente libero" per ricevere l’escardinazione? Perché gli era stato ordinato di tornare ad Avellino. Ma perché gli era stato ordinato di tornare ad Avellino? Perché egli aveva "fallito" nel trovare un altro vescovo che lo incardinasse. Ma non era forse l’Arcivescovo di Hyderabad un altro vescovo? Si, ma Padre Gruner non poteva essere incardinato ad Hyderabad perché gli era stato ordinato di tornare ad Avellino.

        Nel 1999 un altra risposta viziosa fu fornita: anche se l’Arcivescovo di Hyderabad (per non menzionare gli altri 2 vescovi) fosse stato disposto a incardinare Padre Gruner, l’arcivescovo non lo avrebbe potuto fare per via della "condizione irregolare" di Padre Gruner. Ma qual’era "l’irregolarità" nella posizione di Padre Gruner? Egli conduceva un apostolato "senza riferimenti all’autorità legittima della Chiesa". Ma non era forse l’Arcivescovo di Hyderabad un’autorità legittima della Chiesa disposta ad approvare l’apostolato? Si, ma l’Arcivescovo di Hyderabad non poteva incardinare Padre Gruner per via della sua "condizione irregolare".

        Entrambi questi circoli viziosi ci portano una volta di più al vero nucleo fondamentale del problema, che la lettera del 16 Febbraio evita di menzionare negando la verità inconfutabile. Perché ammettere che un vescovo può approvare un apostolato Canadese equivale ad ammettere che le minacciate sanzioni canoniche non hanno alcuna base di fatto, e che le accuse di "disobbedienza" e di "condizione irregolare" sono solo vuote finzioni.

E. La presunta "competenza" della Congregazione di interferire nell’incardinazione di Padre Gruner

        Per anni i vostri predecessori nella Congregazione hanno negato gli interventi illeciti che stiamo discutendo qui ora. Essi hanno sempre e costantemente affermato sostenere semplicemente i giudizi indipendenti, del vescovo di Avellino. Ma alla fine divenne impossibile per loro mantenere tale pretesa di fronte all’evidenza della loro interferenza dietro le quinte ai danni dei diritti di Padre Gruner.

        Non più in grado di negare l’evidenza dell’interferenza dei vostri predecessori nell’incardinazione di Padre Gruner, Vostra Eminenza (nel 1998) adottò improvvisamente una posizione del tutto nuova. Ammettendo che i vostri predecessori avevano bloccato qualsiasi incardinazione di Padre Gruner, Voi ora affermate che essi avevano agito in tale maniera perché avevano "il potere vicariato ordinario" del Papa stesso e che essi sono " i superiori gerarchici" di tutti i vescovi del mondo. Se questo fosse realmente vero, allora perché la Congregazione pretese, per molti anni, di stare semplicemente sostenendo le decisioni proprie del Vescovo di Avellino? Consideri la lettera, recentemente venuta alla luce, del Cardinale Innocenti e dell’Arcivescovo (ora Cardinale) Agustoni al Vescovo di Avellino nell’Ottobre 1989, con cui gli ordinavano di richiamare Padre Gruner ad Avellino, mentre pretendevano che fosse una sua idea.Questa lettera da sola prova che la Congregazione sapeva che si doveva dar l’apparenza di rispettare l’autorità del Vescovo e che non aveva alcun diritto di ordinare a Padre Gruner di tornare ad Avellino se il Vescovo stesso non avesse dato di persona tale ordine.

        Lo stesso concetto sembra essere al lavoro nelle altre congregazioni Vaticane, i cui membri pretendono ugualmente di essere dei Papi de facto o "vicari" del Papa i quali agiscono "in nome del Santo Padre". Il vaticano è apparentemente popolato da numerosi "Papi vicari" che operano senza uno specifico mandato papale per le loro più svariate decisioni. Ma l’unico uomo che non è mai stato sentito negli ultimi sette anni di procedimenti è proprio il Santo Padre stesso. Specialmente ora che le condizioni del Santo Padre stanno deteriorandosi, il risultato di questa teoria del papato vicario è una sostanziale erosione dell’autorità papale, che è ora divisa tra varie fazioni all’interno del Vaticano.

