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L'Apostolato: Padre Nicholas Gruner: I Fatti Dietro la Controversia
Fatima Network: L'Apostolato

Questo articolo è apparso originariamente nel marzo 1996 su "The Sentinel", una rivista Cattolica che ha sede a Vancouver, Columbia britannica. E' qui riprodotto con il suo permesso.

Padre Nicholas Gruner

I Fatti Dietro la Controversia
di B. L. Drake

Oggigiorno Padre Nicholas Gruner è forse il prete più controverso della Chiesa Cattolica Romana ed è certamente uno dei più discussi. Da molto tempo la sua vita e la sua carriera sono seguite con grande interesse e attenzione sia da amici che da avversari.

Dalla sua ordinazione, avvenuta nel 1976, Padre Gruner ha dedicato il suo tempo a promuovere instancabilmente la devozione e l'interesse per il Messaggio che la Beata Vergine Maria ha consegnato a Fatima nel 1917. Nelle pagine della sua rivista "Fatima Crusader", nei programmi settimanali radiofonici e televisivi e nelle apparizioni pubbliche in tutto il mondo, ha costantemente dichiarato la suprema importanza di adempiere le solenni richieste fatte a Fatima da Nostra Signora.

Come sanno i Cattolici più seri, egli è da lungo tempo considerato "politicamente scorretto" negli alti circoli della Chiesa perché prende il Messaggio di Fatima alla lettera. Eppure questo è precisamente ciò su cui Padre Gruner ha insistito sin dall'inizio agendo nella vita e nel lavoro come un prete Cattolico.

Prima della Controversia

Data la controversia che ha circondato per così tanti anni la sua persona pubblica, è interessante osservare che, nel 1978, quando ha pubblicato il primo numero del "Fatima Crusader", Padre Gruner era lo stesso prete in abito talare che è oggi. Proprio come oggi egli diceva Messa in latino e rifiutava di somministare la Comunione nella mano. Egli, a quel tempo, trascinava grandi folle nei suoi viaggi attraverso il Canada recando con sé la Statua Pellegrina di Nostra Signora di Fatima, proclamando, proprio come oggi, la pressante necessità di evitare gli "errori della Russia" e di consacrare "quella povera nazione" al Cuore Immacolato di Maria nell'"esatta" maniera che la Vergine aveva richiesto a Fatima.

Nonostante queste attività per le quali egli sarebbe stato in seguito aspramente criticato, nel 1978 venne nondimeno concesso a Padre Gruner di avere facoltà parziali nell'Arcidiocesi di Ottawa ed è stato inoltre ben accolto nelle cattedrali di tutto il Canada, dove gli è concessa abitualmente temporanea facoltà di predicare e di ascoltare le confessioni.

Dall'aprile del 1981 gli è stata concessa dall'Arcivescovo Joseph Plourde, uno degli uomini di Chiesa più liberali del Canada, piena facoltà di predicare e ascoltare le confessioni a Ottawa. In quell'occasione un prete gli disse che egli aveva "più facoltà di quante io ne abbia mai avute e sono prete da quarant'anni".

Politicamente scorretto

Tuttavia ciò che Padre Gruner non ha praticato è stata la correttezza politica. Il Segretario di Stato del Vaticano, Cardinal Casaroli, ha dedicato la sua lunga carriera alla promozione e alla difesa dell'accordo del 1962 tra Vaticano e Unione Sovietica, che consisteva nel far cessare tutte le sue attività anticomuniste in cambio della promessa di porre fine alla persecuzione dei Cristiani al di là della Cortina di Ferro. Nonostante questo, Giovanni Paolo II, recentemente eletto, era giunto al Trono di Pietro con un proprio programma per l'Est.

Nei giorni impetuosi e sbalorditivi delle prime mosse politiche del Papa, la retorica anticomunista pro-Fatima per cui Padre Gruner divenne famoso era considerata un'anatema dai politici del Vaticano. Considerato in retrospettiva non sembra una pura coincidenza che il primo incontro di Padre Gruner con le autorità della Chiesa avvenisse nel momento in cui le sue preghiere su "gli errori della Russia" iniziavano a sviluppare un uditorio vasto e pronto a simpatizzare sia in Canada che negli Stati Uniti.

