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Sommario Della Difesa di Padre Gruner


Un comitato di difesa ha appena completato la stesura di una voluminosa ed esauriente apologia di Padre Gruner, in cui si risponde alle varie accuse mosse contro questo sacerdote da diversi membri dell’apparato Vaticano e in cui la controversia di Padre Gruner è collocata nella giusta prospettiva.

Tale prospettiva è quella dell’odierna crisi, senza precedenti, della fede e della disciplina all’interno della Chiesa e dell’emergente crisi morale e spirituale del mondo in senso lato. Non più tardi del 1903, Papa San Pio X (nella sua enciclica augurale E Supremi ) aveva osservato che molto probabilmente il mondo stava assistendo all’inizio dell’era dell’Anti-Cristo profetizzata nelle Sacre Scritture. Solo quattordici anni dopo, Nostra Signora apparve a Fatima per avvertirci degli errori che la Russia iniziava a commettere e del vasto panorama di crisi ecclesiale e sociale che oggi si apre di fronte ai nostri occhi.

Il documento che segue è un sommario di questaapologia, che sarà depositata formalmente presso Sua Santità, in risposta alla recente minaccia di "scomunicare" Padre Gruner formulata dal Cardinal Castrillòn Hoyos – una minaccia tanto incredibile quanto infondata.

Dal momento che ci siamo proposti di redigere un sommario, abbiamo naturalmente evitato di entrare nei dettagli e di citare tutte le prove documentarie su cui si basano le nostre affermazioni. Questi elementi sono contenuti nel testo completo dell’ apologia, un documento di 77 pagine, corredato da numerose note e disponibile, su richiesta, per tutti i lettori che volessero prendere visione di una versione più completa dei fatti.

I Primi anni dell’Apostolato

Padre Nicholas Gruner, S.T.L., S.T.D. (Cand.), cittadino Canadese, fu ordinato Sacerdote Cattolico nel 1976, a Frigento, nella Diocesi di Avellino. Egli fu ordinato in Avellino perché intendeva entrare a far parte di una comunità francescana di lingua inglese, che doveva essere organizzata a Frigento intorno ad una regola di vita cattolica tradizionale e di corretta ortodossia. Nel momento in cui fu chiaro che questa comunità non avrebbe preso forma secondo le linee programmate, il Vescovo di Avellino fu ben felice di svincolare Padre Gruner dalla propria diocesi dal momento che quest’ultimo, non sapendo parlare il dialetto locale, non avrebbe mai potuto essere investito di una missione canonica nella diocesi di Avellino (A Padre Gruner non era nemmeno permesso di tenere sermoni che non fossero stati preventivamente scritti e controllati, in modo da eliminare eventuali errori di scrittura)

Il 5 Giugno 1978, il Vescovo concesse a Padre Gruner il permesso scritto (in forma di decreto) di vivere al di fuori dalla Diocesi di Avellino, fino al momento in cui non avesse trovato un altro vescovo disposto a incardinarlo. Grazie a questo permesso, Padre Gruner poté ristabilire la sua residenza in Canada, dove si impegnò all’interno di un piccolo apostolato Mariano, noto con il nome di "Comitato Nazionale per la Vergine Pellegrina Nazionale del Canada". ( Così chiamato perché aveva in custodia una statua della Vergine Pellegrina di Fatima benedetta da Papa Paolo VI.)

Il 15 Giugno 1978, Padre Gruner fu eletto nel consiglio direttivo dell’apostolato, in seguito alle sollecitazioni del precedente consigliere spirituale dell’apostolato, un vescovo di rito orientale, cheaveva fermamente raccomandato di inserire un altro sacerdote nel consiglio direttivo. Padre Gruner divenne Presidente dell’apostolato nel 1981. Sotto la guida di Padre Gruner, questo apostolato è divenuto la più grande organizzazione mondiale dedita alla promozione dell’autentico Messaggio di Fatima e della devozione Mariana in generale. Le pubblicazioni dell’Apostolato, così come le sue trasmissioni radiofoniche e televisive raggiungono milioni di Cattolici in tutto il mondo.

L’Ortodossia senza compromessi suscita una tenace opposizione

A causa della sua strenua difesa dell’ortodossia Cattolica, incluso l’integrale Messaggio di Fatima, con il suo appello alla conversione del mondo intero alla pratica fervente della Fede Cattolica, ben presto Padre Gruner iniziò a incorrere nell’ira di alcuni membri liberal-progressisti della gerarchia Canadese. I primi problemi significativi sorsero nel 1981, quando la rivista dell’apostolato, il Fatima Crusader, criticò indirettamente il rifiuto del Cardinale di Toronto, Carter, di opporsi all’adozione della "Carta canadese dei Diritti", allora in via di approvazione, che non prevedeva nessun tipo di protezione per la vita dei nascituri. In un articolo di questa rivista si faceva notare che almeno 10 Vescovi Canadesi erano, almeno sulla carta, contrari a tale Carta dei Diritti, a meno che non si provvedesse all’inserimento di un emendamento appositamente destinato alla protezione dei nascituri. Il Fatima Crusader dimostrò che la Carta contraddiceva gli insegnamenti impartiti da Pio XI nel Casti Connubii (per non menzionare gli stessi insegnamenti di Papa Giovanni Paolo II), secondo cui i legislatori hanno il dovere positivo morale di proteggere il nascituro "per mezzo di leggi e sanzioni appropriate."

Subito dopo la comparsa di questo articolo a favore della vita sul Fatima Crusader, Padre Gruner fu oggetto di un’ indagine del Nunzio Vaticano in Canada, il quale suggerì che la residenza di Padre Gruner fosse impropria, anche se nei primi mesi del 1979 Padre Gruner aveva fornito allo stesso Nunzio una copia del decreto emanato nel 1978 dal Vescovo di Avellino che lo autorizzava a risiedere al di fuori della sua Diocesi. In questa occasione circolarono persino delle voci secondo le quali Padre Gruner sarebbe stato "sospeso" dal sacerdozio per un offesa non meglio specificata.

Grazie a un Appello al Papa si instaura una pace temporanea

Nell’estate del 1981, tuttavia, Padre Gruner decise di appellarsi a Papa Giovanni Paolo II per ottenere la Sua protezione, in un documento che fu letto al Santo Padre, ancora convalescente dopo l’operazione subita in seguito al fallito attentato, dal suo segretario personale. Dopo aver inoltrato questo appello, Padre Gruner poté continuare per molti anni il suo lavoro senza subire interferenze.