        E su che basi fu esercitata questa presunta autorità papale "vicariata" contro Padre Gruner? Solo sulla base che la "condizione irregolare" di Padre Gruner "doveva essere corretta". Ma quale era "l’irregolarità" nella posizione di Padre Gruner se ben tre vescovi erano disposti a dargli il permesso di continuare il suo apostolato in Canada e se, per di più, tali accordi tra un sacerdote ed il suo vescovo sono perfettamente legittimi agli occhi della legge, degli usi immemori e della pratica comune nella Chiesa? Qui, una volta di più, arriviamo al nucleo fondamentale del problema , che viene ignorato perché rivela come le accuse contro Padre Gruner siano solo aria fresca e niente di più.

F. Il contrasto con le autorità non può eliminare la verità.

        Come abbiamo dimostrato, le asserzioni di Vostra Eminenza riguardanti la "situazione canonica" di Padre Gruner e l’incardinazione ad Hyderabad non corrispondono ai fatti, alla legge o alla realtà della vita nella Chiesa odierna. Vostra Eminenza basa molte delle sue asserzioni sulla base di presunte decisioni della Segnatura Apostolica, come per dire che l’autorità di questo Tribunale impedisce ogni possibile spiegazione della vera situazione di Padre Gruner. Ma come insegna San Tommaso, contra factum non argumentum est. La contestazione da parte dell’autorità non può ribaltare un argomento basato su una verità obiettiva.

        Così, nessun tribunale, qualsivoglia autorità esso abbia, potrebbe emettere una sentenza che affermasse per esempio che il bianco è uguale al nero o che 2 + 2 = 5 . Parimenti, la Segnatura Apostolica, non importa quale autorità essa possa avere, non può giudicare Padre Gruner colpevole di reati di diritto canonico che non esistono nel diritto ma che sono stati inventato per dare apparenza di legalità a questa ingiusta punizione. Né possono la Segnatura Apostolica , la Congregazione per il Clero o il Vescovo di Avellino ordinare ad Avellino di infrangere la legge prendendo residenza permanente in una nazione straniera senza un visto adeguato, o imporgli di mentire sullo scopo della sua visita per garantirgli l’ingresso nella nazione con la falsa affermazione di essere un semplice turista.

        La Chiesa, più di qualsiasi altra istituzione della terra, è costretta a riconoscere che nessun decreto o punizione può ritenersi valido se non corrisponde a valori di verità e giustizia. (cfr. Can. 1321) Pertanto, l’opposizione da parte delle autorità e’ inefficace. La verità obiettiva è che Padre Gruner non è colpevole di nessun reato e che l’ordine di tornare ad Avellino è , di per se stesso, nullo in esse ab initio, ed è pertanto legalmente e moralmente impossibile da obbedire. Quindi, Padre Gruner non può venir minacciato legittimamente di "sospensione", ed assai meno di "scomunica" o di riduzione allo stato laicale sulla base di tale ordine. Questo è tutto ciò che importa per il diritto della Chiesa e di fronte a Dio e all’uomo.

III. Vengono Aggiunte Nuove Accuse Senza un Regolare Processo

        Sembra che Vostra Eminenza stessa riconosca dopo tutto che la non esistente "condizione irregolare" di Padre Gruner possa difficilmente giustificare la scomunica, la riduzione allo stato laicale o qualsivoglia altra sanzione senza fondamento possa essere intrapresa. Ma in sette anni di procedimenti canonici nient’altro che questa infondata "condizione irregolare" (o la precedente presunta "disobbedienza" per aver "fallito" nel trovare un altro vescovo) è mai stata proposta per spiegare perché Padre Gruner dovrebbe essere punito a tutti I costi, ed infine sottoposto alle sanzioni Canoniche definitive.