Interviene il Nunzio

Nel 1981 c'erano diecimila preti in Canada quando il Pro Nunzio a Ottawa, l'Arcivescovo Palmas, incontrò il Cardinale Oddi, responsabile della Congregazione Vaticana per il Clero. In ogni modo, scopo della sua visita era parlare di un solo prete: Padre Nicholas Gruner.

A nome del suo superiore, il Segretario di Stato, il Nunzio protestò con collera contro le attività del giovane prete e affermò (falsamente, come sarebbe stato provato in seguito) che nessun vescovo canadese lo avrebbe incardinato. Palmas insistette che Padre Gruner doveva tornare alla diocesi in Italia dove era stato incardinato e dove aveva ricevuto autorizzazione formale da parte del suo Vescovo di lavorare all'esterno. I problemi di Padre Gruner con la gerarchia della Chiesa datano da questa visita e persistono ancora oggi.

Per nove anni, mentre la strategia di Roma con la Russia veniva perseguita, Padre Gruner fu soggetto a continue vessazioni, che sconfinavano nella persecuzione, da parte di vari funzionari all'interno del Vaticano e delle diocesi locali. Molti dei suoi diritti di prete, garantiti dal Diritto Canonico, gli vennero sistematicamente negati.

Nonostante tutto questo diventasse quasi una vessazione illecita e costante da parte dei burocrati della Chiesa e della stampa liberale Cattolica, Padre Gruner continuò a costruire il suo Apostolato di Fatima attraverso discorsi, pubblicazioni e trasmissioni sul Messaggio di Fatima dovunque e ogni qual volta poteva. Non è sorprendente che quanto più il clero e i laici rispondevano alle sue parole, fornendo un sostegno sempre crescente sia in forma di volontariato che di aiuto finanziario, tanto più si intensificavano le pressioni da parte della burocrazia della Chiesa.

I Problemi Giungono a una Crisi

Nel 1989 problemi raggiunsero il culmine. Le sedicenti lettere che giungevano dall'ultima veggente di Fatima, Suor Lucia, sostenevano che la richiesta della Beata Vergine della Consacrazione collettiva della Russia al Suo Cuore Immacolato era stata esaudita. Questo argomento è stato a lungo il punto focale della crociata di Padre Gruner. La sua inflessibile convinzione che la Consacrazione non fosse avvenuta in accordo alle richieste specifiche di Nostra Signora di Fatima è stato per anni il tema dominante del suo Apostolato.

Confidando sulla sua conoscenza enciclopedica degli scritti di Suor Lucia e sulla perizia dei maggiori esperti del mondo su Fatima, Gruner riuscì a dimostrare in modo definitivo che le lettere erano false, parte essenziale di una più profonda cospirazione per costringere al silenzio l'ultima testimone rimasta delle apparizioni della Vergine a Fatima.

Nel novembre 1989, poco dopo aver pubblicato la sua denuncia sulle lettere contraffatte, Padre Gruner ricevette una energica comunicazione da Gerardo Piero, il vescovo di Avellino, la diocesi a cui egli ancora apparteneva ufficialmente. In questa lettera, nella quale Monsignor Piero ammetteva di scrivere sotto la pressione dell'ufficio del Segretario di Stato, veniva detto a Padre Gruner che si sarebbe provveduto alla sua incardinazione presso una diocesi locale canadese, ma solamente se egli si fosse impegnato a interrompere definitivamente il suo Apostolato e a cessare il lavoro a favore della divulgazione del Messaggio di Fatima. Se egli avesse rifiutato, osservava tristemente Piero, sarebbe stato costretto a tornare immediatamente ad Avellino.

All'inizio del nuovo anno, Padre Gruner giunse in Italia con un suo amico, Padre Paul Kramer, la cui conoscenza del Diritto Canonico e delle tradizioni della Chiesa è leggendaria, procededendo poi verso Avellino dove essi incontrarono Monsignor Piero il 25 gennaio 1990. Durante questo faccia a faccia, il Vescovo ammise con Padre Gruner che "se io la sospendessi sarebbe una colpa mortale, ma se Il Vaticano mi ordinerà di farlo, lo dovrò fare". Dopo una cena che aveva cucinato con le sue mani, il Vescovo - di fronte a due testimoni - riconfermò formalmente a Padre Gruner il permesso di lavorare all'esterno della diocesi di Avellino mentre egli cercava un nuovo vescovo. Quattro mesi dopo, in una lettera a Padre Gruner, egli rinnovò il suo permesso e lo incoraggiò a trovare un vescovo per essere incardinato in un'altra Diocesi.

