Le lacrime di Giacinta
(Questo articolo è basato sulla trascrizione di un discorso tenuto da Padre Gruner alla Catholic Family News Conference.)
Di Padre Nicholas Gruner, S.T.L., S.T.D. (Cand.)
Osservazioni preliminari
L'avventura
di Fatima non è finita, ma l'avventura terrena di Giacinta lo è.
In un certo senso, non vedremo la fine dell'avventura di Fatima nella storia
del mondo, fino a quando vi sarà un numero sufficiente di persone
disposte a prendervi parte. Ma possiamo almeno vedere l'inizio e il termine di
questa avventura nelle nostre esistenze, come dimostra la vita di Giacinta.
Possiamo affermare, senza ombra di dubbio, che Giacinta ha portato a termine la
sua missione terrena.
Ci
domandiamo a volte che fine avranno, nel contesto più ampio, le profezie
della Madonna di Fatima, la parte del Terzo Segreto che riguarda l'attuale
apostasia nella Chiesa, e la seconda parte del Segreto, sulla distruzione della
Cristianità. Ma questo non deve farci perdere di vista il fatto che la
storia di Fatima ha un impatto più immediato sulla vita di ciascuno di
noi: sto parlando ovviamente di quello che riguarda la salvezza delle nostre
anime.
Giacinta
ebbe molto a cuore la salvezza delle anime e certamente anche tutti noi
dovremmo fare altrettanto. Ma vi è un aspetto della sua esistenza che
non è stato sufficientemente sottolineato, il suo grande amore e la
sua devozione per la Beata Vergine e le esperienze che ella visse, in
particolare durante le prime quattro apparizioni della Madonna.
Né
si sente parlare molto delle tre apparizioni di un angelo nel 1916, che
precedettero la visita della Madonna. Le apparizioni si verificarono in
primavera, in estate e in autunno. Non conosciamo le date esatte perché,
come specifica Lucia nelle sue Memorie, Non sapevamo come contare i
giorni. Ma sapeva riconoscere le stagioni e ci dice che la prima
apparizione dell'Angelo avvenne nella primavera del 1916.
Quando
l'Angelo le apparve, Giacinta aveva sei anni, suo fratello Francesco sette e
Lucia, loro cugina, nove. Dei tre, Giacinta era la più sensibile. Uno
studioso dei caratteri direbbe che era dotata di un temperamento sanguigno. Era
piena di vita e di vivacità, ma a volte poteva mostrarsi un pochino
vanitosa e capricciosa.
L'autenticità di Fatima
confermata da Dio
Uno dei
maggiori segni dell'autenticità di Fatima fu il grande Miracolo del
sole. Un altro grande segno è stata la realizzazione delle profezie
emesse dalla Madonna di Fatima nel 1917. Ma bisogna annoverare tra questi segni
anche la santità delle vite di Giacinta e di Francesco, e in particolare
della prima.
Lucia,
descrivendo la apparizione del 1916, racconta che l'Angelo apparve al di sopra
degli alberi e diede loro degli ordini, non tanto con le parole, ma con la sua
stessa presenza. Lucia non parlò mai in pubblico di questa esperienza
prima del 1935, quando scrisse la sua prima Memoria. Né lei, né
Giacinta, né Francesco, rivelarono quanto era accaduto ai loro genitori.
Non ne parlarono neppure tra loro, a differenza delle discussioni che ebbero
quando dovettero decidere se riferire ad altri le apparizioni della Madonna.
Lucia
aveva imparato come fosse più prudente rimanere in silenzio dopo
l'esperienza vissuta nel 1915, quando lei e tre altre sue compagne avevano
visto un angelo. Quando ne parlarono, furono presi in giro da tutti e i
familiari di Lucia rifiutarono di credere al suo racconto, che attribuirono a
un eccesso di fantasia infantile.
Quando
apparve nel 1916, l'Angelo consegnò ai fanciulli due preghiere, una in
primavera e la seconda in autunno. Entrambe le preghiere si riferivano alla
forma di peccato prevalente nel XX secolo: i peccati direttamente contro Dio.