Nel corso degli anni, l’apostolato iniziò a svolgere un ruolo di primo piano nell’opera di promozione della Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, un atto richiesto da Nostra Signora di Fatima stessa come condizione necessaria alla realizzazione della conversione della Russia e della vera pace nel mondo. L’ultima veggente vivente di Fatima, Suor Lucia dos Santos, ha ripetuto più volte che la Madonna aveva affermato che la Consacrazione doveva essere proclamata menzionando specificamente la Russia, nel corso di una solenne cerimonia pubblica celebrata dal Papa insieme a tutti i vescovi del mondo. L’apostolato si è così trovato osteggiato da tutti coloro secondo cui il Papa aveva consacrato la Russia nella cerimonia celebrata nel 1984 in Vaticano, durante la quale la Russia non era stata menzionata e a cui non avevano partecipato tutti i vescovi del mondo. (La stessa Suor Lucia ha affermato pubblicamente che la cerimonia del 1984 non era sufficiente a soddisfare le richieste di Nostra Signora di Fatima, anche se varie fonti non autorevoli più tardi hanno sostenuto che la religiosa "aveva cambiato idea.")

L’Apostolato preso di mira a causa della sua opposizione all’Ostpolitik

Dal momento che le dimensioni e l’influenza dell’apostolato erano aumentate, esso divenne il bersaglio delle attività, volte alla sua soppressione, di alcuni membri della Segreteria di Stato Vaticana, per i quali la specifica consacrazione della Russia è fonte di un certo imbarazzo diplomatico, dal momento che ostacolerebbe l’Ostpolitik della Segreteria di Stato. Questa politica richiede che il Vaticano eviti in tutti i modi di scontrarsi con i regimi comunisti che opprimono i Cattolici o di condannarli, nella speranza che il "dialogo" e la diplomazia possano favorire l’elargizione di concessioni e benefici. L’Ostpolitik è iniziata con l’infame accordo del 1962 tra il Vaticano e Mosca che costrinse disgraziatamente il Concilio Vaticano Secondo a tacere di fronte ai mali del mondo comunista, in cambio della concessione, da parte di Mosca, del permesso di partecipare al Concilio a due osservatori russi ortodossi (controllati dal KGB). Durante questo periodo, l’Ostpolitik è stata gestita, all’interno della Segreteria di Stato Vaticana, dal Cardinale Casaroli. In un discorso per il centesimo anniversario della nascita di Papa Paolo VI, Casaroli ha ammesso che Papa Paolo era tormentato da molti dubbi relativi alla correttezza morale dell’Ostpolitik, e che aveva riflettuto ad alta voce sull’opportunità di proseguire tale politica che poteva condurre a tradire il Vangelo. [CNN News report, 31 Agosto 1998]

L’Ostpolitik continua ancora oggi con grande vigore, come dimostra il rifiuto del Vaticano di condannare o comunque di opporsi con fermezza all’oppressione comunista della Chiesa Cattolica in Cina. La vera Chiesa Cattolica in Cina è stata ridotta alla clandestinità e rimpiazzata con la scismatica "Associazione Cattolica Patriottica" (PCA), una creazione del regime comunista Cinese. Questa pseudo Chiesa avalla la politica Cinese dell’aborto forzato, rifiuta la sottomissione al Papa e ha consacrato 100 vescovi senza il necessario mandato papale. Ma il Cardinale del Vaticano Etchegaray ha recentemente celebrato la Messa in Cina insieme ad alcuni Vescovi della PCA (in un Santuario Mariano che i comunisti hanno sottratto alla Chiesa Cattolica), mentre le diocesi americane concedono ai sacerdoti del PCA una serie di facoltà (come, ad esempio, il permesso di ascoltare le confessioni e di predicare nelle chiese Cattoliche) e l’autorizzazione a celebrare la Messa. L’arcivescovo Levada di San Francisco ha affermato che "il ministero apostolico" dei sacerdoti scismatici del PCA è condotto con l’approvazione del Vaticano. Il Vaticano non ha mai negato tale affermazione.

La Segreteria di Stato

Vaticanaordisce un complotto

Nel 1989 la Segreteria di Stato cominciò ad "attivare" la Congregazione per il Clero come strumento atto alla soppressione dell’apostolato di Padre Gruner. Nel maggio del 1989, il Vescovo di Avellino scrisse a Padre Gruner per informarlo di aver ricevuto "segnali preoccupanti" circa il suo lavoro dalla Segreteria di Stato Vaticana. Poche settimane più tardi (nel mese di luglio), Padre Gruner ricevette una lettera del Cardinal Innocenti, allora Capo della Congregazione, che gli chiedeva improvvisamente di trovare un altro vescovo disposto a incardinarlo o di ritornare ad Avellino entro 60 giorni. Dal momento che questo ordine non era stato emanato personalmente dal Vescovo di Avellino, Padre Gruner si appell al Santo Padre, ottenendo il suo ritiro. Ma questo provvedimento non fermò gli oppositori di Padre Gruner all’interno della Segreteria di Stato.

Il 27 Ottobre 1989, il Segretario della Congregazione, il Cardinal (allora Arcivescovo) Agustoni, ordinò al Vescovo di Avellino di mettere in atto un complotto che ha fin da allora tormentato Padre Gruner ed il suo apostolato: in una lettera segreta (recentemente scoperta durante il contenzioso in Canada), Mons. Agustoni suggerì al Vescovo di richiamare Padre Gruner ad Avellino nel caso in cui il sacerdote non fosse riuscito a trovare un altro vescovo disposto ad accettarlo, e di sostenere che tale richiamo fosse una sua idea. Nel frattempo, la Congregazione e/o la Segreteria di Stato formarono un "canale segreto" di comunicazione ed inviarono alcuni agenti incaricati di operare dietro le quinte per impedire l’incardinazione da parte di qualsiasi vescovo che avesse manifestato l’intenzione di accettare Padre Gruner. Questo complotto ha successivamente impedito a ben tre vescovi benevoli di onorare le proprie offerte di incardinazione di Padre Gruner.

Dopo aver bloccato tutte le offerte di incardinazione, Padre Gruner sarebbe stato accusato di "non essere riuscito" a trovare un altro vescovo, e minacciato di sospensione nel caso in cui non fosse ritornato ad Avelino per vivere in esilio permanente nel territorio di questa diocesi. In pratica, Padre Gruner sarebbe stato accusato di "disobbedienza" per non essere riuscito a obbedire a un ordine al quale i suoi stessi accusatori gli avevano impedito di obbedire.

Infine, nel gennaio del 1994, il Vescovo di Avellino inviò a Padre Gruner una lettera in cui affermava che, dal momento che "non era riuscito" a trovare un altro Vescovo, doveva far ritorno ad Avellino entro 30 giorni. Questa lettera fu chiaramente scritta sotto la coercizione della Segreteria di Stato: essa fu inviata solo pochi giorno dopo un incontro faccia a faccia tra i due religiosi ad Avellino, durante il quale il Vescovo aveva detto a Padre Gruner di non avere alcun motivo di lagnanza nei suoi confronti e di non essere intenzionato a ostacolare il suo ritorno in Canada – dove viveva dal 1978 con il suo permesso. In questa occasione, il Vescovo ammise che l’incardinazione di Padre Gruner da parte di uno dei tre vescovi benevolenti che si erano dichiarati disposti ad accettarlo era stata bloccata da alcuni membri della Congregazione, che seguivano i "segnali di preoccupazione" della Segreteria di Stato.