Gli attacchi Continuano

Nonostante avesse ottenuto questa importante riconferma della sua buona reputazione come prete, non passò molto tempo che Padre Gruner fu oggetto di nuovi attacchi. Nel giugno 1990, Monsignor McCormack, cancelliere dell'Arcidiocesi di Toronto spedì un memorandum "di suggerimento" a ogni parrocchia dell'Arcidiocesi, tentando di mettere contro Padre Gruner e il suo Apostolato di Fatima sia preti che laici.

Secondo McCormack, la condizione di Padre Gruner era "irregolare", in altre parole, egli non era un prete con una buona reputazione e quindi il suo lavoro Apostolico non era degno di aiuto. La stampa cattolica locale raccolse immediatamente il memorandum di McCormack e diversi articoli giunsero a insinuare che Gruner fosse un vagus, un termine elegante per designare un prete rinnegato senza un vescovo.

Dopo che ripetuti tentativi di discutere il problema con l'ufficio della cancelleria vennero respinti seccamente, Padre Gruner sentì che per chiarire la sua reputazione non vi era altro modo che iniziare una causa per diffamazione presso i tribunali canadesi. A tutt'oggi il caso è ancora pendente.

E' interessante notare che, solo un mese dopo questi eventi, il Vescovo Piero di Avellino scrisse ancora a Padre Gruner, confermando la sua volontà che Gruner trovasse un nuovo vescovo e un'altra Diocesi per l'incardinazione. Con il suo permesso rinnovato ancora una volta, Padre Gruner ha continuato il suo lavoro e i suoi sforzi di trovare un nuovo Vescovo.

Confronto Violento

Nell'autunno del 1992, Padre Gruner organizzò una delle più grandi conferenze private mai tenute per i vescovi cattolici. L'evento, che si svolse a Fatima, divenne presto degno di nota non soltanto per aver riunito quasi cento vescovi da tutto il mondo per discutere il Messaggio di Fatima: dal giorno che Padre Gruner arrivò a Fatima, i burocrati della Chiesa, sia a livello locale che a Roma, fecero un'opposizione chiara e violenta all'assemblea. Sul giornale del Vaticano venne pubblicato un annuncio falso che dichiarava che la Conferenza non era "autorizzata" (nonostante il fatto che il Diritto Canonico non richiede alcuna autorizzazione). Sia il Vescovo locale che il direttore del Santuario di Fatima deplorarono pubblicamente l'evento e criticarono Padre Gruner in modo diretto.

Cercando di chiarire le obiezioni delle autorità locali, Padre Gruner fece in modo di far incontrare quattro dei suoi ospiti (tutti Arcivescovi) con il Vescovo di Fatima. Il loro incontro determinò una momentanea diminuzione dell'attrito, giungendo, inoltre, a un accordo che collegava la Conferenza dei Vescovi a un evento ufficiale minore che si svolgeva contemporaneamente. La "pace" era comunque destinata ad avere vita breve.

Monsignor Guerra, allora Rettore del Santuario di Fatima, non aveva fatto mistero della sua profonda avversione per Padre Gruner e della sua inflessibile opposizione alla Conferenza che egli aveva organizzato. La sera del 10 ottobre, mentre al ritorno dalla Messa accompagnava un anziano cardinale indiano, Padre Gruner venne violentemente aggredito da due giovani nella sacrestia del Santuario di Nostra Signora di Fatima. L'attacco si svolse sotto gli occhi di diverse persone, tra cui un vescovo. Padre Gruner venne maltrattato al punto da dover richiedere assistenza medica per i numerosi lividi e contusioni riportati nell'aggressione. Nella confusione i due uomini scomparvero rapidamente, ma più tardi vennero definitivamente identificati come impiegati laici del Santuario. Uno degli uomini ammise effettivamente di aver aggredito Padre Gruner su disposizione di Monsignor Guerra!

L'aggressione fisica a un prete Cattolico Romano nel Santuario dedicato alla Regina della Pace ricevette un'attenzione considerevole da parte della stampa portoghese. Nonostante le ferite documentate di Padre Gruner, Monsignor Guerra limitò i suoi commenti all'ipotesi che l'aggressione fosse stata messa in scena nel tentativo di "farsi pubblicità".