I peccati
contro Dio nella Sua Divinità sono la mancanza di fede, la mancanza di
adorazione, la mancanza di speranza e la mancanza di amore verso Dio. L'Angelo
insegnò ai fanciulli una preghiera molto semplice per compiere atti di
fede, di speranza, di carità e di adorazione, e allo stesso tempo per
chiedere a Dio il perdono di quanti questi atti non facevano.
Nella
primavera del 1916, dunque, l'Angelo si prostrò fino a toccare il
terreno con la fronte e comandò ai fanciulli di imitarlo. Quindi
ripeté per tre volte la seguente preghiera:
Mio
Dio, io credo, adoro, spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per quelli che non
credono, non adorano, non sperano e non Vi amano.
I
fanciulli rimasero in questa posizione di totale prostrazione e di profonda
adorazione dalla mattina presto fino alla sera, recitando questa preghiera per
molte ore di seguito. Quando finalmente sollevarono la fronte da terra si era
ormai fatto buio. Continuarono a recitare questa preghiera tutti i giorni, da
quella mattina di primavera fino a un certo punto dell'estate, ma col tempo il
fervore e la frequenza con cui pregavano andarono via via scemando.
San
Bernardo ha detto che condurre la vita spirituale è come risalire un
fiume remando controcorrente. Se smettete di remare, la corrente vi riporta
indietro, lontano dalla meta.
Pregate di più e
giocate di meno
Dobbiamo
dunque stare in guardia contro il peccato capitale dell'accidia. La maggior
parte delle persone identifica l'accidia con la semplice pigrizia, ma non si
tratta esattamente della stessa cosa. L'accidia è, più
specificatamente, la pigrizia in materia spirituale. Gli scrittori di cose
spirituali dicono che il peccato che impedisce maggiormente alle anime pie di
avanzare lungo la via della salvezza è proprio l'accidia, ovvero il
fatto di trascurare i propri doveri spirituali e la mancanza di fervore e di
concentrazione nelle preghiere e nelle altri pratiche spirituali.

Questa
legge della vita spirituale fu sperimentata anche dai tre fanciulli, che, nel
corso dell'estate, smisero del tutto di recitare la preghiera dell'Angelo.
E
così quando l'Angelo tornò a visitarli, a mezzogiorno di una
calda giornata estiva, li trovò che giocavano all'ombra vicino alla
fonte, invece di pregare.
Secondo i
nostri standard, potremmo domandarci cosa ci fosse di male. In fondo, erano
solo dei bambini. Ma l'Angelo li rimproverò e chiese loro:
Perché state giocando? Dovete pregare di
più.
Disse
loro di offrire sacrifici all'Altissimo e che i Sacri Cuori di Gesù e di
Maria erano in attesa di ascoltare le loro preghiere.
Fermatevi
un momento e immaginate di essere ansiosamente in attesa di una telefonata
importantissima, che però non arriva. Capirete allora cosa stava
cercando di farci capire l'Angelo, dicendo: i Sacri Cuori di Gesù e di
Maria sono in attesa delle vostre preghiere. Sono disposti ad ascoltare la voce
delle vostre suppliche. Sono in ascolto, ma voi non parlate Loro. L'Angelo
spiegò ai fanciulli che Gesù e Maria non avevano più
ricevuto le loro preghiere, e Le stavano ancora aspettando.
Gesù e Maria vi stanno
aspettando
Tendiamo
a immaginare Dio come un Essere puramente celeste e sufficiente a Sé
stesso e quindi a pensare che, Indifferente, non possa in alcun modo
sentire la mancanza delle nostre preghiere. Ma per Nostro Signore e
per Nostra Signora, non è affatto indifferente se Li preghiamo o non Li
preghiamo. I Sacri Cuori di Gesù e di Maria sono in attesa delle nostre
preghiere. A Fatima, sia la Beata Vergine, sia l'Angelo ci hanno chiesto di
consolare il Nostro Dio e Signore con le nostre ferventi preghiere.