Ciò nonostante, il 4 Novembre 1995, un altro vescovo benevolente, l’arcivescovo di Hyderabad, inviò un formale documento di incardinazione di Padre Gruner nella sua Arcidiocesi, nel cui territorio sorge un orfanotrofio sostenuto dall’apostolato del sacerdote. Nel decreto emanato in quella data, l’arcivescovo osserva giustamente che: "Le forze del male hanno cospirato per distruggere il Suo lavoro di amore ." L’arcivescovo fu quasi immediatamente sottoposto alla pressione della Segreteria di Stato, nella forma di una visita improvvisa di un Nunzio apostolico, che giunto a Hyderabad da Nuova Delhi con un volo speciale, intimidì l’Arcivescovo che si stava ancora riprendendo da un’operazione chirurgica a cuore aperto. Il risultato fu che l’Arcivescovo rinviò l’attuazione del suo decreto per un certo periodo di tempo, per non esporre la sua Arcidiocesi a eventuali rappresaglie.

Quindi, il 16 Maggio 1996, il Vescovo di Avellino (su ordine di alcuni membri della Congregazione) emanò un secondo decreto in cui si ordinava a Padre Gruner di tornare ad Avellino. In questo decreto, il Vescovo minacciava Padre Gruner di "sospensione nel caso in cui non avesse abbandonato entro 29 giorni il lavoro di tutta la sua vita, l’apostolato con i suoi 150 impiegati, l’orfanotrofio gestito dall’apostolato, la sua residenza e i suoi affari personali, per stabilire permanentemente la sua residenza ad Avellino. Il Vescovo non aveva alcuna ragione personale per emanare un tale ordine e non aveva alcun bisogno della presenza di Padre Gruner ad Avellino, dal momento che quest’ultimo non poteva svolgere nessuna missione canonica a causa della sua scarsa conoscenza dell’italiano. Inoltre, il Vescovo dal 1978 non aveva offerto nessun sostegno finanziario a Padre Gruner e non aveva dimostrato in nessun modo di volerlo sostenere in futuro, mettendolo in condizione di ottenere l’assistenza sanitaria e la pensione d’anzianità previste dalla legge. L’ordine del vescovo quindi, era motivato unicamente dalla pressione della Segreteria di Stato Vaticano, che agiva attraverso la Congregazione del Clero.

Padre Gruner si appell immediatamente contro i decreti del 1994 e 1996 per mezzo di alcuni "ricorsi amministrativi" alla Congregazione per il Clero – la quale ovviamente seguitava a portare avanti il suo complotto per bloccare l’incardinazione di Padre Gruner al di fuori Avellino – e poi alla Segnatura Apostolica, presso la quale sono ancora pendenti alcuni procedimenti. Padre Gruner ha anche sottoposto tre appelli al Santo Padre, al quale sembra che non sia stato permesso di leggerne neanche uno (la Segreteria di Stato controlla il flusso di informazioni all’interno degli appartamenti del Papa). Anche questi appelli al Papa sono ancora pendenti.

Come Padre Gruner ha puntualizzato nei suoi ricorsi ed appelli al Papa, entrambi gli ordini di far ritorno ad Avellino (del 1994 e del 1996 ) sono ovviamente nulli: essendo cittadino Canadese, Padre Gruner non può essere obbligato a risiedere permanentemente in Italia, tanto più che non dispone del regolare permesso che il Vescovo di Avellino avrebbe dovuto ottenere per lui. La legge italiana sull’immigrazione, che la Chiesa ha accettato di osservare (cfr. Canone § 22), obbliga il vescovo a fornire al Consolato Italiano le garanzie fiscali ed economiche relative al sostentamento di Padre Gruner, alla sua assistenza medica e alla sua pensione di anzianità. Senza tali garanzie, le autorità italiane non possono concedere alcun visto e, se varcasse i confini di questo paese per stabilire permanentemente la sua residenza ad Avellino, Padre Gruner sarebbe immediatamente arrestato ed espulso, a meno di non mentire, dichiarando di essersi recato in Italia solo per ragioni turistiche. Il vescovo di Avellino non ha tentato in nessun modo di soddisfare i requisiti richiesti dalla legge – ovviamente perché non è affatto interessato al ritorno di Padre Gruner.

Molti prelati e sacerdoti si schierano in difesa di Padre Gruner

Ad ogni modo, come abbiamo già osservato, nel 1995 Padre Gruner risultava correttamente incardinato ad Hyderabad. Il 10 Marzo 1999, l’Arcivescovo di Hyderabad sottraendosi alle pressioni della Segreteria di Stato, riaffermò la sua precedente incardinazione di Padre Gruner. Nel decreto emanato in quella data, l’Arcivescovo affermò:

Oggi, dopo aver effettuato le doverose verifiche, sono convinto della correttezza delle mie azioni, anche se sono stato parzialmente tratto in inganno da persone influenti. Io credo fermamente che il buon lavoro che Egli [Padre Gruner] oggi svolge nel diffondere la devozione al Cuore Immacolato di Maria non dovrebbe essere ostacolato, soprattutto attraversoeccessive pressioni, canoniche o giuridiche. Che Gesù Cristo sia Lodato!"

Né il Vescovo di Avellino, né la Segnatura hanno parlato della conferma dell’incardinazione di Padre Gruner o dell’illiceità dell’ordine di ritornare ad Avellino in violazione della legge italiana sull’immigrazione. Queste questioni (insieme a molte altre) sono affrontate nei ricorsi ancora pendenti innanzi agli organi amministrativi e al Supremo Pontefice.

L’arcivescovo di Hyderabad è stato il primo firmatario di una Lettera Aperta, datata 2 Aprile 1998, inviata al Papa per protestare contro la persecuzione, senza precedenti, condotta da alcuni agenti della Segreteria di Stato Vaticana e della Congregazione contro Padre Gruner. Questa lettera è stata firmata da altri 9 arcivescovi, da 17 vescovi, da 1900 sacerdoti e religiosi e da più di 15.000 laici.