Pochi giorni dopo, Cardinal Padiyara, il prelato indiano che Padre Gruner stava assistendo al momento dell'aggressione, prese Gruner in disparte consigliandogli di "fare attenzione", perché, finché fosse rimasto a Fatima, la sua vita sarebbe stata in pericolo. Come risultato di questo avvertimento, Padre Gruner non è tornato a Fatima dal 1992.

Un Nuovo Vescovo

Il 1993 iniziò con l'insediamento di Antonio Forte come nuovo Vescovo di Avellino, il terzo dall'ordinazione di Padre Gruner nel 1976. Nel luglio dello stesso anno Padre Gruner ricevette da un Vescovo benevolente il messaggio che sarebbe stato lieto di incardinarlo se egli avesse ottenuto il necessario ordine di escardinazione dal nuovo Vescovo di Avellino. Questa nuova offerta di incardinazione era un diretto risultato dell'incontro di Padre Gruner con questo Vescovo alla Conferenza dei Vescovi di Fatima. Padre Gruner scrisse immediatamente al Vescovo Forte chiedendo di essere escardinato. Benché egli fosse stato spinto per più di 17 anni a trovarsi un nuovo vescovo fuori da Avellino, Padre Gruner aspettò invano una risposta per più di tre mesi.

Per tutto l'autunno del 1993, Padre Gruner tentò di comunicare con il Vescovo Forte. In ottobre, infine, egli lo scovò a una Conferenza dei Vescovi presso Colavalenza, in Italia. Egli inviò rapidamente un collega, Padre Paul Trinchard, che era in pellegrinaggio in quel paese, facendolo accompagnare da un traduttore italiano. Il risultato del loro incontro, svoltosi ai primi di novembre, fu una lettera del Vescovo Forte nella quale egli si dispensava dal prendere una decisione. Nella lettera, egli rivelava di non avere nulla di personale contro Padre Gruner, ma sosteneva che questo suo indugio fosse dovuto interamente a un ordine espresso dell'Arcivescovo Sepe in Vaticano.

Sepe aveva lavorato per molti anni vicino al Cardinal Casaroli presso il Segretariato di Stato e, nel 1992, aveva un incarico de facto nella Congregazione per il Clero. Tale intervento da parte di Sepe era chiaramente ultra vires - esulava dalla sua giurisdizione; evidentemente il Vescovo Forte non osava affrontarlo.

Ordini dai Superiori

Padre Gruner stesso incontrò infine faccia a faccia il Vescovo Forte ad Avellino il 13 gennaio 1994 . Ancora una volta, egli era accompagnato da Padre Paul Kramer, al quale chiese di fare da testimone. In quell'occasione, il vescovo disse loro in modo categorico di non avere nulla contro Padre Gruner, ma che aveva le mani legate dagli ordini dei superiori della Congregazione per il Clero.

Padre Kramer osserva che il Vescovo Forte ammise spontaneamente che Padre Gruner era un prete con una buona reputazione. A conclusione del loro incontro, il Vescovo Forte disse a Padre Gruner di tornare in Canada promettendo che gli avrebbe scritto.

Al suo ritorno in Canada Padre Gruner fu sorpreso, scosso e, con le sue parole, "scandalizzato" quando due settimane più tardi giunse una lettera dal Vescovo Forte che gli ordinava di rinunziare al suo Apostolato e di fare ritorno ad Avellino, oppure affrontare la sospensione dalle sue funzioni di prete.

Padre Gruner scrisse in forma privata a un amico: "Secondo il Diritto Canonico, non si può avere una sospensione senza discutere il caso in tribunale; non si può avere una sospensione senza un'udienza; non si può avere una sospensione senza che venga commesso un crimine; non si può avere una sospensione senza che tutte queste cose accadano, eppure questo è esattamente ciò che stanno cercando di fare a me! Non una sola di queste cose è accaduta....."

Ricevuta la lettera del Vescovo Forte, Padre Gruner la mostrò a Padre Kramer. Apparve evidente che la lettera del nuovo Vescovo conteneva molti errori grossolani sulla legge e sui fatti, ed esigeva una replica nel giro di pochi giorni. Per non commettere errori su un fatto così importante, entrambi studiarono a fondo il problema; Padre Kramer studiò in modo particolare i passaggi pertinenti del Diritto Canonico e si consigliò con alcuni tra i migliori canonisti del mondo.

