1. California Conference

    image
  2. Rome 2017

    Rome 2017
  3. Fatima Portugal

    Fatima Portugal 2017
  4. Ask Father

    image

Il rapimento dei Veggenti
(13 - 15 agosto 1917)


All’avvicinarsi del 13 agosto 1917, si erano diffuse voci in tutto il paese riguardo alle apparizioni di Fatima. La stampa liberale e massonica si interessò particolarmente alla questione, non tralasciando alcuna occasione di spargere falsità riguardo ai tre piccoli pastorelli. Quando queste tattiche non sortirono l’effetto di scoraggiare le masse di pellegrini, i quali avevano viaggiato fedelmente per grandi distanze pur di essere presenti alle apparizioni della Madonna, la stampa dichiarò, in classico stile anti-clericale, che il clero stava ingannando la gente per i propri interessi economici. La stampa fece pressioni notevoli sulle autorità locali, affinché prendessero provvedimenti.

L’autorità locale di Fatima, Artur de Oliveira Santos, all’epoca Amministratore del distretto di Vila Nova de Ourem, era un fanatico anti-clericale. Conosciuto anche come “Lo Stagnaro”, era un massone che aveva ottenuto un grande potere per via della sua posizione, tiranneggiando sul suo distretto e imponendo restrizioni a chiese e servizi religiosi a suo piacimento ed arbitrio. Lo Stagnaro decise di porre fine alla credenza popolare che stava nascendo dalle apparizioni di Fatima, con qualsiasi mezzo necessario.

Il 10 agosto, i padri dei tre veggenti di Fatima, Manuel Marto e Antonio dos Santos, ricevettero l’ordine di comparizione, assieme ai propri figli, fissato per il giorno seguente a Vila Nova de Ourem. Era un viaggio di nove miglia, raggiungibili allora soltanto a piedi o a dorso di mulo. Manuel Marto rifiutò di portare i suoi due bambini per farli apparire dinanzi ad una corte, e decise di andare da solo. Antonio dos Santos, tuttavia, era deciso a far rispondere da sola sua figlia, Lucia. Lo Stagnaro fu furioso per l’assenza di Francesco e Giacinta.

Ricordando la sua esperienza con lo Stagnaro, Lucia scrisse:

“Presso l’ufficio amministrativo venni interrogata dall’amministratore, alla presenza di mio padre, mio zio e di altri gentiluomini che mi erano estranei. L’amministratore voleva a tutti i costi costringermi a rivelare il Segreto, ed a promettergli che non sarei mai più tornata alla Cova da Iria. Per raggiungere il suo fine, non risparmiò alcuna promessa, e neanche le minacce. Vedendo che non stava raggiungendo nessun risultato, mi lasciò andare, ribadendo tuttavia che avrebbe raggiunto il suo scopo, anche se questo mi fosse costata la vita.”1

Il 12 agosto una folla di persone cominciò ad arrivare alla Cova da Iria, in attesa dell’apparizione del giorno seguente. La mattina del 13 agosto, l’Amministratore giunse a casa dei Marto per vedere i fanciulli. Convinse i loro genitori che desiderava “partecipare al miracolo” insieme a loro, ed andarono per prima cosa ad incontrarsi col parroco del villaggio. Dopo averli interrogati, l’Amministratore condusse i fanciulli sul suo carro. Il carro all’inizio si diresse verso la Cova da Iria, ma all’improvviso si voltò e si diresse verso la direzione opposta. L’Amministratore tentò di calmare i fanciulli dicendo che avrebbero per prima cosa incontrato il parroco di Ourem. Per impedire che i pellegrini, che si stavano recando alla Cova, riconoscessero i bambini sul carro, li avvolse in un tappeto. Infine arrivò trionfante a casa sua, credendo che con l’assenza dei bambini alla Cova da Iria, niente di soprannaturale sarebbe avvenuto, e che tutto quel problema delle apparizioni sarebbe stato risolto.

Quando arrivarono alla casa dello Stagnaro, i fanciulli vennero rinchiusi in una stanza e venne detto loro che non ne sarebbero usciti fino a che non avessero rivelato il Segreto. La gentile moglie dello Stagnaro dette loro da mangiare, e li lasciò giocare con i propri bambini, provvedendo affinché non gli mancasse niente. Il giorno seguente vennero costretti a subire nove interrogatori, ma i fanciulli, rinvigoriti da una grazia speciale, furono incrollabili.

Lo Stagnaro voleva apprendere da loro il Segreto a tutti i costi; tentò di estorcerglielo facendoli cadere in contraddizione l’uno con l’altro, ma senza risultati. Chiamò persino un dottore che li accusasse di allucinazioni e schizofrenia. Le conclusioni del dottore non furono mai pubblicate. Questo fatto parla da solo, perché se la diagnosi del dottore fosse stata di schizofrenia, l’Amministratore non avrebbe esitato nel pubblicare immediatamente la sua testimonianza.

Lo Stagnaro mise allora i fanciulli in una prigione, piena di altri detenuti. I fanciulli vennero interrogati separatamente, dopo di che lo Stagnaro li minacciò di cuocerli nell’olio bollente se si fossero ancora rifiutati di rivelare il Segreto di Fatima. Alla presenza dei bambini, egli ordinò che venisse approntato un calderone pieno d’olio bollente, e minacciò di gettarli nel calderone se non avessero cooperato. I fanciulli credettero alla minaccia dello Stagnaro. Erano rinchiusi tutti nella stella cella, e lì un uomo cercò di persuadere Giacinta a cedere, dicendole che avrebbe potuto evitare di essere uccisa, rivelando semplicemente il segreto. Giacinta rispose: “Preferisco morire, piuttosto!”

Lo Stagnaro portò via Giacinta per prima. Francesco e Lucia credettero che sarebbe andata in contro alla sua morte. Lo Stagnaro tornò poi da loro e disse ai bambini che Giacinta era morta. Chiese ancora una volta la rivelazione del Segreto, altrimenti Francesco e Lucia sarebbero stati bolliti vivi nell’olio. Anche Francesco venne quindi portato verso la sua morte apparente. Lo Stagnaro minacciò allora Lucia con lo stesso terribile fato, se non avesse cooperato. Lucia rimase fedele, anche se sapeva che i suoi due cugini erano stati uccisi. Tuttavia, nessuno dei bambini era stato giustiziato: le minacce erano senza fondamento. Eppure, malgrado questa minaccia finale, lo Stagnaro non riuscì ad ottenere il Segreto. La mattina successiva (15 agosto), dopo un ultimo interrogatorio, non essendo venuto a capo di niente, riaccompagnò i fanciulli a Fatima.

Nota:

  1. Frère Michel de la Sainte Trinité, Tutta la Verità su Fatima, Volume I: La Scienza ed i Fatti, (Immaculate Heart Publications, Buffalo, New York, 1989) p. 218.