        Data la mancanza oggettiva di una qualsiasi "accusa" contro Padre Gruner, la lettera del 16 Febbraio cerca di costruirne una nuova ex post facto. Lasciando completamente qualsiasi norma basilare di giustizia e di diritto canonico, la lettera introduce improvvisamente tre nuove accuse nei procedimenti. Queste sono: (a) "uso improprio di documento da parte delle autorità della Chiesa; (b) "ricorso a tribunali civili contro ecclesiastici"; (c) "Lei volge i fedeli contro le autorità legittime della Chiesa". Nessuna di queste accuse è sostenuta da una qualsiasi autorità canonica. La lettera omette di citare anche un solo canone del Codice di Diritto Canonico. La lettera inoltre non specifica alcuna particolare infrazione di una qualsiasi legge della Chiesa. Siamo costretti a dire, pertanto, che queste tre nuove accuse sono semplicemente altrettanto illusorie come le accuse di "condizione irregolare".

        Queste nuove accuse sono introdotte per la prima volta dopo sette anni di procedimenti canonici e senza il beneficio di un nuovo processo canonico, che in ogni caso sarebbe stato iniziato dall’ordinario locale competente prima di raggiungere la Congregazione attraverso via gerarchica. Le Vostra nuova e fondamentalmente ingiusta procedura , viola la norma di giustizia che "una volta stabiliti , i termini della controversia possono validamente modificati soltanto con un nuovo decreto, per un grave motivo, ad istanza di parte, dopo aver sentito le altre parti ed averne ponderato le ragioni." (Can. 1514) In parole povere, è ingiusto aggiungere nuove capi di imputazione contro l’accusato durante il processo della sua accusa originale. In questo caso, il "contenzioso" riguardava la legittima opposizione di Padre Gruner al venir forzato di tornare ad Avellino, contro la legge ed i suoi diritti naturali, basato unicamente sulla sua pretesa "disobbedienza" nei confronti di un ordine che gli veniva deliberatamente impedito di obbedire, o su una "condizione irregolare" che non esiste.

        Invece di seguire il giusto processo canonico e la giustizia naturale, la lettera del 16 Febbraio semplicemente enuncia tre nuove accuse, definisce colpevole Padre Gruner senza un udienza, e poi minaccia lo stesso con la scomunica o la riduzione allo stato laicale a meno che egli non faccia "ammenda" per queste nuove "trasgressioni" - delle quali Padre Gruner è stato appena avvisato per la prima volta in 25 anni di sacerdozio.

        Con tutto il dovuto rispetto per la vostra Congregazione, Padre Gruner rifiuta di partecipare ad un altra "scorciatoia" canonica creata unicamente per il suo caso. Egli insiste sugli stessi diritti canonici che la Congregazione rispetta quando ha a che fare con gente accusata di eresia o con sospetti pedofili. Questi diritti includono: 1) Un processo canonico iniziato dall’ordinario locale competente. 2) Una piena e dettagliata specificazione delle presunte trasgressioni, inclusi i Canoni pertinenti. 3) Il diritto di difendere se stesso contro la accuse prima che una qualsiasi sentenza sia emessa. 4) un udienza dinanzi all’ordinario locale alla quale Padre Gruner ed il suo avvocato venga permesso di apparire di persona, dopo un ampio lasso di tempo in cui preparare una difesa. Nessuno dei questi elementi di un giusto processo sono stati osservati negli ultimi sette anni di procedimenti. Questo processo sarebbe seguito ( nell’eventualità di un giudizio avverso da parte dell’ordinario locale) da un ricordo gerarchico attraverso tutti I vari livelli, inclusa la Segnatura Apostolica e gli altri tribunali competenti ( inclusa la Congregazione per la Dottrina della Fede). Se necessario, Padre Gruner potrà fare appello ad un certo punto al Santo Padre.