Nonostante il suo tempo fosse rigidamente vincolato dal lavoro per il suo Apostolato, Padre Gruner rispose con una lettera di diciassette pagine attentamente ragionata. "Sarebbe stato impossibile senza l'aiuto di Padre Kramer e anche così siamo stati in grado di rispettare la scadenza appena in tempo", disse Padre Gruner. Egli avrebbe aspettato per due anni la risposta del Vescovo Forte alle argomentazioni sollevate in questa lunga lettera. Quando il vescovo non diede risposta entro 30 giorni dal ricevimento della lettera di Padre Gruner, egli fu costretto dal Diritto Canonico ad appellarsi immediatamente all'autorità del Vescovo, pena il rischio di perdere qualsiasi diritto di appello. Il risultato di questo appello Canonico fu, per legge, la revoca immediata dell'ordine del Vescovo di Avellino a Padre Gruner finché una decisione non fosse giunta ufficialmente dal tribunale Vaticano, dando perciò a Padre Gruner la libertà di continuare il suo lavoro come prima.

Una Lettera Aperta

Nonostante queste minacce e le continue vessazioni da parte dei burocrati del Vaticano, Padre Gruner perseverò nel tentativo di riunire i vescovi di tutto il mondo per discutere il Messaggio di Fatima. Nella primavera del 1994, egli cominciò a organizzare una seconda Conferenza dei Vescovi, questa volta a Città del Messico, presso il Santuario di Nostra Signora di Guadalupe.

Sei settimane prima che l'assemblea si riunisse, i nunzi papali inviarono delle lettere ai Vescovi di tutto il mondo nelle quali essi venivano ammoniti di non partecipare alla Conferenza perché non era stata "approvata" ed era soltanto un'"iniziativa privata" di Padre Gruner. Ancora una volta queste lettere trascuravano opportunamente di menzionare il fatto che abitualmente i vescovi non richiedono né ricevono l'approvazione del Vaticano per partecipare a conferenze private di questo genere.

E' anche necessario sottolineare che le "iniziative private" come quella di Padre Gruner sono perfettamente accettabili e legali per qualsiasi prete. Poiché il ricorso contro il suo vescovo era ancora sub iudice (pendente), Padre Gruner non era sottoposto ad alcuna restrizione che gli impedisse di scrivere e invitare i vescovi a tale conferenza.

Quando infine la Conferenza si riunì a metà novembre del 1994, il numero dei Vescovi partecipanti era di gran lunga inferiore rispetto a quello delle adesioni giunte prima delle lettere dei nunzi. In un discorso all'assemblea drammatico e adirato, l'Arcivescovo Emmanuel Milingo, delegato speciale presso un'importante commissione Pontificia in Vaticano, chiarì che la scarsa partecipazione era il diretto risultato di una campagna diffamatoria orchestrata dal Segretariato di Stato. Brandendo una copia della lettera dei nunzi, egli disse che era "un abuso di autorità, un insulto e un'umiliazione a tutti i vescovi che l'hanno ricevuta".

Alla fine della Conferenza, Padre Gruner decise di portare il suo caso direttamente a Papa Giovanni Paolo II. Sulla scorta dell'esperienza passata egli sapeva che scrivere al Santo Padre su una base personale non poteva garantire che il Pontefice avrebbe effettivamente letto la sua lettera. Nel corso di sei mesi, lavorando con gli altri organizzatori della Conferenza, egli raccolse i fondi necessari per pubblicare una "Lettera Aperta al Santo Padre" su uno dei massimi quotidiani italiani, "Il Messaggero", il 12 luglio 1995. La lettera descriveva meticolosamente la lunga storia di interferenze e vessazioni che circondava le due Conferenze dei Vescovi organizzate dall'Apostolato di Padre Gruner. Essa annunciava inoltre che una terza Conferenza dei Vescovi sarebbe stata indetta nel 1996, e questa volta a Roma! La pubblicazione della "Lettera Aperta" venne accolta con grande interesse dai media italiani; vennero scritti molti articoli su di essa e le venne dedicato un programma speciale sulle reti televisive nazionali.

