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Padre Gruner (1989 - …)
Nel tentativo di far tacere Padre Nicholas Gruner, il “Sacerdote di
Fatima” il cui apostolato è promotore dell’intero
Messaggio di Fatima, potenti forze all’interno del Vaticano si
misero in moto, nel 1989, per colpire Padre Gruner ed il suo apostolato,
con l’obiettivo di far cessare le loro attività. Nel luglio
di quello stesso anno Gerardo Pierro, Vescovo di Avellino (la diocesi
italiana dove Padre Gruner era all’epoca incardinato), inviò una
lettera a Padre Gruner. Questa lettera rivelava che il Cardinale Segretario
di Stato, Agostino Casaroli, aveva espresso “segnali preoccupati” riguardo
all’opera di Padre Gruner di promozione della corretta Consacrazione
della Russia, come richiesto dalla Madonna di Fatima, e di richiesta
per la piena rivelazione del Terzo Segreto. Il nuovo vescovo sembrava
non essere a conoscenza del fatto che il suo predecessore, Pasquale Venezia,
aveva dato a Padre Gruner il permesso di vivere al di fuori della Diocesi
di Avellino, mentre si occupava del suo Apostolato di Fatima. Pertanto,
Padre Gruner rispose rispettosamente alla lettera, facendo notare che
aveva avuto il permesso scritto di poter risiedere in Canada, da parte
del precedente Vescovo di Avellino.
Un mese dopo, Padre Gruner ricevette un’altra lettera, questa volta
dal Cardinale Innocenti, che lo minacciava con la possibile sospensione
a meno che non venisse incardinato in una diocesi Canadese o ritornasse
ad Avellino entro il 30 settembre 1989. La risposta di Padre Gruner alla
lettera del Cardinale Innocenti, evidenziava il fatto che il Cardinale
non aveva alcun diritto ad interferire, poiché il Vescovo di Avellino
non aveva dato alcun ordine in tal senso, e che Padre Gruner stava agendo
in rispetto delle leggi della Chiesa. Padre Gruner fece quindi appello
al Papa, contro l’abuso d’autorità da parte del Cardinale
Innocenti. Da allora, il Cardinale non ha mai più scritto o replicato
a Padre Gruner.
Viene bloccata un’incardinazione
Successivamente, nel luglio del 1993, il Vescovo Gilbert Rego di Simla-Chandigarh,
un’importante Vescovo Indiano, rilasciò garanzie scritte
riguardo alla sua volontà di incardinare Padre Gruner, ponendo
fine, apparentemente, a qualsiasi tentativo dei funzionari dell’establishment
Vaticano, che si oppone a Fatima, di costringere Padre Gruner a tornare
ad Avellino. Tuttavia, nel novembre di quell’anno il nuovo Vescovo
di Avellino, Antonio Forte, ammise a Padre Gruner che stava venendo costretto
a non approvare il trasferimento di Padre Gruner dalla diocesi di Avellino,
poiché il Cardinale Sanchez e l’Arcivescovo Sepe, entrambi
della Congregazione per il Clero, gli avevano detto di non permetterlo.
Il Cardinale e l’Arcivescovo stavano apparentemente lavorando,
di comune accordo con la Segreteria di Stato, per far tacere Padre Gruner
ed il suo apostolato. Le loro azioni violavano la giurisdizione del Vescovo
di Avellino e non avevano alcuna fondamento nel diritto Canonico. Per
di più, nessun altro sacerdote in tutta la Chiesa Cattolica ha
mai subito una tale interferenza, in un proprio trasferimento da una
diocesi all’altra.
Nel gennaio del 1994, il Cardinale Sanchez, l’Arcivescovo Sepe ed il
Vescovo Forte iniziarono a compiere le loro mosse finali, in questo loro “gioco
all’incardinazione” che stavano giocando contro Padre Gruner:
essi gli ordinarono di trovarsi un altro vescovo, osteggiando poi l’incardinazione
da parte di altri vescovi, rifiutandogli l’escardinazione da Avellino.
Lo “scacco matto” sarebbe stato quello di dichiarare che
Padre Gruner non era “riuscito” ad essere incardinato altrove,
e pertanto sarebbe dovuto tornare ad Avellino, altrimenti sarebbe stato
sospeso dal sacerdozio. Questo incredibile comportamento viene spiegato
assai più dettagliatamente nel libro Il
Sacerdote di Fatima e nell’articolo Una
Legge per un Solo uomo. Le bugie riguardo alla condizione di
Padre Gruner vengono ancora usate oggigiorno dai nemici della Madonna.
Nel 1998, il processo canonico continuava a svolgersi nel sistema giurisdizionale
del Vaticano. Durante il processo, l’Arcivescovo Grochelewski,
promotore di giustizia della caso, ammise che il caso non riguardava
l’incardinazione di Padre Gruner, ma piuttosto quello che diceva
riguardo a Fatima. E’ questo il vero motivo dietro alle numerose
azioni, illecite e senza precedenti, compiute contro Padre Gruner, anche
se non viene ammesso da nessuna parte, negli atti ufficiali dei procedimenti.
Un principio basilare di giustizia naturale è quello che l’accusato
debba venir informato delle esatte accuse a lui rivolte, affinché possa
difendersi. Rinviare Padre Gruner a giudizio per una presunta “colpa” riguardante
la sua incardinazione, quando il vero problema è ciò che
dice su Fatima, è una smaccata contraddizione di quel principio.
Per un articolo più breve, ma completo, riguardo allo status di Padre
Gruner, vedi “Actually, Virginia, Father Gruner is Not Suspended.”, “Veramente, Virginia,
Padre Gruner NON è sospeso.”
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