        Senza rinunciare ad alcuno dei diritti di Padre Gruner a riguardo, e senza ammettere che Vostra Eminenza abbia una qualsiasi giurisdizione sulla materia, le forniamo le seguenti indicazioni parziali della difesa di Padre Gruner a queste nuove accuse, le quali egli presenterà in toto se gli verrà data la possibilità di difendersi di fronte ad un tribunale competente. Ci sembra necessario dare queste indicazioni dal momento che è evidente che la lettera del 16 Febbraio è fatta apposta per essere pubblicata (o comunque per essere fatta circolare in maniera privata a persone influenti) in maniera tale da giustificare le assurde punizioni da essa minacciate.

A. Non c’e’ stato alcun "uso improprio di documenti" delle autorità della Chiesa.

        Il 6 Luglio 2000, la Segreteria di Stato dette disposizioni al nunzio delle Filippine di consegnare un comunicato riguardante Padre Gruner a tutti I vescovi delle Filippine. Tra tante falsità, il comunicato affermava che Padre Gruner aveva usato "documenti contraffatti della Segreteria di Stato … per implicare un appoggio" al suo apostolato. Questa accusa è attribuita a Vostra Eminenza, e Voi non avete contestato la lettera ,che Padre Gruner le ha inviato il 12 Luglio 2000, la quale dice che il nunzio vi identifica come fonte e richiede la ritrattazione da parte di Vostra Eminenza. L’accusa è ovviamente falsa e ridicola. Nessun documento di tal genere è mai esistito, né Vostra Eminenza lo ha mai specificato. Dobbiamo affermare che il rifiuto di Vostra Eminenza a ritrattare questa falsa accusa, così ampiamente dimostrabile, minia del tutto la credibilità di Vostra Eminenza nella faccenda.

        Invece di ammettere di aver accusato falsamente di attività criminale Padre Gruner, Vostra Eminenza sostituisce tale menzogna con una nuova. La lettera del 16 Febbraio afferma che Padre Gruner è colpevole di "uso inappropriato" di documenti autentici della Chiesa, abbandonando la precedente accusa di falsificazione. Quando si esamina l’accusa , tuttavia, si trova che essa è basata su nient’altro che la pubblicazione, del tutto legittima, da parte dell’apostolato di una nota di congratulazioni inviata a Padre Gruner e firmata dal segretario personale del Papa, Mons. McGee, il 31 Gennaio 1980 (che Vostra Eminenza definisce erroneamente un documento della Segreteria di Stato), due benedizioni papali del 18 Aprile 1990 e 2 Febbraio 1993 in forma di pergamena ( fatte specificatamente per venir riprodotte e pubblicate), ed un certificato di buona reputazione che fu inviato dal Vescovo di Avellino a Padre Gruner l’8 Aprile 1990.

        Senza offrire la Benché minima prova, la lettera del 16 Febbraio suggerisce che il Supremo Pontefice non conosceva affatto lo status di Padre Gruner e che la nota di congratulazioni da parte di Padre McGee e le benedizioni papali non erano altro che vuote parole. Tuttavia, I documenti parlano per se stessi, e precludono a qualsiasi pretesa di "errata interpretazione". Ne discuteremo ora in breve al riguardo.

1. La nota di congratulazioni da parte del segretario del Papa

        Per prima cosa, nella nota del 1980 da parte del segretario personale del Papa, Mons. McGee (Vedi la copia allegata), si legge ciò che segue

        Desidero confermare di aver ricevuto , e la ringrazio per questo, copie del Fatima Crusader; inoltre vorrei congratularmi con lei per la sua nomina a Vice Presidente e Direttore Esecutivo. Desidero farle avere la benedizione del Santo Padre e mia personale e rimango sinceramente Vostro in Cristo. (firmato) Parre John McGee. (enfasi aggiunta)

        Facciamo notare che la lettera del 16 Febbraio omette le seguenti parole del segretario del Papa mentre cita le sue parole: "E mia personale e rimango sinceramente Vostro in Cristo". Evidentemente l’estensore della lettera pensava che fosse "politico" il non rivelare I buoni rapporti personali che intercorrevano tra Padre Gruner ed il segretario personale del Papa il quale ( come abbiamo già detto) lesse ad alta voce al Papa l’appello del 1981 al Santo Padre. Quest’omissione sarebbe servita inoltre a dipingere la figura di Padre Gruner come un paria disprezzato, un nemico della "Santa Sede" ed un criminale falsificatore di documenti vaticani.