I persecutori di Padre Gruner non si fermeranno

Malgrado l’incardinazione di Padre Gruner ad Hyderabad (dove il suo apostolato sostiene un orfanotrofio), i suoi avversari nella burocrazia del Vaticano non posero fine ai loro tentativi di ridurlo al silenzio, costringendolo a tornare ad Avellino. Il precedente prefetto della Congregazione ha dichiarato che l’incardinazione ad Hyderabad deve essere considerata tanquam non existens non esistente. Per difendere questa posizione, il precedente Prefetto ha esposto il seguente argomento vizioso: Padre Gruner deve ritornare ad Avellino perché "non è riuscito" a trovare un altro vescovo, anche se Padre Gruner è in possesso di un documento che prova la sua incardinazione da parte dell’arcivescovo di Hyderabad (per non menzionare due altre offerte scritte da parte di altri due vescovi). Così pur avendo trovato un altro vescovo disposto ad accettarlo, egli non può essere incardinato in Hyderabad perché ha ricevuto l’ordine di far ritorno ad Avellino, ma gli è stato ordinato di tornare ad Avellino perché… "non è riuscito" a trovare un altro vescovo!

Alla fine, divenne impossibile sostenere queste assurdità, soprattutto dopo che Padre Gruner riuscì a dimostrare che erano stati gli stessi membri della Congregazione e della Segreteria di Stato a impedire la sua incardinazione al di fuori della diocesi di Avellino. A questo punto, l’attuale Prefetto della Congregazione, Cardinal Castrillòn Hoyos, ha proposto una nuova teoria. Ora si sostiene che, anche se molti vescovi si dichiarassero disposti a incardinare Padre Gruner, quest’ultimo non potrebbe in nessun modo essere incardinato da un vescovo che gli permettesse di condurre il suo apostolato in Canada, perché la sua condizione in questo caso sarebbe "irregolare." In realtà, i sacerdoti impegnati in lavori di tutti i tipi al di fuori delle loro diocesi di incardinazione, inclusi gli apostolati privati, in piena conformità con la legge, usi e procedure della Chiesa, sono molte migliaia. Quindi, non vi è niente di "irregolare" nella "condizione" di Padre Gruner. Infatti, lo stesso termine di condizione irregolare sembra stia stato coniato appositamente per il caso di Padre Gruner. Questa espressione non appare in nessuna sezione del Codice di Diritto Canonico. In breve, l’offesa di essere in una condizione "irregolare" semplicemente non è configurabile. Chi accusa Padre Gruner di trovarsi in una "condizione irregolare" non è meno insensato di chi multa per "guida irregolare" un automobilista che non ha in realtà violato alcuna specifica legge del codice della strada.

Nuove accuse vengono inventate

quando le vecchie decadono

Riconoscendo che l’accusa di essere in una "condizione irregolare" era semplicemente assurda, così come l’accusa di "disobbedienza" per "non essere riuscito" a trovare un altro vescovo, il Cardinal Castrillòn Hoyos si mise al lavoro per individuare nuove accuse contro Padre Gruner.

In primo luogo, il 5 Giugno 2000, il Cardinale Castrillòn Hoyos ha inviato a Padre Gruner una lettera in cui minacciava di scomunicarlo se non avesse ritirato la causa civile, del tutto legittima, intentata contro Mons. McCormack, in seguito assunto come impiegato dal Vaticano. Questa causa, rimasta pendente nel corso degli ultimi 10 anni, è perfettamente ammissibile secondo il Codice di Diritto Canonico. Infatti, vi sono innumerevoli casi civili pendenti in tutto il mondo contro sacerdoti, vescovi e perfino cardinali per vari crimini. Mons. McCormack aveva pubblicato una "notifica" diffamatoria che lasciava falsamente intendere che Padre Gruner era un impostore che tentava di procurarsi denaro violando la legge della Chiesa, mentre questo sacerdote godeva (e gode) di un’eccellente reputazione (attestata da un certificato emesso a suo tempo dal suo vescovo) e il suo apostolato, un’organizzazione senza scopo di lucro, era ed è, secondo il diritto civile, pienamente autorizzata a richiedere donazioni. Dal momento che McCormack non ha tentato in nessun modo di risolvere il contenzioso in maniera amichevole, ritrattando le sue accuse, Padre Gruner è stato costretto a ricorrere alla causa civile per tentare di porre rimedio al grave danno che le sue false affermazioni avevano arrecato all’apostolato, inteso come società all’interno dell’ordinamento civile.

La minaccia di scomunica del Cardinale Castrillòn Hoyos è sopraggiunta in seguito al rifiuto del giudice del Tribunale civile di archiviare il caso. In questa occasione, il giudice aveva osservato che essendo stato riportato dalla stampa nordamericana, il libello di Mons McCormack era stato letto da milioni di persone, causando un grave danno alla reputazione di Padre Gruner nella società civile. Incredibilmente, quando Padre Gruner chiese al Cardinale Castrillòn Hoyos un incontro per discutere della risoluzione del caso, quest’ultimo rispose che non poteva immischiarsi nei contenziosi di diritto civile, benché avesse fatto proprio questo domandando il ritiro delle accuse su cui si basava la causa civile, minacciando di scomunicarlo.

Successivamente, verso il 6 Luglio 2000, il Cardinale Castrillòn Hoyos ordinò al Nunzio delle Filippine di inviare un comunicato ai vescovi di questo paese, in cui non solo si pubblicizzava la minaccia di scomunica, ma si accusava Padre Gruner di aver usato "documenti contraffatti della Segreteria di Stato… che implicavano l’approvazione" del suo apostolato. Questa accusa oltre a essere falsa, è ridicola. Non esiste alcun documento "falsificato", ed il Cardinale Castrillòn Hoyos non ne ha mai menzionato alcuno. Egli, da allora, ha sempre rifiutato di ritrattare le sue accuse, malgrado la loro evidente falsità.

Inoltre, il 16 febbraio 2001, il Cardinale Castrillòn Hoyos ha inviato a Padre Gruner una lettera in cui lo minacciava di adottare "provvedimenti definitivi molto dolorosi per tutti i soggetti coinvolti." Data la precedente minaccia di scomunica, la frase "provvedimenti definitivi" poteva alludere solo alla scomunica o alla sospensione. La lettera di febbraio è un tentativo di rinforzare questa minaccia attraverso tre accuse del tutto nuove – dopo sette anni di procedimenti canonici in cui queste accuse non erano mai state menzionate!

In primo luogo, Padre Gruner è accusato di "uso inappropriato di documenti" delle autorità della Chiesa. (Il Cardinale Castrillòn Hoyos ha lasciato cadere la sua precedente accusa, secondo cui Padre Gruner avrebbe usato documenti "falsificati", senza riconoscere la sua falsità). Questa accusa riguarda nient’altro che la pubblicazione, da parte dell’apostolato, di due benedizioni papali (a Padre Gruner ed al suo apostolato) in forma di pergamena, assolutamente autentiche, e una nota personale inviata a Padre Gruner dall’allora segretario personale del Papa, che si congratulava con lui per il lavoro svolto con l’apostolato, assicurandogli la benedizione del Papa. Non vi è assolutamente alcun motivo, anche dal punto di vista della legge della Chiesa, che possa giustificare l’accusa di "uso inappropriato" di documenti della Chiesa. Siamo in presenza di un'altra invenzione appositamente elaborata per il caso di Padre Gruner.