La Risposta di Roma

In modo non inconsueto, benché adirato, i burocrati del Vaticano rifiutarono di fare un commento pubblico sulla "Lettera Aperta". Fonti affidabili all'interno del Vaticano confermarono che la pubblicazione aveva creato grande costernazione negli uffici della burocrazia, al punto che un membro del personale, infuriato, chiamò "Il Messaggero" chiedendo come avevano potuto stampare tale resoconto.

Il fatto che la risposta della burocrazia della Chiesa fosse risoluta ed enfatica non fu sorprendente né per Padre Gruner né per nessun'altro. All'inizio del 1996, quando il mondo assisté alla rinascita del comunismo in Russia, una nuova lettera proveniente dalla Congregazione ancora una volta esortava i Vescovi a rifiutare l'invito di Padre Gruner a partecipare alla sua conferenza a Roma in quanto "non autorizzata". La lettera ripeteva anche la vecchia e più volte smentita accusa che la reputazione di Padre Gruner come prete era sospetta.

Nelle parole di un esperto vaticanista, questa nuova lettera era parte della "stessa vecchia solfa ripetuta talmente spesso che la gente finirà per crederci".

Una Nuova Offerta di Incardinazione

Quasi contemporaneamente all'invio di questa nuova lettera da parte della Congregazione per il Clero, giunse la notizia che anche un altro vescovo si era offerto di incardinare Padre Gruner, mettendo così a tacere quasi due decenni di controversie riguardanti il suo status di prete.

Con la rinascita del comunismo in Russia, la possibilità di Zyuganov di essere eletto presidente il giugno successivo e la minaccia di annientamento nucleare contro gli Stati Uniti espressa in modo esplicito in una pubblicazione ufficiale del governo russo del novembre 1995, desta meraviglia il fatto che oggi molte persone stiano iniziando a condividere l'importanza di continuare il lavoro di Padre Gruner?

Conosce il modo in cui questa nuova incardinazione verrà gestita dai burocrati di Roma, l'evidenza mostra chiaramente che Padre Gruner è stato vittima di una lunga e ingiusta campagna di vessazioni da parte di coloro che nella Chiesa si oppongono al suo lavoro a favore del Messaggio di Fatima. Tutte le prove documentate e la testimonianza di innumerevoli testimoni dimostra definitivamente che la "controversia" riguardante Padre Gruner non ha nulla a che fare con il suo status di prete e riguarda esclusivamente la sua risoluta e incrollabile determinazione a promuovere un messaggio che disturba e sconcerta molte persone all'interno della burocrazia vaticana.

Sinora la burocrazia vaticana ha rifiutato ostinatamente di discutere il fine che si cela dietro gli attacchi a Padre Gruner. Non vi è dubbio che ciò che egli dice e fa a sostegno del Messaggio di Fatima è perfettamente ammesso e addirittura incoraggiato dalle leggi e dall'insegnamento della Chiesa Cattolica Romana. I burocrati sanno sicuramente che qualsiasi opposizione alle sue attività a favore di Nostra Signora di Fatima quasi certamente verrebbe meno se fosse discussa presso qualunque tribunale leale e corretto.

Negli ultimi venti anni, migliaia di preti hanno abbandonato il sacerdozio. Perché Padre Gruner continua coraggiosamente il suo lavoro a viso aperto di fronte a una opposizione quasi senza precedenti all'interno della sua stessa Chiesa? In risposta Padre Gruner dice: "Io credo che Nostra Signora abbia inteso affermare in modo assoluto e letterale quanto segue 'Se le Mie richieste verranno esaudite, molte anime saranno salve e vi sarà la pace. Se le Mie richieste non verranno esaudite, la Russia scatenerà guerre e persecuzioni contro la Chiesa, i buoni verranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, varie nazioni saranno annientate'. Io penso che non vi sia altra scelta se non continuare a favorire l'intero Messaggio di Nostra Signora con tutta la nostra forza. Cos'altro potremmo fare?"

B. L. Drake è uno scrittore free lance che vive ad Atlanta, Georgia, e contribuisce frequentemente alle pubblicazioni Cattoliche. Lo scrittore desidera esprimere con gratitudine la sua riconoscenza per il contributo di Francis Alban, che ha fornito gran parte del materiale per questo articolo. Il sig. Alban ha recentemente completato una biografia di Padre Nicholas Gruner la cui pubblicazione è prevista per l'inverno del 1997.
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