1. California Conference

    image
  2. Rome 2017

    Rome 2017
  3. Fatima Portugal

    Fatima Portugal 2017
  4. Ask Father

    image

La Rivoluzione Massonica (1910)


Sin dal 18° secolo, la Massoneria aveva combattuto strenuamente per ottenere il potere assoluto in Portogallo, lasciandolo in una condizione di instabilità e sull’orlo di una rivoluzione. Nell’ottobre del 1910 i Massoni riuscirono finalmente ad instaurare un governo massonico, per mezzo di una rivoluzione. Nella notte del 3 ottobre di quell’anno, un gruppo organizzato di Massoni irruppe in una delle caserme della fanteria portoghese. I rivoluzionari all’interno delle forze armate ricevettero aiuto dai civili, mentre la maggioranza dell’esercito rimase neutrale. I lealisti furono disarmati, ed il 5 ottobre la monarchia costituzionale Portoghese venne sconfitta a Lisbona; in quello stesso giorno fu proclamata la Repubblica Massonica. Venne creato un governo provvisorio, composto da tutti i principali massoni, che avevano l’appoggio dei governi di Francia ed Inghilterra.

La rivoluzione prese subito di mira la Chiesa Cattolica: le chiese vennero saccheggiate, i conventi furono attaccati ed i religiosi vennero perseguitati. Il governo provvisorio si era insediato da poco, quando iniziò a concentrare tutta la sua attenzione contro la Chiesa, in una politica pesantemente anti-clericale, malgrado la terribile situazione economica in cui versava il paese. Il 10 ottobre – cinque giorni dopo l’inaugurazione della Repubblica – il nuovo governo decretò che tutti i conventi, i monasteri e gli ordini religiosi dovevano essere soppressi. Tutti i religiosi vennero espulsi ed i loro beni confiscati. I Gesuiti vennero costretti a rinunciare alla propria cittadinanza Portoghese.

Vennero promulgati, in rapida successione, tutta una serie di leggi e decreti anti-Cattolici. Il 3 novembre passò una legge che legalizzava il divorzio; infine leggi che riconoscevano la legittimità dei figli nati al di fuori del vincolo matrimoniale; leggi che autorizzavano la cremazione, la secolarizzazione dei cimiteri, la soppressione dell’insegnamento religioso nelle scuole e la proibizione di indossare la tonaca. In aggiunta a tutto questo, vennero sottoposte a restrizioni addirittura il suono delle campane e gli orari in cui poter praticare il culto, e vennero anche soppresse le celebrazioni delle feste religiose. Il governo interferì persino all’interno dei seminari, riservandosi il diritto di nominarne i professori e di determinarne i programmi. Tutta questa serie di leggi persecutorie culminarono nella legge sulla Separazione tra Chiesa e Stato, che venne approvata il 20 aprile 1911.

La vittoria dei Massoni sembrava completa. Alfonso Costa, autore di queste leggi, si sentiva abbastanza sicuro da dichiarare, a quel tempo: “Grazie a questa legge di separazione, in due generazioni il Cattolicesimo sarà completamente eliminato dal Portogallo”.

Eppure, grazie alla fermezza di Papa San Pio X, che aveva rifiutato tutti i tentativi di compromesso con la Repubblica, la Chiesa in Portogallo fu in grado di rimanere unita anche se duramente colpita. I fedeli sostennero i propri vescovi, i quali resistettero a loro volta al governo. Questo condusse all’esilio la maggior parte dei vescovi del paese ed all’imprigionamento di molti sacerdoti. Eppure, in questo modo, la Chiesa in Portogallo fu in grado di proteggere la propria fede dal veleno della rivoluzione Massonica.

La rivoluzione, tuttavia, ebbe i suoi nefasti effetti sul paese. La portata del danno compiuto per mezzo dell’instancabile persecuzione e della distruzione del Portogallo, in ogni suo aspetto, fu incalcolabile, ed i Massoni mantennero il controllo della nazione: il danno che essi avevano causato al Portogallo sembrava irreversibile. Tuttavia, l’anno del signore 1917 si sarebbe presto dimostrato un punto di svolta nel destino del Portogallo, la “Terra di Santa Maria”.