L'Angelo
vuole farci capire che le nostre preghiere sono importanti e che per i Sacri
Cuori di Gesù e di Maria contano molto il modo e la frequenza con cui Li
pregate. Le vostre preghiere non sono poca cosa, ma hanno molto più
valore dei voti che assegnate ai vostri governi al momento delle elezioni. Le
vostre preghiere possono influire sul governo dell'universo molto più di
quanto possano fare i vostri voti.
I Sacri Cuori di Gesù e di Maria vi ascoltano e ciò che chiederete Loro, vi sarà dato. Se non chiedete nulla, non otterrete nulla. La grazia
più importante che Gesù e Maria desiderano sentirsi chiedere
è la conversione dei peccatori. Ma, a parte questo, Essi desiderano che
parliate Loro come fareste con il vostro migliore amico.
Dio apprezza la nostra
amicizia
Naturalmente, vi
è un'infinita differenza tra Dio, il Creatore, e ognuno di noi, semplici
creature. San Tommaso ha detto che l'elemento che distingue la Religione
Cattolica dalle altre religioni, che sono tutte false, è
l'intimità della comunione che Dio vuole che stabiliamo con Lui. Egli
vuole che questa intimità si stabilisca non solo in occasione della
Santa Comunione, ma sempre, e il più a lungo possibile.
Egli
vuole che conversiamo con Lui e siamo vicini a Lui, non solo in Cielo ma anche
in terra, come possono essere vicini un marito e una moglie. Nella Sacra
Scrittura troviamo l'immagine di una coppia di sposi come simbolo
dell'intimità e dell'amicizia. Nella Sacra Scrittura, Dio si serve di
questa immagine per comunicare a tutte le anime il Suo desiderio di stabilire
tra noi e Lui un'amicizia ancora più profonda di quella esistente tra
marito e moglie. Ogni anima, che appartenga a una vergine consacrata o quale
che sia la sua vocazione, è chiamata a questa intima unione con Nostro
Signore.
Così l'Angelo ha
rammentato ai fanciulli, e attraverso di essi a ciascuno di noi, che i Sacri
Cuori di Gesù e di Maria sono attenti alle voci di coloro che li
supplicano.
Durante
la seconda apparizione dell'Angelo, Lucia, rivolgendosi per la prima volta a
quell'essere celeste, gli chiese: In che modo dobbiamo offrire sacrifici
all'Altissimo? L'Angelo le diede una risposta molto semplice, ma molto
profonda: Fate sì che ogni vostra azione sia un sacrificio.
Dal mattino alla sera, e perfino mentre dormite, tutto ciò che fate
può essere offerto a Dio. Ogni vostra esperienza, sia gioiosa sia
dolorosa, acquisterà un nuovo valore se l'offrirete a Dio.
Fatima ci
rammenta così di fare a Dio la nostra offerta mattutina e di rinnovarla
lungo tutto l'arco della giornata. Fate atto di consacrazione di voi stessi
alla Madonna. Fate sì che ogni vostra azione sia un sacrificio e,
soprattutto, sappiate accettare le sofferenze che Dio vi ha mandato.
Dio ci
chiede soprattutto di offrire questi sacrifici per la conversione dei
peccatori.
Questo
tema attraversa tutto il messaggio di Fatima e fu compreso meglio di tutti da
Giacinta, benché fosse più giovane degli altri fanciulli. Ed essi
a loro volta lo compresero forse meglio di chiunque di noi.
Giacinta
comprese l'importanza e la grande utilità dei sacrifici per la
conversione dei peccatori. Un'anima è infinitamente preziosa non in
sé stessa, ma perché Cristo, Che è Infinitamente Prezioso,
ha versato il Suo Sangue per la sua salvezza.
Ella
comprese dunque il valore della sofferenza, delle preghiere e dei sacrifici
offerti per la conversione dei peccatori. Questo è un tema che è
presente nella sua vita sin dal tempo delle prime apparizioni e che fu ripreso
e approfondito dopo l'apparizione della Madonna.