In secondo luogo, Padre Gruner è accusato di "ricorrere ai tribunali civili contro altri ecclesiastici," quando, come abbiamo già osservato, tale ricorso non solo è permesso dalla legge della Chiesa, ma oggi è piuttosto comune. Il Cardinale Castrillòn Hoyos ha rinnovato a Padre Gruner la sua richiesta di recedere dalla causa intentata contro Mons. McCormack se non voleva incorrere nella scomunica. Per quanto possa sembrare strano, il Cardinale Castrillòn Hoyos è ricorso dinanzi a un tribunale civile in un altro caso, ordinando il reintegro di un sacerdote, sospettato di pedofilia, dopo che la sua condanna era stata annullata in secondo grado, anche se il vescovo locale disponeva di altre prove che indicavano un ulteriore rischio di condotta sessuale deviata da parte di questo sacerdote. Così, il Cardinale Castrillòn Hoyos rispetta le decisioni del tribunale civile quando si tratta di assolvere un sospetto molestatore di bambini, ma rifiuta di seguirlo quando permette che una causa civile giunga in dibattimento!

In terzo luogo, Padre Gruner è stato accusato di "aver rivolto i fedeli contro le autorità legittime della Chiesa." Quest’accusa è basata solo su alcune brevi citazioni di articoli, scritti prevalentemente da altri,apparsi nella rivista Fatima Crusader (Questi articoli risalgono a 6 anni fa!) e su due delle 384 pagine dedicate da Frere Francois al Messaggio di Fatima (una piccola parte delle 1000 pagine, divise in quattro volumi, del lavoro di questo autore) pubblicate dall’apostolato sette anni fa. Si tratta di citazioni di critiche legittime (talvolta espresse in un tono molto deciso) delle politiche diplomatiche della burocrazia del Vaticano, inclusa l’Ostpolitik, e del cattivo consiglio dato al Santo Padre di evitare di menzionare il nome della Russia nell’atto di consacrazione. Investendosi di poteri e giurisdizioni che non gli competono, il Cardinale Castrillòn Hoyos ha richiesto arbitrariamente a padre Gruner la "ritrattazione" di tutti gli articoli degli scrittori dell’apostolato, a suo parere molto discutibili. Non vi è alcun motivo di considerare uno qualsiasi di questi articoli contrario alla fede o alla morale. Piuttosto, il Cardinale Castrillòn Hoyos sembra contrariato dal loro tono, così come da qualsiasi "critica" per se nei confronti della Segreteria di Stato e di altri prelati del Vaticano, a quanto pare identificati con la persona del Santo Padre.

Ma la diplomazia Vaticana è stata criticata altrettanto fermamente da molti altri ecclesiastici, inclusi il prestigioso sacerdote - giornalista Padre Peter Hebblethwaite, Padre Ulysses Floridi, S.J (ricordiamo la sua lunghissima critica dell’Ostpolitik nel libro intitolato Il Vaticano e Mosca) e, infine, il Cardinal Josef Suenens, che ha denunciato i nunzi vaticano come "spie". In tutta la chiesa Cattolica solo a Padre Gruner viene rimproverato il fatto di pubblicare legittime opinioni su quest’argomento. Perché? Ovviamente, perché il suo apostolato è particolarmente efficace nel promuovere queste opinioni. Il tentativo di imporre delle sanzioni canoniche a Padre Gruner solo perché il suo apostolato esprime punti di vista che il Cardinale Castrillòn Hoyos ritiene unilateralmente inaccettabili, non ha precedenti nella memoria vivente della chiesa. E la Congregazione per il Clero non ha alcuna autorità di censurare le pubblicazioni di un apostolato privato.

Il Cardinale Castrillòn Hoyos si lamenta inoltre delle petizioni inviate dall’apostolato al Santo Padre e delle sue "campagne" in difesa di Padre Gruner, inclusa, presumibilmente, la Lettera Aperta al Papa firmata dall’Arcivescovo di Hyderabad e da 26 dei suoi fratelli vescovi. Ma i fedeli, inviando al Santo Padre una petizione destinata a porre rimedio alle ingiustizie perpetrate all’interno della Chiesa, esercitano un diritto che è stato concesso loro da Dio Stesso, un diritto solennemente sancito dal Primo Concilio Vaticano e codificato nel Codice di Diritto Canonico del 1983 (Cfr. Can.212, 1417). Non vi è alcuna ragione, secondo il diritto della Chiesa, di punire un sacerdote solo perché i cattolici che lo sostengono hanno inviato al Santo Padre delle petizioni in suo favore.

Data la prevalenza della letteratura eterodossa promossa nella Chiesa di oggi da molti sacerdoti, suore e anche da qualche vescovo, riguardo alla quale il Vaticano non ha ritenuto di dover adottare nessun provvedimento, la minaccia di scomunicare Padre Gruner per qualche vecchio articolo apparso sul FatimaCrusader, per due pagine di un libro pubblicato sette anni fa, e per alcune petizioni al Papa, è semplicemente ridicola. Ma almeno in questo caso, il Cardinale Castrillòn Hoyos ha ammesso che il vero motivo di questa minaccia va in definitiva ricercato in ciò che l’apostolato di Padre Gruner dice sul Messaggio di Fatima e non nella preoccupazione sul luogo in cui debba essere incardinato.

In breve, queste tre nuove accuse non sono più fondate dell’accusa di "disobbedienza" per "non essere riuscito" a trovare un altro vescovo o di quella secondo cui la sua condizione sarebbe "irregolare." L’intero caso di Padre Gruner, quindi, è costituito da accuse inventate, architettate per conferire un aspetto giuridico all’illecito intento di sopprimere il diritto del suo apostolato di esprimere legittime opinioni sul Messaggio di Fatima. Mentre Padre Gruner è perseguitato senza sosta con accuse infondate e continuamente modificate, la Chiesa è gravemente afflitta da innumerevoli sacerdoti che promuovono tesi eretiche o adottano condotte immorali indicibili, senza essere costretti a rinunciare alla loro reputazione di buoni sacerdoti. Nessuno di questi prelati malfattori è mai stato minacciato di espulsione dalla Chiesa Cattolica. A quanto sembra, tra i 405.000 sacerdoti che operano in tutto il mondo, Padre Gruner è l’unico a meritare una pubblica minaccia di scomunica – benché non abbia fatto assolutamente niente contro la fede o la morale.