        La lettera del 16 Febbraio asserisce che "non è affatto provato che Mons. McGee aveva informazioni sulla sua condizione [di Padre Gruner] essendo egli al di fuori della Diocesi della sua incardinazione." Anche se il Santo Padre non era a conoscenza del fatto che Padre Gruner era "al di fuori della sua Diocesi di incardinazione" che c’e’ di male in ciò? Padre Gruner aveva il permesso di risiedere al di fuori della Diocesi, così come migliaia di altri sacerdoti al tempo. Notiamo che la lettera è molto cauta nell’evitare di dire che Padre McGee ed il Papa non erano a conoscenza delle attività di Padre Gruner, così contrarie al suo luogo di residenza. Forse questo è avvenuto perché gli archivi del "caso" di Padre Gruner contengono certi documenti che stabiliscono che il Papa era sicuramente a conoscenza del lavoro di Padre Gruner con l’apostolato. In aggiunta alle copie della rivista "The Fatima Crusader" che Padre McGee dette molto probabilmente al Papa nel 1980, ci sono gli appelli del 1981 al Santo Padre e l’appello del 1989 che Padre Gruner dette personalmente al Santo Padre nel Gennaio 1990. Questi documenti spiegano chiaramente le attività di Padre Gruner e l’ingiusta opposizione ad esse.

        La lettera del 16 Febbraio continua poi affermando (citando un presunto decreto della Segnatura) che "è stupefacente che Padre Gruner attribuisca al Pontefice Supremo le congratulazioni espresse del Mons. (ora vescovo) McGee." Questa è un altra palese menzogna. Il numero del The Fatima Crusader nel quale la nota di Mons. McGee fu pubblicata riportava semplicemente il fatto che la benedizione del Papa era stata portata da Mons. McGee. In alcun passaggio l’articolo attribuisce le congratulazioni personali di Mons. McGee al Santo Padre. Questo è un altro esempio di come I segretari di Vostra Eminenza abbiano male interpretato gli articoli dell’apostolato - ovvero qualcosa che Vostra Eminenza avrebbe dovuto ben conoscere se avesse letto di persona tale materiale prima di rilasciare minacce di scomunica.

        Non può essere negato in alcun modo che Padre McGee assicurò personalmente Padre Gruner della benedizione del Papa per le sue attività. Mentì? Vostra Eminenza, le chiediamo con tutto il rispetto di chiarire tale affermazione senza indugi: La Congregazione contesta che il Santo Padre sapesse delle Attività di Padre Gruner quando dette la Sua benedizione attraverso Mons. McGee? Chiaramente, chiunque completò la stesura della lettera del 16 Febbraio fu restio a farlo affermare Vostra Eminenza.

2 Le due benedizioni papali

        Riguardo alle due benedizioni papali, viene affermato che Padre Gruner fu colpevole di in "erronea interpretazione" perché le benedizioni furono pubblicate per dare l’impressione che il "the Fatima Crusade (sic) gode della benedizione del Santo Padre". Ma esse non furono mai pubblicate a tale scopo, né la rivista The Fatima Crusader dette mai loro una tale interpretazione. Quest’accusa è quel che si definisce un "uomo di paglia". La benedizione papale fu pubblicata solamente per dimostrare che Padre Gruner non era un chierico impostore ma un sacerdote di buona reputazione, riconosciuto tale anche dal Santo Padre.

        In particolare, nella benedizione papale del 1993 (vedi allegato) si legge :

        Il Santo Padre impartisce paternamente la sua benedizione apostolica a Padre Nicholas Gruner per I suoi sedici anni di servizio sacerdotale e per il suo lavoro assai importante con il "Fatima Crusader" come testimonianza dei favori celesti. (enfasi aggiunta)

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