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L’interpretazione Sodano 
di Christppher A. Ferrara


Poco dopo l’attacco terroristico in America, il Segretario di Stato vaticano, cardinal Angelo Sodano, ha dichiarato alla stampa che gli avvenimenti dell’11 settembre 2001 non sono il segno di una guerra "di religione". Secondo Sodano l’attacco avrebbe una valenza etnica e culturale, ma non religiosa... certamente un uomo, in preda alla follia, può appellarsi a principi religiosi, ma si tratta di una grave deformazione. [notizie Zenit]

Sicché, quando fanatici musulmani hanno diretto aerei di linea contro le torri gemelle e il Pentagono, è stata solo una faccenda etnica e culturale, che non ha nulla a che vedere con la religione islamica. Vien da chiedersi: il Cardinale dice sul serio?

Il 24 settembre 2001 Osama bin Laden ha mandato per fax una dichiarazione alla rete televisiva di informazione Al-Jazeera in Qatar. Il testo si apre così: "Nel nome di Allah clementissimo e misericordiosissimo...". Poi il leader terrorista prosegue dichiarando ai suoi "fratelli musulmani" in Pakistan che "ho appreso con grande dolore la notizia dell’assassinio di alcuni nostri fratelli musulmani a Karachi, mentre essi stavano esprimendo la loro opposizione alle forze crociate degli americani e dei loro alleati nelle terre dei musulmani in Pakistan e in Afghanistan. Preghiamo Allah di accoglierli come matiri e di annoverarli tra i profeti... Supplichiamo Allah di renderlo vittorioso sulle forze degli infedeli e della tirannide, e di schiacciare la nuova crociata cristiano-giudaica nella terra del Pakistan e dell’Afghanistan".

Niente di religioso in tutto ciò!

Con la sua chiamata alle armi contro la "crociata giudaico-cristiana" Osama bin Laden si inserisce nella lunga serie di fanatici musulmani che ebbe inizio con lo stesso Maometto. Tant’è vero che il messaggio di Osama bin Laden cita il consiglio del "Profeta" nei termini seguenti: "Il Profeta, che la pace sia con lui, disse: chiunque non combatta o non si prepari a combattere o non si prenda cura della famiglia del combattente, Allah lo colpirà con una sciagura prima del Giorno del giudizio". E bin Laden conclude con queste parole: "Supplichiamo Allah di renderlo vittorioso sulle forze degli infedeli e della tirannide, e di schiacciare la nuova crociata cristiano-giudaica nella terra del Pakistan e dell’Afghanistan".

Oh no, l’attacco contro l’America non ha niente a che vedere con la religione. Ma come mai, in primo luogo, il cardinal Sodano è giunto a sostenere una tesi così assurda? La risposta è che nell’ambito del programma, di tenore risolutamente da "dopo-Fatima", di una fratellanza mondiale di tutte le religioni della quale si fanno mediatrici le Nazioni Unite – un concetto che il Cardinale e i suoi collaboratori propagandano come "civiltà dell’amore" – non può esistere qualcosa come una cattiva religione. Tutte le religioni devono essere considerate buone, incluso l’Islam... E se qualche fedele dell’Islam commette violenza in nome della sua religione, beh, deve essere privo di senno. Il suo agire non può avere nulla a che vedere con l’insegnamento del "Profeta".

Ma, chiaramente, i terroristi che hanno ucciso 6000 americani l’11 settembre 2001 non erano matti. In realtà erano autentici credenti assolutamente raziocinanti: credenti nella falsa religione dell’Islam, che insegna loro che diventeranno martiri se danno la vita per ammazzare dei cristiani.

L’interpretazione di Sodano dell’attacco terroristico è perfettamente coerente con tutta la linea diplomatica del Vaticano, secondo cui Fatima è finita e la consacrazione e la conversione della Russia non devono essere mai più menzionate. La posizione vaticana comprende la ridicola "interpretazione" del Cardinale del Terzo Segreto, in base alla quale la visione del Papa che è assassinato da una banda di soldati (guerrieri musulmani, forse?) fuori di una città in rovina è spacciata come corrispondente alla vicenda di Giovanni Paolo II che sfugge alla mano omicida di un assassino solitario in una Piazza San Pietro perfettamente intatta nel lontano 1981.

Così, a stare all’interpretazione degli eventi mondiali data da Sodano, il messaggio di Fatima si esaurì vent’anni fa. Non abbiamo più motivo di temere l’ammonimento della Madonna di Fatima che "molte nazioni saranno annientate" se le Sue richieste non saranno onorate. Anzi, le Sue richieste non devono essere nemmeno più evocate. No, l’attacco terroristico è stato semplicemente l’atto di pochi "pazzi", non il preannuncio di cose assai peggiori a venire.

E guai al cattolico che mette in dubbio l’interpretazione di Sodano. C’è forse da stupirsi se, ancor prima che la polvere fosse ricaduta su quel che un tempo erano le torri gemelle, Sodano si era assicurato che il prete che la mette in dubbio con più efficacia, padre Nicholas Gruner, fosse condannato senza fondamento di fronte al mondo intero?

La condanna immotivata di padre Gruner seguita immediatamente all’attacco terroristico prova soltanto che, nella prospettiva dell’apparato del Vaticano, il pericolo più grave per la Chiesa oggi è che la gente giunga alla conclusione che padre Gruner e i milioni di cattolici che condividono le sue opinioni hanno ragione a proposito di Fatima, e che di conseguenza il programma geopolitico del dopo-Fatima perseguito dal Vaticano è un fallimento monumentale. E, manifestamente, lo è.