Il vero movente in atto: il conflitto tra Fatima e "il Nuovo Orientamento"

incredibile campagna volta a ridurre al silenzio Padre Gruner fa parte di un piano molto più vasto destinato a neutralizzare il Messaggio di Fatima, in modo che la burocrazia Vaticana possa perseverare nella sua Ostpolitik e nella sua politica di "dialogo" con i poteri del mondo, senza essere ostacolata dai movimenti pubblici che promuovono la consacrazione e la conversione della Russia. Così, il 26 Giugno 2000 (proprio nel momento in cui Padre Gruner veniva minacciato di scomunica) il Vaticano teneva la sua famosa conferenza stampa in cui fu pubblicizzata la pubblicazione del testo di una delle visioni contenute nel Terzo Segreto di Fatima. Nel corso di questa conferenza stampa, Mons. Bertone ed il Cardinale Ratzinger presentarono il loro commento congiunto sul Messaggio di Fatima. In questo commento si asserisce che il Terzo Segreto concerne esclusivamente eventi passati, culminanti nell’attentato alla vita del Papa del 1981. Ma nella visione stessa il Papa e molti membri della gerarchia sono uccisi da armi da fuoco da un esercito, mentre si inginocchiano ai piedi di una grande croce di legno, dopo aver attraversato una città pressoché devastata. Anche la stampa secolare ha deriso l’interpretazione" offerta da Bertone e da Ratzinger. In questo commento si asserisce che la Consacrazione della Russia è stata dichiarata nel 1984 – nel corso di una cerimonia in cui la Russia non è stata menzionata e a cui non hanno partecipato tutti i vescovi del mondo. Nel commento si afferma inoltre che il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, profetizzato nel Messaggio di Fatima, ebbe luogo 2.000 anni fa nel momento dell’Annunciazione, benché Nostra Signora di Fatima abbia detto: "Alla fine, il Mio cuore Immacolato trionferà, il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che sarà convertita, ed un periodo di paceverrà dato al mondo."

Nella parte del commento redatta da Ratzinger si osa persino suggerire che l’espressione "Cuore immacolato" designa ogni cuore che abbia raggiunto un’ "unità interiore" con Dio, e che quindi la devozioneal Cuore Immacolato di Maria si risolve nel conformare se stessi alla volontà di Dio. Ratzinger ha attaccato la credibilità dell’intero Messaggio di Fatima, suggerendo che il Terzo Segreto contiene immagini ed "intuizioni" che Suor Lucia potrebbe aver tratto da libri devozionali e citando come unica "fonte autorevole" per quanto riguarda il Messaggio il gesuita neomodernista Eduoard Dhanis, un critico noto per la disonestà intellettuale con cui ha parlato di Fatima, che ha persino rifiutato di esaminare gli archivi ufficiali di Fatima! Il Los Angeles Times ha dato prova di correttezza affermando che nel corso della conferenza stampa del 26 giugno, il Cardinale Ratzinger ha tentato di "demolire il culto di Fatima".

Al momento della conclusione della conferenza stampa, il Cardinale Ratzinger ha menzionato il nome di Padre Gruner, dichiarando alla stampa mondiale che questo sacerdote deve sottomettersi al "Magistero" per quanto riguarda la questione della validità della consacrazione della Russia. Il Magistero, cioè l’ufficio dell’insegnamento della chiesa che può essere esercitato solo dal Papa o in comunione con i Vescovi Cattolici, non ha mai emesso alcun pronunciamento in merito a questa questione. Al contrario, i commenti spontanei del Papa durante e dopo la cerimonia del 1984 suggeriscono chiaramente che il Santo Padre ritiene che la specifica consacrazione della Russia debba ancora essere effettuata. (Vedi L’OsservatoreRomano, 26-27 Marzo 1984) Vi è motivo di pensare che il Papa sia convinto di questo poiché (come rivela il numero del 30 Novembre 2000 di Inside the Vatican) i più stretti collaboratori del Santo Padre consigliarono a quest’ultimo di non menzionare mai il nome della Russia in nessuna cerimonia di consacrazione.

Il 7 giugno 2000, il giorno successivo a quello in cui il Messaggio di Fatima era stato spiegato in maniera così banale, il Vaticano organizzò un evento a quanto sembra appositamente concepito per dare l’impressione che l’era di Fatima, e con essa la profezia relativa alla Conversione della Russia di Nostra Signora di Fatima, fosse finita per sempre. Nella conferenza stampa organizzata per celebrare, tra l’altro, l’Ostpolitik del cardinale Casaroli, Mikhail Gorbachev prese posto, come ospite di onore, tra i Cardinali Sodano e Silvestrini. Gorbachev è l’incarnazione vivente degli errori della Russia contro i quali la Madonna di Fatima ha tentato di metterci in guardia. Gorbachev, che ha recentemente ammesso di essere ancora leninista, usa le sue fondazioni no-profit per promuovere l’eliminazione dal mondo di quattro miliardi di persone attraverso l’aborto e la contraccezione. Quando era alla guida del Partito Comunista Sovietico, egli difese pubblicamente il genocidio di un milione e mezzo di afgani perpetrato dall’Armata Rossa, inclusi innumerevoli bambini che persero la testa o gli arti a causa di bombe fatte a guisa di giocattoli (anche se presiedette più tardi al ritiro delle truppe sovietiche dall’Afghanistan, dove stavano per subire una grave sconfitta, Gorbachev ha mai ritrattato la sua precedente difesa dell’invasione)

Ma la diplomazia Vaticana non è l’unico mezzo posto in opera per perseguitare Padre Gruner: il Messaggio di Fatima, che è un appello alla conversione della Russia e del mondo intero alla religione Cattolica, destinato a salvare un gran numero di anime dall’inferno, è diametralmente opposto al nuovo orientamento "ecumenico" e pan-religioso della Chiesa, affermatosi a partire dal Concilio Vaticano II, del quale l’Ostpolitik è solo una parte. Come ha ammesso il Cardinale Ratzinger in vari libri e interviste, il nuovo orientamento post-conciliare ha determinato grandi e dannosi cambiamenti nella vita della chiesa (e soprattutto nella sua liturgia). Questi cambiamenti hanno provocato una grande confusione, così come un gran numero di defezioni tra i laici e una grave crisi delle vocazioni sacerdotali e religiose. A causa del suo risoluto orientamento Cattolico tradizionalista e della sua schietta critica dei cattivi frutti del nuovo orientamento, Padre Gruner e il suo apostolato sono intollerabili per quei membri dell’apparato Vaticano che promuovono fermamente tale nuovo orientamento, così come per i funzionari della diplomazia Vaticana.

Solo l’aderenza alla tradizione è punita severamente

Alla luce di quanto abbiamo detto, può certamente essere considerato rivelatore il fatto che, nel momento in cui gran parte della Chiesa è in uno stato di aperta ribellione contro la Fede (cosa di cui il Santo Padre stesso si è lagnato nella lettera inviata nel marzo 2001 ai Cardinali tedeschi), il Cardinale Castrillòn Hoyos abbia usato la parola "ribellione" in un provvedimento disciplinare solo in riferimento alla presunta "eccessiva" aderenza alle Tradizioni Cattoliche dei seminari della Confraternita Sacerdotale di San Pietro, accusati di non essere sufficientemente inseriti in quella che il Cardinale Castrillòn Hoyos chiama "odierna realtà ecclesiale."