Dio affida le anime alle
vostre cure
E' bene
che ciascuno di noi rifletta sul fatto che Dio ha affidato la cura di certe
anime a ciascuno di noi personalmente. Anche se non sapete a chi appartengono
su questa terra, esistono delle anime affidate alle vostre cure che finiranno
all'inferno se non offrirete sufficienti preghiere e sacrifici per la loro
salvezza. Potrebbe trattarsi di uno dei vostri genitori, o del vostro vicino di
casa, o di qualcuno che non conoscete affatto.
Papa Pio
XII ne parla nella sua Enciclica Il Corpo Mistico di Cristo,
pubblicata nel 1943, dove si legge che, nonostante sia un grande mistero,
è certamente vero che il numero delle anime salvate dipende dalla
capacità dei Cattolici di cooperare con la Grazia divina.
La
Madonna lo spiegò ai fanciulli così: Molte anime finiscono
all'inferno perché non c'è nessuno che preghi per loro e compia
sacrifici per loro. Queste sono le precise parole pronunciate dalla
Madonna, che affrontò questo argomento soprattutto in occasione della
Sua visita del 19 agosto, dopo che i fanciulli furono rilasciati dalla
prigione. Fu dopo quel giorno che i fanciulli cominciarono a portare
volontariamente sotto gli abiti giorno e notte una ruvida fune che avevano
trovato e tagliato in tre pezzi, come sacrificio per la conversione dei
peccatori.
Quando
Giacinta si legò per la prima volta la fune intorno al petto, pianse.
Lucia le disse: Se ti fa tanto male non dovresti
portarla. Ma Giacinta replicò: No, voglio farlo, voglio
offrire questo sacrificio per la conversione dei peccatori.
E lo
fece. In effetti, i tre fanciulli indossavano questa fune anche la notte, cosa
che doveva disturbare non poco il loro riposo.
In questo
modo, il fervore che era andato affievolendosi tra la primavera e l'estate del
1916, era tornato così intenso nel settembre del 1917, che la Madonna
dovette dire ai fanciulli: Dio è molto compiaciuto dei vostri
sacrifici ma vi chiede di non indossare la fune durante la notte, perché
è troppo arduo per voi.
Questo
fatto ci rammenta che la santità si conquista per gradi, e non tutta in
una volta. Dobbiamo fare attenzione a non confondere le leggi di Dio con quelle
del mondo attuale, che vuole avere tutto oggi, se non ieri. Siamo noi, al
contrario, a doverci conformare alle leggi di Dio, anche quando siamo alla
ricerca del Sommo Bene. Così i fanciulli si avvicinarono alla
santità, ma non si fermarono qui, come vedremo.
I bambini
fanno giochi da bambini e gli adulti giochi da adulti. San Tommaso dice che
anche il riposo fa parte delle virtù cristiane. La virtù della
moderazione impone una certa dose di ricreazione, per impedire al nostro
spirito di spezzarsi, per così dire.
Ricreazione nella moderazione
San
Tommaso fa l'esempio di san Giovanni Evangelista che, a un uomo che gli
chiedeva come mai non stesse pregando, rispose, Vedi quell'arco e quella
freccia? L'arco era allentato e la corda era sciolta. Se lasciassi
quell'arco sempre teso, finirebbe per spezzarsi. Lo stesso accadrebbe al
nostro spirito, senza il riposo.
Penso che
la maggior parte di noi, soprattutto nel mondo di oggi, non abbia il problema
di ricrearsi o riposarsi a sufficienza. Abbiamo piuttosto il problema opposto,
come dimostra perfino il comportamento dei fanciulli.
Secondo
san Michele - se la mia identificazione dell'Angelo celeste è corretta -
i fanciulli dedicavano troppo tempo al gioco. Generalmente parlando, penso che
nella nostra società si dedichi un tempo eccessivo ai divertimenti, e
non un tempo insufficiente.
E
così i fanciulli riacquistarono il loro fervore dopo il rimprovero
dell'Angelo e offrirono a Dio i loro sacrifici e tutte le loro azioni ma,
soprattutto, tutte le sofferenze che Egli inviò sul loro cammino.
(Continua nel prossimo Crociato)
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