Il Cardinale Castrillòn Hoyos ha aggirato l’elezione del superiore generale della Confraternita, proponendo un candidato di sua scelta, e ha ordinato la rimozione dei rettori del seminario della Confraternita – misure che egli non avrebbe mai osato adottare contro gli ordini religiosi (come, ad esempio, quello dei Gesuiti) che da decenni minano dalle fondamenta la dottrina Cattolica. Così, gli unici Cattolici puniti come "ribelli" oggi non sono quelli che si ribellano contro il Magistero e la Chiesa di tutti i tempi, ma piuttosto coloro che resistono al nuovo orientamento, attenendosi saldamente alla Tradizione Cattolica. Il nuovo orientamento, l’"odierna realtà ecclesiale" descritta dal Cardinale Castrillòn Hoyos, è l’unica cosa che il Vaticano è disposto a difendere sollecitamente e con punizioni esemplari. Lo stesso Cardinale Ratzinger ha ammesso quanto segue:

E’ inconcepibile criticare le decisioni che sono state prese sin dal tempo del Concilio; d’altra parte, se gli uomini sollevano dubbi sulle regole antiche, o persino sulle grandi verità della Fede – come, per esempio, quelle relative alla verginità corporale di Maria, alla resurrezione del corpo di Gesù, all’immortalità dell’anima, ecc. – nessuno si lamenta o se lo fa, lo fa con la più grande moderazione… Tutto questo fa sì che un gran numero di persone si chieda se la Chiesa di oggi sia realmente la stessa di ieri, o se sia stata cambiata in favore di qualcos’altro senza dirlo alla gente [discorso ai Vescovi Cileni, 1988].

La persecuzione di Padre Gruner e del suo apostolato è solo uno dei tanti esempi che dimostrano come oggi ci si trovi ad affrontare una situazione molto simile a quella condannata da San Basilio il Grande nel momento di maggiore espansione dell’eresia ariana: "solo un’offesa ora è punita con vigore – la scrupolosa osservanza delle tradizioni dei nostri padri. E’ per questo che le persone pie sono deportate dalle nazioni e trasportate nei deserti… Le persone religiose rimangono in silenzio, ma ogni bocca blasfema può parlare liberamente" Come il grande vescovo Rudolf Graber fece notare nel suo libro dedicato all’attuale crisi: "Quel che è successo 1600 anni fa (durante la diffusione dell’eresia ariana) si sta ripetendo oggi con due o tre differenze: Alessandria oggi è la Chiesa Universale, la cui stabilità è scossa, e ciò che a quel tempo venne compiuto per mezzo della forza bruta e della crudeltà, oggi è trasposto su un piano diverso. L’esilio è stato rimpiazzato dalla costrizione al silenzio o dalla caduta nell’oblio, l’uccisione è stata rimpiazzata dalla diffamazione". E’ proprio ciò che sta accadendo a Padre Gruner: egli è minacciato attraverso la riduzione al silenzio e alla diffamazione. Nel frattempo, "ogni bocca blasfema può parlare liberamente."

Non si può argomentare contro un fatto

Da San Tommaso D’Aquino abbiamo appreso la massima secondo cui contra factum non argumentum est – non si può argomentare contro un fatto. Nessuna autorità, neanche lo Stesso Dio, può dichiarare vero ciò che è manifestatamene non vero. Nessun tribunale della Chiesa, nessun prelato Vaticano può dichiarare che la Torre Eiffel è situata in Piazza San Pietro ed aspettarsi di essere creduto. Né si può legittimamente punire un Cattolico che abbia rifiutato di credere che la torre Eiffel si trovi all’interno del Vaticano.

Quindi a prescindere da quanto possa dire il Cardinale Castrillòn Hoyos o qualsiasi altro prelato, Padre Gruner non può essere sospeso, scomunicato o ridotto allo stato laicale sulla base della sua presunta "condizione irregolare" o di altre "offese" mai accertate. Né si può ordinare legalmente a Padre Gruner di violare la legge italiana sull’immigrazione, stabilendo permanentemente la sua residenza in Italia, senza aver ottenuto il necessario visto o senza disporre delle garanzie previste dalla legge relative al suo sostentamento, alla sua assistenza medica e alla sua pensione di anzianità.

Allo stesso modo, non si può ordinare ai fedeli di credere che la Russia sia stata "consacrata" al Cuore Immacolato 17 anni fa e che di conseguenza questo paese si è "convertito", quando vi sono tre milioni e mezzo di aborti ogni anno in quella nazione, quando la popolazione Russa diminuisce ad un ritmo senza precedenti, quando alla Chiesa Cattolica viene impedito di fare "proselitismo" (i.e. di insegnare la fede e operare conversioni) tra i russi e quando la società russa è in uno stato di totale disintegrazione morale, spirituale e materiale, forse anche peggiore di quello in cui versava prima della presunta "caduta del comunismo" nel 1991. Né si può chiedere ai fedeli di credere che affermando "alla fine il Mio Cuore Immacolato trionferà," la Madonna di Fatima intendesse riferirsi a 2.000 ani fa, o che il Cuore Immacolato di Maria possa essere identificato con ogni cuore che si conforma alla volontà di Dio, o che la visione in cui il Papa è colpito a morte da un esercito si riferisca a Papa Giovanni II che non fu ucciso da un assassino solitario.

Cosa è realmente in

GiocoGiungendo al dunque, la controversia di Padre Gruner non ha realmente niente a che fare con la sua inesistente "condizione irregolare," con il fatto di aver proseguito una causa civile bona fide, di aver pubblicato di documenti autentici della Chiesa, con alcune citazioni tratte da vecchie riviste e da un libro o con qualsiasi altra falsa accusa che l’apparato del Vaticano potrà architettare in futuro. Questa controversia riguarda semplicemente ed unicamente il tentativo di conferire un aspetto di legalità alla illegale soppressione delle legittime opinioni di Padre Gruner, condivise da milioni di Cattolici, sul Messaggio di Fatima e la sua stretta relazione con l’attuale crisi della Chiesa nel mondo. Solo così si può spiegare la condotta di certi prelati del Vaticano che hanno speso tanto tempo e ingenti risorse in una campagna orchestrata contro un sacerdote rimasto saldo nella sua Fede e nei suoi voti, mentre un gran numero di famigerate eresie clericali e di scandali rimangono impuniti in tutta la Chiesa.

Quindi, Padre Gruner accetterà qualsiasi falsa punizione che possa essergli inflitta, inclusa una assurda "scomunica" basata sul nulla. Se Dio permette questo, allora sia fatta la volontà di Dio. Padre Gruner non sarebbe certo il primo sacerdote nella storia millenaria della Chiesa a dover subire tali iniquità ed ingiustizie. Anche un grande santo come Attanasio, che in pratica combatté da solo contro l’eresia ariana, dovette subire l’umiliazione di essere "scomunicato" dal Concilio di Milano – un giudizio che oggi scredita quel concilio e macchia la memoria di Papa Liberio, che l’approvò. Papa Liberio, infatti, fu il primo Papa a non essere canonizzato [cfr. Annuario Pontificio, p.9], mentre Attanasio è un grande santo e dottore della Chiesa. Anche se Padre Gruner sarebbe il primo a riconoscere di non poter essere paragonato ad Attanasio, non si può non trarre profitto dall’esempio di questo Santo.

Ad ogni modo, il diritto della Chiesa è misericordioso e giusto, anche se non si può dire lo stesso dei persecutori di Padre Gruner. Secondo il diritto della Chiesa, nessuna punizione può essere comminata a chi non ha commesso nessuna offesa concreta. (Cfr. Can. 1321) Quindi, non avrebbe importanza se Padre Gruner fosse dichiarato "sospeso", "scomunicato" o ridotto allo stato laicale. E poiché tali punizioni non sarebbero giustificate da nessuna ragione, la sentenza sarebbe nulla e non avrebbe alcun effetto dinanzi a Dio ed alla Chiesa.

A prescindere dalla punizione che sarà inflitta a Padre Gruner – ma a maggior ragione proprio a causa di essa – i fedeli continueranno a credere in ciò che l’evidenza dei fatti e la loro stessa ragione gli dicono essere vero. E anche se Padre Gruner e questi fedeli fossero in errore riguardo a qualche aspetto concernente Fatima, essi hanno il diritto in coscienza di credere ciò che vogliono, a meno che non venga presentata loro correttamente una prova che dimostri il contrario, evitando di impartire comandi perentori per ottenere obbedienza in questioni che possono essere liberamente dibattute nella Chiesa. Possiamo solo sperare e pregare affinché i persecutori di Padre Gruner siano indotti dalla grazia a riconoscere il diritto di esercitare questa libertà a Padre Gruner, dal momento che esso viene riconosciuto a tanti sacerdoti che abusano vergognosamente di tale libertà.

Ma i meriti del Messaggio di Fatima in sé sono infinitamente più importanti della giusta libertà nella Chiesa. Se Padre Gruner e coloro che lo sostengono hanno ragione, allora ciò che è in gioco in questa controversia non è niente meno che la salvezza di milioni di anime e la vera pace per tutta l’umanità. Come disse Nostra Signora: "Molte anime finiscono all’inferno perché non hanno nessuno che preghi e faccia sacrifici per loro." Questo è il motivo per cui Ella apparve a Fatima 84 anni fa, per far conoscere le Sue richieste relative alla Consacrazione della Russia, al Rosario quotidiano e alle comunioni dei Primi Sabati in riparazione per i peccati dell’uomo. "Se le Mie richieste saranno esaudite, molte anime saranno salvate e ci sarà pace," promise Nostra Signora di Fatima.

Le Sue richieste sono state esaudite? Può l’attuale stato della Chiesa e del mondo e, in particolare della Russia, essere onestamente identificato con il Trionfo del Cuore Immacolato, che Nostra Signora promise come risultato della Consacrazione che Ella stessa aveva richiesto? L’Ostpolitik e l’esperimento post-conciliare che ha visto l’affermazione di un nuovo orientamento ecclesiale hanno prodotto qualche miglioramento nella condizione morale e spirituale del mondo? Essa non è forse incredibilmente peggiorata ? Non è giunto il tempo per la Chiesa di tornare a dire al mondo – assai semplicemente, come ha fatto Nostra Signora di Fatima - che molte anime si perdono nel fuoco eterno dell’inferno per mancanza di preghiere e di sacrifici per i peccatori, per mancanza di devozione verso il Cuore Immacolato, per mancanza di Fede Cattolica?

Queste sono le domande che formuliamo nella speranza che siano soppesate dai cuori dei potenti cardinali e vescovi del Vaticano prima che altri frettolosi provvedimenti siano adottati contro Padre Nicholas Gruner. Queste stesse domande dovrebbero essere prese in considerazione da tutti i fedeli, anche da quelli che sino a questo momento sono stati semplici spettatori di questa controversia. Perché quello di Padre Nicholas è sicuramente un caso sintomatico della vasta crisi spirituale che affligge tutti coloro che vivono sulla terra, uomini, donne e bambini.

Sommario completato il 17 Maggio 2001 dal "comitato per la Difesa del Sacerdozio"

Nostra Signora di Fatima, Prega per noi

PETIZIONE A SUA SANTITÀ, PAPA GIOVANNI
PAOLO II:

Santo Padre, Le inviamo con la presente una petizione, affinché Lei eserciti la Sua suprema giurisdizione sulla Chiesa per far cessare la persecuzione contro Padre Nicholas Gruner condotta da alcuni prelati del Vaticano, che si appropriano della Sua autorità "vicaria".

Santo Padre, è uno scandalo e una disgrazia che questo sacerdote fedele, che non ha fatto niente di male, debba subire le minacce infondate di scomunica e riduzione allo stato laicale di questi prelati, e altre numerosi iniziative, senza precedenti, volte a impedirgli di esercitare i suoi diritti di sacerdote, mentre ad altri membri del clero coinvolti in azioni indicibili o volte a diffondere l’eresia in ogni nazione è concesso di conservare la loro reputazione di buoni sacerdoti.

Santo Padre, è un oltraggio che fingendo di applicare la legge si tenti di ridurre al silenzio Padre Gruner che professa legittime opinioni sul Messaggio di Fatima, mentre coloro che minacciano l’integrità stessa della Fede con tutti i tipi di pubblicazioni o pronunciamenti non ricevono alcuna punizione o comunque la più piccola delle sanzioni.

Santo Padre, è un insulto al Suo stesso nobile ufficio di Vicario di Cristo il fatto che degli uomini stiano abusando del proprio potere contro questo sacerdote innocente, pretendendo di agire in tal modo in Suo nome e in quello della Sua autorità.

Santo Padre, per la salvezza della giustizia e dell’equità nella Chiesa, e per la salvezza della verità stessa, Le chiediamo di estendere la Sua Paterna protezione a Padre Gruner, e di fare in modo che a questo sacerdote e ai milioni di fedeli che condividono le sue preoccupazioni, inclusi noi stessi, venga assicurata una giusta posizione all’interno della Chiesa.

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(Firma) (Titolo / Nome) in Stampatello (Data / Luogo)

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